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Mirage
di Ramzi Harrabi
Anche quest’anno La Galleria Roma dedica al mondo arabo una serie di manifestazioni per far conoscere questa antica cultura che tanto ha dato a noi siciliani.
Sabato 11 luglio ore 18,30 inaugurazione della mostra di disegni calligrafici del pittore Ramzi Harrabi
Martedì 14 luglio ore 19,00 serata dedicata alla poesia araba
Giovedì 16 luglio ore 19,00 workshop di varie tecniche aperto ad artisti e amanti dell’arte
Venerdì 18 luglio ore 19,00 proiezione del film documentario diretto da Ramzi Harrabi ” MIRAGE”
Ramzi Harrabi vive da diversi anni a Siracusa e lavora presso The Mediterranean Center for Arts and Sciences come docente d’arabo.
L’artista arabo, dopo numerose apparizioni a livello regionale, come il Festival Sonica (PA)con la band Catanese IPercussonici, MedFest (Buccheri), Festival del Mediterraneo (Pozzallo) ed il ComPa di Bologna (rappresentando la Provincia di Siracusa) Caltagirone (Museo civico), Catania (cortile platamone).
A lui e stato affidato l’incarico di ricevere la nave della pace a Siracusa con la partecipazione dell’Istituto Internazionale del Teatro. Dal giorno in cui è iniziata la guerra in Iraq I’artista tunisino partecipa in tante manifestazioni come cantante, come poeta e come pittore ma anche come semplice extracomunitario che cerca d’essere ascoltato. Ramzi ha organizzato incontri con artisti di altre culture ed altre nazione, favorendo la cultura del dialogo e tutto questo è sfociato nei due musical scritti e diretto da lui ”L’Arabia confusa ” e” Identità di Siracusa”.
Ha inoltre diretto sulle scalinate del Duomo di Siracusa con musicisti di tutti i continenti il concerto dell’ 11 settembre 2004 e pure il concerto internazionale per la pace il 19 marzo 2005(ethnic feeling), in ricordo delle vittime del terrorismo e della guerra. A proposito di pace, Ramzi a partecipato al concerto “Voglia di Pace” insieme al soprano Katia Ricciarelli, al Teatro Odeon di Lentini(sr), dove ha fatto 2 duetti insieme al soprano e in più un suo repertorio.
nel 2004 vieni segnalato come poeta nel concorso nazionale di poesia araba nel 2006 ricevi il secondo premio europeo al Tindari european festival
nel 2008 vieni premiato con menzione speciale nel premio euro mediterraneo per il dialogo interculturale .
Titolo:”Mirage “
Autore: Ramzi Harrabi
Luogo: via Maestranza 110 Siracusa
Data: 11-21 luglio 2009
Inaugurazione: 11 luglio 2009 ore: 18,30
Orario di Apertura:
dal martedì alla domenica 17,30 – 20,30
Organizzazione e
Direzione Artistica: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero
Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
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Il nome di Francesca Nicolò comincia a diventare familiare a chi frequenta l’ambiente artistico siracusano.
Francesca Nicolò sebbene abiti a Reggio Calabria, è socia dell’Associazione Culturale Nuova Galleria Roma e in quanto tale da più di un anno partecipa a tutte le collettive dell’Associazione. L’artista attraverso l’arte riesce a liberare la fantasia a fondere elementi autobiografici con sensazioni nuove ed esaltanti. Nei suoi quadri c’e la sua espressione, colore e forma, un connubio esaltante e totale, con l’apporto suggestivo del disegno e dei simboli intuisce ed esalta la psicologia dei suoi lavori,connotati da una pennellata larga ed improvvisa,in cui il colore è elaborato in funzione dell’aria e della luce.
Francesca Nicolò
nasce a Reggio Calabria dove risiede e lavora. La sua infanzia la passa all’estero con la famiglia, dove frequenta le scuole francesi completa il percorso scolastico, fino al definitivo ritorno a Reggio C..
Dopo l’avvicendarsi di esperienze negative, attraverso la pittura ritrova la volontà a canalizzare le negatività in energia positiva, vitale e creatrice attraverso un “processo alchemico”, come lo definisce lei.
La forte curiosità unita al passione per la conoscenza portano l’artista a intraprendere varie percorsi di studio e sperimentazione, la ricerca della sua vita , “ l’identità artistica”.
Così decide di ampliare le tecniche pittoriche, frequenta per cinque anni la scuola artistica Libera Accademia di Reggio Calabria diretta dal pittore e professore Raffa.
L’esperienza all’interno dell’Accademia è stata altamente formativa oltre che nell’ambito della pittura, anche su stoffa, vetro, e lavorazione della ceramica , alla quale si è dedicata con grande interesse approfondendo in particolar modo la tecnica del polimaterico e pirografia.
Corrado Brancato
Orario di Apertura:
dal martedì alla domenica 17,30 – 20,30
Organizzazione e Direzione Artistica: Corrado Brancato
Ingresso Libero
Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
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Galleria Roma
via Maestranza 110
Siracusa
Arte e TV
conversazione di
Corrado Cartia
giovedì 25 giugno ore 18,30
ARTE E TV
Quando l’operatore televisivo, modernamente definito cameraman ovvero operatore tecnico di ripresa è parimenti indispensabile e protagonista dell’opera giornalistica. In tempi di massima globalizzazione come quella in cui viviamo, l’immagine (prodotto del cameraman) e la parola (prodotto del giornalista ) sono esattamente lo stesso, identico esempio di bravura o di scarsità.
Questo e quant’altro sarà l’argomento di Corrado Cartia che si terrà presso la Galleria Roma Giovedì 25 Giugno 2009 alle ore 18,30
Saranno presenti gli i operatori siracusani che hanno collaborato con Cartia
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato
Ingresso Libero
Info:
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Mercoledì 17 giugno alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma di Siracusa , il Prof. Stefano di Mauro rabbino capo della comunità ebraica di Siracusa, parlerà su:
I PRINCIPI DELL’EBRAISMO
Un altro principio fondamentale, strettamente collegato al primo, è quello dell’Alleanza tra Dio e il popolo ebraico. Attraverso l’Alleanza, che in origine Dio strinse con Abramo, il popolo ebraico si impegnò a riconoscere Dio, a sostenere il suo progetto e a rispettare le sue Leggi. È tramite l’accettazione di questo patto che gli ebrei si riconobbero come il “popolo eletto”: ciò non significa che gli ebrei si aspettino di ricevere particolari privilegi da Dio, o che si sentano migliori degli altri popoli, bensì che ritengono di essere stati designati da Dio per testimoniare agli altri – attraverso l’esempio delle loro azioni – la presenza di Dio sulla terra.
Si discuterà inoltre delle problematiche sempre più attuali, specie in questo periodo, relative al rapporto tra l’Ebraismo e le altre religioni ed il pregiudizio antiebraico.
«Il pregiudizio antiebraico è una delle più antiche e persistenti manifestazioni di intolleranza, che ha assunto la forma del razzismo nell’epoca moderna. Manifestazione tra le più virulente ed emblematiche: poiché l’essenza del razzismo consiste nel passare dalla critica (o dall’esaltazione) di aspetti contingenti o legati a singoli individui a un giudizio generale su un intero popolo, esso ha trovato alimento nell’imponente eredità di pregiudizi antiebraici accumulatisi nel corso dei secoli. All’accusa di deicidio rivolta al popolo ebraico si è sostituita quella di voler dominare il mondo attraverso il denaro, fino alla demonizzazione dello Stato d’Israele. Oggi il conflitto medio-orientale rappresenta la forma contemporanea in cui si ripropone una questione ebraica tuttora irrisolta. Essa ci riguarda tutti, come pietra di paragone dell’intolleranza circolante nella società».
(tratto dalla copertina del volume di Giorgio Israel: La questione ebraica oggi. Ed. Il Mulino , 2002)
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato
Ingresso Libero
Info:
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
AVIDA MORS
Il cimitero monumentale di Milano.
fotografie di Mario Di Salvo
13 – 23 giugno
Il cimitero monumentale di Milano rivisitato dagli scatti del fotografo megarese Mario Di Salvo alla ricerca dell’immortalità dell’anima da cogliere nei segni lasciati sulle soglie dell’estrema dimora in un luogo dalle architetture eclettiche divenuto un modello dell’arte funeraria italiana.
(Salvatore Zito per Galleria Roma)
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Dal 13 al 23 giugno presso i locali di Galleria Roma in via Maestranza 110 a Siracusa si terrà la mostra del fotografo Mario Di Salvo, autentico cultore dell’immagine bidimensionale intesa come pura espressione di un’arte, quella della fotografia, in eterno confronto con le arti convenzionali. Per questa ennesima conferma che trascina la fotografia a piena forza nella sublime spiritualità artistica Mario Di Salvo ha scelto, non per snobismo, un territorio mai battuto dalle tempeste fotografiche e dalle grandinate devastanti di scatti qualunque, egli ha scelto il territorio delle estreme dimore, ossia quella parte della terra dei vivi in cui ogni uomo lascia lì, per sempre, l’ultimo segno del suo passaggio terreno.
Di Salvo spiega così il suo lavoro: “Decine e decine di opere fantastiche si intrecciano all’interno di un luogo dove la tristezza, la poesia, la fede, il dolore e la muta rassegnazione si fondono l’una con l’altra fino a formare un indivisibile amalgama, fatto di sentimenti colti nella loro quintessenza”.
Si può cogliere infatti da questo lavoro d’artista, oltre all’evidente forza espressiva, il senso stesso di quest’arte, difficilmente individuabile tra i luoghi comuni che alla fotografia vengono solitamente attribuiti. La fotografia muove le leve dell’inconscio per mezzo dei propri autori con lo stile e l’efficacia che non vanno ricercati nell’eccezionalità dei soggetti ripresi ma, al contrario, vanno perseguiti nella quotidianità ripresa dalla mente dell’artista straordinario.
Il cimitero monumentale di Milano è stato così il punto di partenza per un percorso di tenera poesia e anche di emozionante ironia attraverso la reinvenzione fotografica di un luogo già di per sé severo.
“Mi è piaciuto indagare su come lo scorrere del tempo, gli agenti atmosferici o l’azione dell’uomo, abbiamo in parte modificato il significato originario delle architetture stesse. Il mio interesse si è focalizzato su come il continuo interagire tra le pietre, l’uomo e la natura abbia dato e continui a dare vita a nuove, involontarie performances visive, ben lontane da ciò che gli autori avevano immaginato al tempo della realizzazione delle opere”.
La prospettiva poetica di questo autore, apparentemente lontano da coinvolgimenti emotivi , evolve piuttosto verso un itinerario immaginario dove quel che più conta non sono solo i veri e propri soggetti, i luoghi o “nonluoghi” ripresi, bensì la loro natura di “segno” tra i segni, di medium tra i media.
Per i cultori della buona fotografia è certamente una mostra da non perdere.
La presentazione è di Salvatore Zito alle 18 e 30 di sabato 13 giugno prossimo.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
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“Per un’analisi geopolitica del voto europeo”
a cura di:
Luigi Amato
11 giugno ore 18,30
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” Per un’analisi geopolitica del voto europeo”
Giovedì 11 Giugno alle ore 18.30 presso la galleria Roma il prof. Luigi Amato terrà la conferenza dal titolo ” Per un’analisi geopolitica del voto europeo”. A dati acquisiti delle elezioni europee il prof. Luigi Amato Docente di Estetica a Reggio Calabria e collaboratore della Rivista Italiana di Geopolitica Limes procederà ad un commento sul dato elettorale in una prospettiva geopolitica. Il dibattito si estenderà al ruolo della Sicilia in uno scenario di continuo mutamento dei punti di riferimento.
Info:
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Giovedì 4 giugno alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma di Siracusa , l’editore Franco Purpura, converserà su:
Occupazione inglese di Siracusa: effetti sull’economia e sulla vita quotidiana,
prima e dopo lo sbarco.
La relazione metterà in luce la vita quotidiana dei Siracusani nei mesi che precedettero lo sbarco. I “ricoviri”, che, usando un termine erudito, oggi chiamiamo ipogei e le difficoltà di vita all’interno di essi; gli effetti dei bombardamenti; la difficoltà nel procacciarsi da vivere.
Dopo lo sbarco: le accoglienze non festose riservate agli invasori; come i Siracusani si adattarono ai nuovi conquistatori; iniziative per un’amichevole distensione; espressioni e modi di dire legati allo straordinario evento dell’occupazione; le AM lire; l’economia sommersa, fino al giugno del 1946.
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
Salvo Sequenzia presenta
IN INFINITE CHIARITA’
personale di Salvatore Accolla
sabato 30 maggio ore 18,30
IN INFINITE CHIARITA’
Eleganza, austerità di colori, forme magiche ed affascinanti, sono le principali caratteristiche delle opere del pittore Salvatore Accolla.
Nella sua opera, vivida e tormentata si agita una “sostanza mediterranea”, in cui il fuoco del demone meridiano si fonde con la luminosità del cielo e la brillantezza del mare, dando origine ad azzurri intensi ed eterni. Le terre e le pietre del luogo suggeriscono e nutrono forme e figure antiche e senza tempo: divinità, donne fertili, pietre marmoree, sabbia e fango, barche che solcano un mare “metafisico”, nature morte e scorci di paesaggi che fanno da fondale a figure primitive, archetipi, e che raccontano frammenti di un sogno dove la memoria, sedotta da due fonti di ispirazione, evoca forme arcaiche e moderne, create magistralmente da questo geniale pittore. La materia, i colori, il segno – o la loro interazione con la tela – il semplice sfiorare del pigmento con la tela vergine, generano una forza che si manifesta nel prodotto finale della sua pittura.
Ottenere questa fusione, questa carica materica e visiva, è il risultato di esperienza, di sensibilità e di amore.
I quadri di Accolla si impongono per la forza dei contenuti e per la solidità della superficie pittorica, che si temperano con l’intensità poetica dei colori a rappresentare la sua visione del reale in una sintesi potente e personale.
Ampio è lo sguardo che l’artista posa sugli elementi, sui personaggi e su tutto lo spazio di cui egli celebra la grandezza, l’infinito, in una sorta di meditazione da cui la fascinazione del sogno e della visione non ne viene esclusa.
Gli esseri, il cosmo, la natura, gli elementi, i loro misteri, esercitano su Accolla un intenso fascino che stimola la sua immaginazione. Una visione che rispetta sempre l’essenzialità dei soggetti-pretesti. Soggetti-pretesti perché, per l’artista, l’atto del dipingere è ciò che conta sopra ogni cosa.
Lontano dall’anima di Accolla il narrare l’aneddoto, il ridurre la realtà a racconto. Ciò che preme all’artista è il linguaggio delle forme e la disposizione nello spazio di spiagge di colori tradotti in armonie tonali di grigi colorati, di marroni molto delicati, di blu teneri, il tutto illuminato dalla trasparenza dei bianchi, spesso ravvivati con note d’ocra, d’arancio o di rosso.
Senza clamori, come la vera arte sa fare, attraverso la sola forza della sua potenza di lavoro, ha fatto conoscere il suo stile molto personale: al limite tra l’astratto ed il figurativo. Egli privilegia il gioco delle materie e usa, in un secondo tempo, il pretesto della figurazione traendone, con talento, una sintesi armoniosa. Nonostante si possa definire il suo un naturalismo astratto e visivo, Accolla cerca soprattutto nei suoi soggetti, e nella visione, la fonte ed il pungolo della propria ispirazione.
Vive nel fondo dell’opera di Accolla una strana magia che rende percettibile ogni fenomeno del reale che il suo sguardo e la sua mente sanno cogliere.
La sua soggettività artistica, eccezionalmente raffinata, rivela con sincera spiritualità l’essenza delle cose., e ogni tela pare voglia gridare al mondo «…t’inseguo, luce, /nel folto di un tremore infinito / d’universi: mi porta un /sussurrare /vivo e chiaro, un soffio/ in cui ti sveli e mi confondi».
Salvo Sequenzia
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Giovedì 28 maggio alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma di Siracusa , la professoressa Maria Teresa Asaro docente di filosofia presso il Liceo Classico “Tommaso Gargallo” di Siracusa , converserà su:
Che cosa sei, uomo?
In verità non ti conosco.
So però che il significato di un uomo non va ricercato in ciò che egli raggiunge, ma in ciò che vorrebbe raggiungere. Come l’acqua, egli si adatta ai mutamenti della vita…l’uomo non è niente altro che quello che progetta di essere; non esiste che nella misura in cui si realizza; non è dunque niente altro che l’insieme dei suoi atti, niente altro che la sua vita.
Ciò di cui io ho veramente bisogno è di chiarire nella mia mente ciò che devo fare, non ciò che devo conoscere, pur considerando che il conoscere deve precedere ogni azione. La cosa importante è capire a cosa sono destinato…il punto è trovare la verità che è vera per me, trovare l’idea per la quale sono pronto a vivere e morire.
Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia…
Vita, morte, morale, amore, dolore…riflessioni filosofiche tra ‘800 e ‘900.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Che cosa sei, uomo?
in verità non ti conosco
conversazione di Maria Teresa Asaro
28 maggio ore 18,30
Che cosa sei, uomo?
In verità non ti conosco.
So però che il significato di un uomo non va ricercato in ciò che egli raggiunge, ma in ciò che vorrebbe raggiungere. Come l’acqua, egli si adatta ai mutamenti della vita…l’uomo non è niente altro che quello che progetta di essere; non esiste che nella misura in cui si realizza; non è dunque niente altro che l’insieme dei suoi atti, niente altro che la sua vita.
Ciò di cui io ho veramente bisogno è di chiarire nella mia mente ciò che devo fare, non ciò che devo conoscere, pur considerando che il conoscere deve precedere ogni azione. La cosa importante è capire a cosa sono destinato…il punto è trovare la verità che è vera per me, trovare l’idea per la quale sono pronto a vivere e morire.
Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia…
Vita, morte, morale, amore, dolore…riflessioni filosofiche tra ‘800 e ‘900.
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Palazzo Impellizzeri
via Maestranza 99 Siracusa
Poesie d’Amore
versi di poeti contemporanei
giovedì 21 maggio ore 18,30
L’incanto della Poesia
“Credo che la poesia abbia un gran ruolo nel cambiamento delle società, non è un ruolo pratico, nel senso che non è la poesia che cambierà il mondo, ma può aiutare l’essere umano a trovare le strade giuste per farlo.” -
Adonis (Qassabīn, Siria, 1930) è un poeta e saggista di origine siriana ma di cittadinanza libanese.__
L’edizione di “Poesia d’amore” di quest’anno, siamo giunti alla quarta manifestazione, lascia la piccola saletta di Galleria Roma, divenuta troppo stretta per contenere poeti e pubblico, per trasferirsi a Palazzo Impellizzeri, due passi più in là sulla stessa via Maestranza, due passi avanti anche per il successo di questo evento. Galleria Roma continua il suo cammino anche lungo la strada della poesia, raccogliendo via via compagni di viaggio sempre più numerosi. Come la melodia incantata del flauto magico (nel nostro caso l’incantatore è l’amico Amedeo Nicotra), la poesia rapisce e cattura chi, anche solo un poco, apre il suo cuore alla musica delle parole.
Le parole ed il silenzio, il bianco ed il nero, ciò che è vero e ciò che è falso, ciò che semplicemente è e ciò che non è perché non esiste. La poesia restituisce niveo e intatto il senso dei sentimenti che fluiscono attraverso il linguaggio scritto, stabilisce attraverso il senso delle parole il contatto tra esseri umani, nessuno escluso, misurando con sconcertante precisione il rapporto dell’uomo con la vita e il proprio divenire.
Gli artisti di Galleria Roma lanciano anche quest’anno, ancora una volta, il loro richiamo ai poeti per l’adunata di un esercito armato solo della forza delle parole contro il potente nemico della futilità e della volgarità come ci ha insegnato Montale.
Nella sala delle conferenze di Palazzo Impellizzeri si celebrerà quindi il rito della poesia: le luci si spegneranno, il vocio si placherà, si ascolterà il silenzio e poi le note di una melodia riempiranno il buio e accompagneranno fianco a fianco il suono delle parole che, una dietro l’altra, come gocce di una fresca pioggia d’estate cadranno sulla polvere che rende opaco il mondo, laveranno i nostri cuori se solo lasceremo che il senso della poesia ci pervada.
Salvatore Zito
Presidente dell’Associazione Culturale
Nuova Galleria Roma
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Palazzo Impellizzeri
via Maestranza 99 Siracusa
Poesie d’Amore
versi di poeti contemporanei
giovedì 21 maggio ore 18,30
Oggetto: Recital Poesie
Titolo: “Poesie d’Amore ” versi di poeti contemporanei
Relatore: Salvatore Sequenzia
Presentazione: Nuccio Baffo
Luogo: Palazzo Impellizzeri via Maestranza 99 Siracusa
Data: 21 maggio 2009 Ore: 18,30
Organizzazione: Amedeo Nicotra
Regia: Salvatore Zito
Voci Recitanti: Marika Cassone- Enrico Bongiovanni
Pianoforte: Umberto Riera
Singers: Salvatore Zito – Salvo Bianca – Federica Pistritto – Anna Polizzi
Luci E Suoni: Pippo Bongiovanni
Segreteria: Aretusa Rovella
Riprese video: Salvo Trommino
Addetto Stampa: Concetto Gilè
Direzione: Corrado Brancato
Ingresso Libero
Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
www.galleriaroma.it
L’incanto della Poesia
“Credo che la poesia abbia un gran ruolo nel cambiamento delle società, non è un ruolo pratico, nel senso che non è la poesia che cambierà il mondo, ma può aiutare l’essere umano a trovare le strade giuste per farlo.” -
Adonis (Qassabīn, Siria, 1930) è un poeta e saggista di origine siriana ma di cittadinanza libanese.__
L’edizione di “Poesia d’amore” di quest’anno, siamo giunti alla quarta manifestazione, lascia la piccola saletta di Galleria Roma, divenuta troppo stretta per contenere poeti e pubblico, per trasferirsi a Palazzo Impellizzeri, due passi più in là sulla stessa via Maestranza, due passi avanti anche per il successo di questo evento. Galleria Roma continua il suo cammino anche lungo la strada della poesia, raccogliendo via via compagni di viaggio sempre più numerosi. Come la melodia incantata del flauto magico (nel nostro caso l’incantatore è l’amico Amedeo Nicotra), la poesia rapisce e cattura chi, anche solo un poco, apre il suo cuore alla musica delle parole.
Le parole ed il silenzio, il bianco ed il nero, ciò che è vero e ciò che è falso, ciò che semplicemente è e ciò che non è perché non esiste. La poesia restituisce niveo e intatto il senso dei sentimenti che fluiscono attraverso il linguaggio scritto, stabilisce attraverso il senso delle parole il contatto tra esseri umani, nessuno escluso, misurando con sconcertante precisione il rapporto dell’uomo con la vita e il proprio divenire.
Gli artisti di Galleria Roma lanciano anche quest’anno, ancora una volta, il loro richiamo ai poeti per l’adunata di un esercito armato solo della forza delle parole contro il potente nemico della futilità e della volgarità come ci ha insegnato Montale.
Nella sala delle conferenze di Palazzo Impellizzeri si celebrerà quindi il rito della poesia: le luci si spegneranno, il vocio si placherà, si ascolterà il silenzio e poi le note di una melodia riempiranno il buio e accompagneranno fianco a fianco il suono delle parole che, una dietro l’altra, come gocce di una fresca pioggia d’estate cadranno sulla polvere che rende opaco il mondo, laveranno i nostri cuori se solo lasceremo che il senso della poesia ci pervada.
Salvatore Zito
Presidente dell’Associazione Culturale
Nuova Galleria Roma
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NUOVI SPAZI DELL’INCONSCIO:
INTRECCIO DI SURREALISMO E METAFISICA
IN UN LIRISMO SOSPESO TRA SOGNO E MAGIA
Mostra personale di Virginia Garofalo
dal 16 al 26 maggio
Per definire la produzione artistica di Virginia Garofalo bastano tre parole: surrealismo, metafisica e poetica del colore. Ci si trova immersi in un dedalo di immagini e simboli, creati e accostati per dar vita a nuove e suggestive alchimie visive. Porte aperte su altre dimensioni, sinuosi corpi di donna, nostalgici paesaggi, rappresentazioni oniriche affiorano sulle due dimensioni della tela, sfondando lo spazio conosciuto ed introducendo la terza dimensione dell’irrealtà e del sogno, luogo dove tutto è possibile. Ed ecco che l’artista assume quasi la valenza del demiurgo platonico che crea un nuovo mondo, un mondo lirico, dando vita ad emozioni ed impressioni che emergono dai caldi accostamenti cromatici dei dipinti. In tal modo la Garofalo, estrapolando le immagini dai toni dell’inconscio e delle pulsioni, le spinge in superficie con una carica emotiva che giunge al coinvolgimento della mente. Fascino e poesia s’intessono nelle vibranti emozioni della sua arte, in cui sono affidati ai segni e ai colori stati d’animo intensi, che trasmettono al fruitore un messaggio ricco di spontanea immediatezza…perché, sottolinea S. Freud, “un’opera d’arte è importante per ciò che rappresenta; ma ciò che essa rappresenta è più importante di quello che essa è”.
Maria Teresa Asaro
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Origine dei siciliani e della loro lingua.
conversazione a cura di Alfredo Rizza
14- maggio ore 18,30
Giovedì 14 maggio alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma Alfredo Rizza parlerà dell’ Origine dei siciliani e della loro lingua.
Storici,sociologi,antropologi ed etnologi hanno da sempre intuito la diversità e le stranezze del popolo siciliano. Hanno tentato di classificarlo chiamando in causa tutte le influenze che hanno esercitato i popoli conquistatori a cominciare dai greci. Più indietro nel tempo non si sono spinti perché il dato storico-letterario e quello archeologico non li ha sostenuti. Negli ultimi decenni i glottologi hanno fatto ricorso alla linguistica con risultati distorti a causa di alcune parole presenti in una epigrafe sicula che apparentemente sembravano riconducibili al mondo protogreco e a quello protolatino. In realtà quelle stesse parole sono attestate perfettamente nella lingua Sanscrita appartenente al ceppo indoario. Le persone che un tempo venivano catalogate ignoranti e che non ebbero la fortuna di studiare ancora oggi parlano la loro lingua ma sono in fase di estinzione. Dalla comparazione tra siciliano e sanscrito emerge un sorprendente imparentamento quasi speculare. Infatti ,la parola abbiari ovvero gettare in sanscrito è data da Abyas ed ha lo stesso significato; la parola priatu che vuol dire essere contento in sanscrito si dice Prina o Prita e corrisponde ad essere soddisfatto; la parola arabbattarsi che vuol dire incominciare a darsi da fare in sanscrito è data da Arabh e vuol dire iniziare o incominciare; la parola abbanniari in sanscrito è data da Bhan e che vuol dire gridare ad alta voce. In sostanza più di duecento parole risultano perfettamente identiche a quelle Sanscrite e stranamente non corrispondono né con il latino né con il greco,lingue che non sono mai entrate nella specificità siciliana. Il decifratore della grande scoperta è stato il prof. Enrico Caltagirone di Centuripe mentre Alfredo Puzza ha acclarato e certificato la scoperta rivelando e raccogliendo il patrimonio linguistico che si nasconde nei meandri della più nobile e della più aristocratica lingua che ha dato i natali a tutte le lingue europee.
Alfredo Rizza è un cultore appassionato delle civiltà del passato.
Ha indagato i sistemi ingegneristici delle strutture difensive e delle costruzioni templari.
A tal proposito ha elaborato un saggio sul castello Eurialo proponendo una nuova originalissima teoria. Ha aderito sin dal 1982 all’Archeoclub d’Italia trattando nella sua sede argomenti di natura archeologica ed architettonica. E’ un autodidatta. Da circa un decennio segue gli studi glottologici del centuripino professore Enrico Caltagirone,il solo che abbia decifrato tra un vastissimo stuolo di ricercatori , la lingua degli etruschi e quella dei siculi. Alfredo Rizza, dalla comparazione etimologica con l’etrusco ,ha dedotto l’imparentamento del siciliano con la lingua Sanscrita appartenente al ceppo delle lingue indoarie e conseguentemente ha predisposto un testo quanto mai avvincente, preludio per ulteriori ricerche già abbondantemente acquisite.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
Astrologia e Religione
conversazione di
Andrea Italia
mercoledì 13 maggio ore 18,30
Mercoledì 13 maggio alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma di Siracusa , Andrea Italia studioso di scienze umanistiche, parlerà di:
ASTROLOGIA E RELIGIONE .
L’astrologia si è sempre fusa con la religione anche perché l’antico uomo che, sollevando il capo, contemplava il Sole e la Luna, i fenomeni atmosferici e il cielo stellato, stabiliva un rapporto istintivo tra l’alto, indipendente dalla sua volontà, e il basso, sul quale esercitava una relativa influenza e dominazione. Sicché fu spontaneo che l’alto divenisse per lui un attributo della divinità.
Andrea Italia inizierà la conversazione parlando dei concetti a volte poco familiari alla massa quali lo Zodiaco, gli Assi, i Segni ed altro e soprattutto circa la “Ratio” che si cela dietro tali Meccanismi. Quindi passerà all’indagine dei legami e delle connessioni tra Astrologia e Religione ed in senso più vasto tra vita e religione, allargando la conversazione ai concetti di religioni e filosofie orientali, importanti ai fini di una più completa comprensione del nesso esistente tra Astrologia, e quindi vita, e Religione .
Archiviato in: I giovedì della Galleria
Mercoledì 13 maggio alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma di Siracusa , Andrea Italia studioso di scienze umanistiche, parlerà di:
ASTROLOGIA E RELIGIONE .
L’astrologia si è sempre fusa con la religione anche perché l’antico uomo che, sollevando il capo, contemplava il Sole e la Luna, i fenomeni atmosferici e il cielo stellato, stabiliva un rapporto istintivo tra l’alto, indipendente dalla sua volontà, e il basso, sul quale esercitava una relativa influenza e dominazione. Sicché fu spontaneo che l’alto divenisse per lui un attributo della divinità.
Andrea Italia inizierà la conversazione parlando dei concetti a volte poco familiari alla massa quali lo Zodiaco, gli Assi, i Segni ed altro e soprattutto circa la “Ratio” che si cela dietro tali Meccanismi. Quindi passerà all’indagine dei legami e delle connessioni tra Astrologia e Religione ed in senso più vasto tra vita e religione, allargando la conversazione ai concetti di religioni e filosofie orientali, importanti ai fini di una più completa comprensione del nesso esistente tra Astrologia, e quindi vita, e Religione .
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7- maggio ore 18,30
VITRUVIO – De Architectura
Trattato in dieci libri dell’età augustea
Il trattato di Vitruvio espone i concetti primari dell’architettura e le relative definizioni ancora valide nel panorama culturale del XIX secolo.
L’opera giunge a noi dopo essere sopravissuta ai continui attacchi mossi dalla “cultura del dubbio” e della non certezza di matrice illuminista, sino al totale rifiuto espresso dal Movimento Moderno nei primi anni del Novecento
Per riavere un senso oggi, il trattato si dovrebbe rileggere riconoscendo quei valori di universalità concettuale che contiene, superando la pedissequa interpretazione di manuale degli stili e delle regole considerate pedanti, anacronistiche e sorpassate.
Si dovrebbe intendere non come un manuale tecnico scientifico ma come testo umanistico operante che racchiude la sintesi metodologica delle relazioni concettuali e strumentali volte all’acquisizione dell’armonia compositiva.
Un’attenta rilettura dovrebbe condurci a riconsiderare i valori insiti nei concetti espressi da termini umanistici universali che appartengono ai valori estetici della bellezza armonica.
Ricerca e proiezione di bellezza, dove l’architettura e l’architetto sono protagonisti nell’applicazione di un codice plurisecolare che nei cicli storici ha saputo esprimere il classico, apice della ricerca estetica perfettamente equilibrata e rifusa nei valori estetici ordinati.
Salvatore Rapisarda
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Sabato scorso, le porte della Galleria Roma, si sono aperte per ospitare la mostra di pittura intitolata ” Note policrome ” della nostra concittadina Angela Floriddia che ha presentato una produzione di opere che spaziano dal paesaggio surreale di casette graficamente predisposte come una locomotiva in uno spazio etereo voglioso di colori, ai volti di donna, ai fiori dai gambi lunghi, alla natura morta con i suoi effetti cromatici da assaporarne l’essenza. A dare quel senso di musicalità alle opere esposte sono le corsie colorate in contrasto tra di loro che vanno dal rosso al verde, dal blu al giallo,dal viola all’arancio, dal marrore al grigio. Sono tutti colori che emettono luce, danno speranza, ed illuminano il nostro cammino. La disposizione dei vari colori trasferiti su ogni tela sono come una nota musicale che va, in questo caso, ascoltata prima col cuore, e dopo vissuta in prima persona respirando un’atmosfera di serenità che lentamente ti porta a godere lo spettacolo offerto dalle opere esposte in Galleria.
L’arte di dipingere dell’artista Floriddia è la summa si una lunga ricerca di studio nel campo dei colori,anche di quelli acrilici che danno lucentezza e riflessi particolari in alcuni lavori che diventa il top nella “decorazione” di ogni sua rappresentazione, sia essa reale o sognante, ed assume una identità pittorica personalizzata dal punto di vista della policromia trasferita su ogni piano dove si posa il pennello guidato dalla mano esperta dell’autrice. Il suo mondo pittorico è un arcobaleno che coinvolge ogni visitatore e lo incuriosisce nel cercare l’identità di quell’opera artistica, che spesso si nasconde dietro un alone di mistero che ne stimola l’approfondimento e la frequentazione di questi luoghi dove si possono trovare nuovi input per saperne di più e magari scoprirne i segreti
A fare gli onori della Galleria al numeroso pubblico presente e alla pittrice Floriddia è stato il prof. Vittorio Giaracca che ha illustrato le qualità dell’artista siracusana dal curriculum ricco di
annotazioni positive, di meritati riconoscimenti locali, regionali e nazionali. Un saluto al pubblico della Galleria e all’autrice della mostra è stato registrato in video nei giorni scorsi dal presidente della Galleria Roma, Salvatore Zito, che dovendosi recare fuori sede per motivi di lavoro ha voluto manifestare, lo stesso, il suo apprezzamento alla professionalità dell’artista aretusea, e mandato in onda con successo.
Un piccolo buffet ha ulteriormente colorato la bella serata.
La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle ore 17.3O alle 2O,3O fino al 12 maggio, escluso il lunedì.
Concetto Gilè
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Vitruvio: De Architectura
conversazione a cura di
Salvatore Rapisarda
7- maggio 2009 ore 18,30
Trattato in dieci libri dell’età augustea
Il trattato di Vitruvio espone i concetti primari dell’architettura e le relative definizioni ancora valide nel panorama culturale del XIX secolo.
L’opera giunge a noi dopo essere sopravissuta ai continui attacchi mossi dalla “cultura del dubbio” e della non certezza di matrice illuminista, sino al totale rifiuto espresso dal Movimento Moderno nei primi anni del Novecento
Per riavere un senso oggi, il trattato si dovrebbe rileggere riconoscendo quei valori di universalità concettuale che contiene, superando la pedissequa interpretazione di manuale degli stili e delle regole considerate pedanti, anacronistiche e sorpassate.
Si dovrebbe intendere non come un manuale tecnico scientifico ma come testo umanistico operante che racchiude la sintesi metodologica delle relazioni concettuali e strumentali volte all’acquisizione dell’armonia compositiva.
Un’attenta rilettura dovrebbe condurci a riconsiderare i valori insiti nei concetti espressi da termini umanistici universali che appartengono ai valori estetici della bellezza armonica.
Ricerca e proiezione di bellezza, dove l’architettura e l’architetto sono protagonisti nell’applicazione di un codice plurisecolare che nei cicli storici ha saputo esprimere il classico, apice della ricerca estetica perfettamente equilibrata e rifusa nei valori estetici ordinati.
Salvatore Rapisarda
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NOTE POLICROME
Dall’universo interiore di Angela Floriddia prende forma la magica danza di note policrome fluttuanti sul palcoscenico delle sue tele. Note come colori e segni come storie si avvicendano sulle tele della pittrice per catturare e ammaliare chi vuol cedere alle tentazioni dell’arte.
Si inaugurerà sabato 2 maggio la personale di pittura della pittrice Angela Floriddia che si terrà nei locali di Galleria Roma in via Maestranza 110 a Siracusa.
Angela Floriddia, pittrice, siciliana, siracusana. Respira da sempre gli odori delle tele, degli oli e dei solventi di cui è intrisa la cultura dell’arte di questa città, ricca suo malgrado di personalità artistiche di rilievo, spesso provenienti, come la Floriddia, dalle “riprovate” Scuole di Stato (chi l’avrebbe mai detto), snobbate dagli ambienti ufficiali e immeritatamente dimenticate nel peggiore e più ricorrente dei casi.
La pittrice Angela Floriddia, che appartiene a pieno titolo alla casta privilegiata di maestri e discepoli artigiani dell’armonia del mondo, ritorna con una sua mostra personale dopo otto anni di assenza dagli impegni espositivi ma non da quelli della produzione. Altre strade sono state intraprese alla ricerca della esperienza pregnante dalla quale far scaturire il segno forte e inconfondibile del proprio stile.
A cavallo tra le realtà della vita e della mente, del vissuto e dell’immaginario Angela Floriddia non pone limiti alla spazialità delle forme, accentuate dall’uso fortemente desiderato del colore protagonista indiscusso e fondamentale, chiave psichica di ogni sua tela.
Attraverso il colore la pittrice crea il rapporto con l’esterno, affidando ai primari, il rosso il verde e il blu, il compito di stabilire il contatto per giungere poi alla seduzione, o alla tentazione, con il fraseggio delle infinite sfumature cromatiche che scorrono fluide sui piani delle tele come in una partitura musicale dalle forti marcature di ritmi e tonalità.
Salvatore Zito
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GIOVEDI’ 30 APRILE 2009
CONVERSAZIONE DI GEOLOGIA
Ore 18:30
Galleria Roma –
relatore dott. Delio Mica, geologo In questa breve conversazione il relatore intratterrà i presenti su argomenti di geologia generale su quella che è la costituzione dell’interno della Terra e sui meccanismi profondi che, secondo le moderne concezioni geodinamiche, determinano l’evoluzione della crosta terrestre con gli effetti, a volte devastanti, dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche.
Esporrà quindi, per grandi linee, la teoria della tettonica a zolle crostali dalle sue origini secondo le ipotesi della deriva dei continenti fino alle odierne conoscenze sulla situazione strutturale globale, dell’area mediterranea e, in particolare, dell’ avampaese ibleo.
Concluderà trattando del rischio sismico e vulcanico soprattutto in Sicilia e nel meridione d’Italia. Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
www.galleriaroma.it
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GIOVEDI’ 30 APRILE 2009
CONVERSAZIONE DI GEOLOGIA
Ore 18:30
relatore dott. Delio Mica, geologo
In questa breve conversazione il relatore intratterrà i presenti su argomenti di geologia generale su quella che è la costituzione dell’interno della Terra e sui meccanismi profondi che, secondo le moderne concezioni geodinamiche, determinano l’evoluzione della crosta terrestre con gli effetti, a volte devastanti, dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche.
Esporrà quindi, per grandi linee, la teoria della tettonica a zolle crostali dalle sue origini secondo le ipotesi della deriva dei continenti fino alle odierne conoscenze sulla situazione strutturale globale, dell’area mediterranea e, in particolare, dell’ avampaese ibleo.
Concluderà trattando del rischio sismico e vulcanico soprattutto in Sicilia e nel meridione d’Italia.
Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Canti Popolari Siciliani
a cura di Sebastiano Runza
con Massimo Campailla alla chitarra e Mariano Cultraro alle percussioni
23 aprile ore 18,30
L’importanza dello studio dei canti popolari sta principalmente nel fatto che si ha con esso un mezzo potente per conoscere i costumi e i sentimenti popolari.La fonte prima e più copiosa della poesia popolare italiana è in Sicilia.Cantava il popolo: “Cu’ voli puisia vegna ‘nSicilia, ca porta la bannera di vittoria; Canti e Canzuni nn’havi centu milia”.Nel 200 nasce lo Strambotto, ma è fra il 500 e il 600 che si arriva alla produzione di “Canzuni”.Fra la fine dell’800 e i primi del 900 abbiamo i maggiori raccoglitori di canti popolari: Pitrè, Vigo, Salomone-Marino, A.Uccello, C.Avolio, S.A.Guastella, T.Cannizzaro; così come alcuni musicisti li raccolsero e trascrissero musicalmente. Citiamo Francesco Paolo Frontini, Corrado Ferrara e Alberto Favara.Caratteri emergenti del canto popolare siciliano.Canti d’amore, lodi, dichiarazioni, desideri, saluti, promesse, serenate. Canti di gelosia, sconforto. Canti di abbandono, spartenza, lontananza, addio, sventura.Canti di sdegno, corruccio, rimbrotti, ingiurie. Canti di lavoro. Canti di prigione e mafia. Ninne-nanne.Fra tutti prevalgono i canti d’Amore:La rosa ca mi rasti, ancora ll’haju,‘Mpettu la tegnu, ‘ncostu l’arma mia,Iu mi la portu appressu unni va’ vaju,Mi fa passari la me’ fantasia.Ri dàlla a nautru amanti nun m’assaju;Mancu pi milli scudi lu farria.Ca tantu è ranni l’amuri ca t’haju,Ca ciauru la rosa, e penzu a tia. Sebastiano Runza, accompagnato da Massimo Campailla alla chitarra e da Mariano Cultraro alle percussioni, eseguirà alcuni canti.
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CAMBIARE MENTE
La nostra Terra, si sa, è stata baciata dalla fortuna della storia: le origini del mondo l’abitarono per prima, estro e intelligenza la ricamarono con rispetto. Terra di dotazione naturale già strabiliante, Terra così ricca di specie e bellezza da suscitar attenzione e imbarazzo, Terra che ha incuriosito, spronato, nutrito anime e corpi di ogni d’ove che l’amarono al solo eco di meraviglia.
E perché noi non l’amiamo? Perché la fortunata sorte si è persa nel tempo? Perché le generazioni a seguire, figlie di un secolo passato che conosciamo bene, spezzarono il filo della memoria quasi fossero catene? È una strana storia questa, fin’ora non del tutto approfondita e compresa, di come ad un certo punto la bellezza si fermò, di come l’intelligenza venne a mancare, e così la sapienza, il rispetto, la memoria, l’umiltà.
Gli anni dello sviluppo siracusano, come di altri un tempo delicati territori di Sicilia, rimangono oscuri nelle motivazioni, nelle volontà, negli interessi e nei poteri che ne determinarono le sorti. Oscuri i protagonisti, oscuro il ‘come’ – com’è potuto accadere? – sotto gli occhi di popoli interi, contro le logiche più elementari, senza alcuna remora e alla luce del sole, la bellezza, e prima ancora la dignità, fu tacitamente messa al bando.
Il popolo erede di sapienze antiche, culla della civiltà e ingegno d’occidente, ha d’un tratto dimenticato se stesso (come un vagabondo la famiglia), ha venduto, svenduto, demolito, sventrato, svilito il passato e perso in un colpo solo il futuro.
Quanta consapevolezza c’è di questo? Quanta e di chi la responsabilità? Quante persone sanno? Quante vogliono sapere o fingono di non sapere? E perché?
A chi i malsani frutti di questo raccolto?
La zona industriale di Siracusa, che è obbrobrio ambientale, sociale, culturale e umano, sorge laddove un tempo fu eretta l’antica Tapsos. Dove per primi, poco lontano da dove Orfeo approdò per raggiungere la Ninfa, i greci piantarono il primo seme d’occidente, luogo sacro a tutti noi e, si vorrebbe, ai siracusani per primi, luogo profanato da chi avrebbe dovuto gelosamente custodirlo.
È un mistero quello di Sicilia: Tapsos, Termini Imerese, Megara Iblea, i luoghi dove nacque la nostra primigenia storia, sono oggi traino dello ‘sviluppo d’Italia’, poli industriali di primario ‘interesse nazionale’, luoghi non-luoghi sfruttati all’inverosimile per offrire energia ad un Paese che dalla Sicilia ha sempre avuto troppo e che ancora chiede, tra pale eoliche, rigassificatori, impianti termici e solari, di Dare.
Senza una logica, senza un ragionevole motivo, senza un partecipato beneficio, senza autorevole autonomia. Mentre la nostra gente, in questi posti sacri che oggi nessuno conosce e vuole, vive e sopravvive senza bellezza né identità.
Ma è cosa da tacere o, tutt’al più, ricordare tra pochi sottovoce – come di consueto ecco una nuova ricorrenza e la città nasconde gli obbrobri e si para a festa.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
Cambiare ambiente
collettiva di fotografia
18/28 aprile
CAMBIARE AMBIENTE
I luoghi dove non si andrebbe mai a trascorrere una vacanza, i posti dove non ci si augurerebbe mai di andarvi a lavorare, l’habitat dove non si farebbero mai crescere i propri figli, tutto ciò è qui a casa nostra in un concentrato di ecomostri e di incuria in cui le persone convivono insieme al mare violato, alla terra violata, all’aria e all’acqua violate, in un fatale, lento e crudele convivio. Se si potesse, sarebbe meglio cambiare aria.
(Salvatore Zito per Galleria Roma)
________________________________________________
Sabato 18 aprile 2009 si inaugura una collettiva di brutte fotografie di brutti posti (non si possono realizzare belle foto con dei brutti soggetti). Una disamina del territorio ferito in una raccolta di testimonianze fotografiche di Salvatore Zito, Vincenzo Medica, Mariangela Lombardo e altri reporter del disastro. Peccato che i luoghi e le situazioni ambientali riprese siano proprio quelle di casa nostra, dove convivono disinvoltamente giardini d’aranci e faglie acquifere inquinate dalle percolazioni di qualche brutta cosa. Dove volano sulle nostre teste invisibili Gigawatt viaggianti a grandi balzi tra i piloni dell’alta tensione che qualcuno ha disseminato come palme Washington lungo i pendii dei monti che declinano verso il mare, il mare dei pontili dei posti di lavoro sempre a rischio, per non far perdere la suspence. Quel mare dove il Porto non è che una landa desertica depredato del suo ruolo a favore di latitudini più favorevoli e pontili privati.
Giungendo nella nostra città da nord è inevitabile imbattersi in questi paesaggi che, naturalmente, abbiamo cura di non mostrare nei depliant turistici per una vacanza da queste parti. Peccato, sempre, che i Resort dell’ultim’ora sorgano poco più in là, a ridosso di questi abnormi abusi sul territorio di cui non si vuol parlare, o quantomeno fa sempre male parlarne, molto meglio un meeting mondiale sull’ambiente globale, d’altra parte come si dice? Mal comune mezzo gaudio.
Un territorio-laboratorio quello a nord di Siracusa, utilizzato con successo per la sperimentazione del massimo disastro ambientale possibile con il minimo profitto per la popolazione, ovvero “distruggere per il gusto” mentre gli utili, quelli veri, come sempre prendono la via dei paradisi fiscali Svizzera, Gibilterra, Lussemburgo con le raffinate “Holding del ‘29” istituite per ricostruire l’Europa reduce dalla prima Guerra mondiale e utilizzate fino a un paio d’anni fa per i profitti di queste attività, sporche fino in fondo. E’ in questo scenario socio-ambientale poco turistico e poco culturale che le fotografie di “Cambiare ambiente” accompagnano in rispettoso silenzio la ribalta internazionale siracusana che grottescamente, un giorno dopo l’altro, scivolerà via, sul macadam delle strade di Ortigia fresco di appalto
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
Cambiare ambiente
collettiva di fotografia
18/28 aprile
I luoghi dove non si andrebbe mai a trascorrere una vacanza, i posti dove non ci si augurerebbe mai di andarvi a lavorare, l’habitat dove non si farebbero mai crescere i propri figli, tutto ciò è qui a casa nostra in un concentrato di ecomostri e di incuria in cui le persone convivono insieme al mare violato, alla terra violata, all’aria e all’acqua violate, in un fatale, lento e crudele convivio. Se si potesse, sarebbe meglio cambiare aria.
(Salvatore Zito per Galleria Roma)
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Sabato 18 aprile 2009 si inaugura una collettiva di brutte fotografie di brutti posti (non si possono realizzare belle foto con dei brutti soggetti). Una disamina del territorio ferito in una raccolta di testimonianze fotografiche di Salvatore Zito, Vincenzo Medica, Mariangela Lombardo e altri reporter del disastro. Peccato che i luoghi e le situazioni ambientali riprese siano proprio quelle di casa nostra, dove convivono disinvoltamente giardini d’aranci e faglie acquifere inquinate dalle percolazioni di qualche brutta cosa. Dove volano sulle nostre teste invisibili Gigawatt viaggianti a grandi balzi tra i piloni dell’alta tensione che qualcuno ha disseminato come palme Washington lungo i pendii dei monti che declinano verso il mare, il mare dei pontili dei posti di lavoro sempre a rischio, per non far perdere la suspence. Quel mare dove il Porto non è che una landa desertica depredato del suo ruolo a favore di latitudini più favorevoli e pontili privati.
Giungendo nella nostra città da nord è inevitabile imbattersi in questi paesaggi che, naturalmente, abbiamo cura di non mostrare nei depliant turistici per una vacanza da queste parti. Peccato, sempre, che i Resort dell’ultim’ora sorgano poco più in là, a ridosso di questi abnormi abusi sul territorio di cui non si vuol parlare, o quantomeno fa sempre male parlarne, molto meglio un meeting mondiale sull’ambiente globale, d’altra parte come si dice? Mal comune mezzo gaudio.
Un territorio-laboratorio quello a nord di Siracusa, utilizzato con successo per la sperimentazione del massimo disastro ambientale possibile con il minimo profitto per la popolazione, ovvero “distruggere per il gusto” mentre gli utili, quelli veri, come sempre prendono la via dei paradisi fiscali Svizzera, Gibilterra, Lussemburgo con le raffinate “Holding del ‘29” istituite per ricostruire l’Europa reduce dalla prima Guerra mondiale e utilizzate fino a un paio d’anni fa per i profitti di queste attività, sporche fino in fondo. E’ in questo scenario socio-ambientale poco turistico e poco culturale che le fotografie di “Cambiare ambiente” accompagnano in rispettoso silenzio la ribalta internazionale siracusana che grottescamente, un giorno dopo l’altro, scivolerà via, sul macadam delle strade di Ortigia fresco di appalto
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MARTEDI’ 21 APRILE 2009
SIRACUSA. VICINA AL G8, LONTANA ALL’AMBIENTE
conferenza
Ore 18:30 Galleria Roma – Via delle Maestranze 110 Siracusa
Relatore Prof. Fabio Morreale
Presidente Natura Sicula onlus
Questi sono i crediti con cui Siracusa si presenterà ai ministri dell’ambiente dei 18 paesi più sviluppati del mondo e alla stampa internazionale.
Raccolta differenziata al 7%, in decrescita rispetto all’anno scorso. Verde pubblico pro-capite tra i più bassi a livello nazionale . Livelli di polveri sottili superati per 282 giorni nel 2008. Coste occupate da costruzioni abusive e da villaggi turistici. Fogne che scaricano direttamente a mare (Targia, Mazzarona, Canale Grimaldi). Discariche abusive anche in aree urbane come S. Panagia, Mazzarona, Pizzuta e Pantanelli. E, appena fuori porta, il polo industriale più grande d’Europa che con i suoi fumi toglie il respiro, il panorama e la salute ai siracusani.
Che Siracusa sia una città rispettosa dell’ambiente è possibile farlo credere agli illustri ospiti finchè non percorreranno strade fuori programma. Se avranno voglia di togliersi il paraocchi, li attende uno spettacolo da terzo mondo!!!
Fabio Morreale (Siracusa 1966), guida naturalistica siciliana e fotografo naturalista, si dedica da molti anni alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale della sua terra, la “regione iblea”. Mediante studi approfonditi, innumerevoli escursioni, pubblicazioni, conferenze e progetti di educazione ambientale, è diventato uno dei maggiori conoscitori del sud est siciliano, di cui possiede un vasto archivio fotografico utilizzato spesso per libri, calendari, siti web, giornali. Ha pubblicato studi sul carrubo, sugli aspetti naturalistici del Plemmirio, sull’impatto ambientale del petrolchimico siracusano, sulla vegetazione delle latomie e numerosi articoli su riviste e giornali. Ha eseguito e pubblicato il censimento degli alberi monumentali della provincia di Siracusa. È docente esterno di alcuni istituti scolastici e Presidente dell’associazione naturalistica e culturale “Natura Sicula onlus”.
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MARTEDI’ 21 APRILE 2009
SIRACUSA. VICINA AL G8, LONTANA ALL’AMBIENTE
conferenza
Ore 18:30 Galleria Roma – Via delle Maestranze 110 Siracusa
Relatore Prof. Fabio Morreale
Presidente Natura Sicula onlus
Questi sono i crediti con cui Siracusa si presenterà ai ministri dell’ambiente dei 18 paesi più sviluppati del mondo e alla stampa internazionale.
Raccolta differenziata al 7%, in decrescita rispetto all’anno scorso. Verde pubblico pro-capite tra i più bassi a livello nazionale . Livelli di polveri sottili superati per 282 giorni nel 2008. Coste occupate da costruzioni abusive e da villaggi turistici. Fogne che scaricano direttamente a mare (Targia, Mazzarona, Canale Grimaldi). Discariche abusive anche in aree urbane come S. Panagia, Mazzarona, Pizzuta e Pantanelli. E, appena fuori porta, il polo industriale più grande d’Europa che con i suoi fumi toglie il respiro, il panorama e la salute ai siracusani.
Che Siracusa sia una città rispettosa dell’ambiente è possibile farlo credere agli illustri ospiti finchè non percorreranno strade fuori programma. Se avranno voglia di togliersi il paraocchi, li attende uno spettacolo da terzo mondo!!!
Fabio Morreale (Siracusa 1966), guida naturalistica siciliana e fotografo naturalista, si dedica da molti anni alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale della sua terra, la “regione iblea”. Mediante studi approfonditi, innumerevoli escursioni, pubblicazioni, conferenze e progetti di educazione ambientale, è diventato uno dei maggiori conoscitori del sud est siciliano, di cui possiede un vasto archivio fotografico utilizzato spesso per libri, calendari, siti web, giornali. Ha pubblicato studi sul carrubo, sugli aspetti naturalistici del Plemmirio, sull’impatto ambientale del petrolchimico siracusano, sulla vegetazione delle latomie e numerosi articoli su riviste e giornali. Ha eseguito e pubblicato il censimento degli alberi monumentali della provincia di Siracusa. È docente esterno di alcuni istituti scolastici e Presidente dell’associazione naturalistica e culturale “Natura Sicula onlus”.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Islam
impero della fede
a cura di Ramzi Harrabi
Giovedì 16 Aprile ore 18,30
Giovedì 16 Aprile 2009 alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma di via Maestranza 110 Ramzi Harrabi nato a Sousse (Tunisia) esperto in comunicazione interculturale, parlerà della lingua della religione e della condizione socio culturale dell’ Islam, il tutto visto con l’occhio di un laico.
-L’Islam che ha conquistato il mondo in pochi anni
-La “religione impero” l’impero della fede
-Come viene citato l’Islam dai mas media occidentali
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
I riti e i simboli della Pasqua tra fede e folklore
a cura di Mariarosa Malesani
giovedì 9 aprile
I riti e i simboli della Pasqua tra fede e folklore
a cura di Mariarosa Malesani
I rituali della Pasqua in Sicilia si presentano come una sequenza narrativa della commemorazione religiosa cristiana, ma anche richiamo ad una ritualità simbolica precristiana dove la parola Pasqua è sintesi di rinnovamento, di transito da una fase di morte della natura ad una fase di vita e di risveglio. Così è la morte e la resurrezione di Dio. Un esempio di tradizione pagana l’abbiamo nella esposizione dei “laureddi”. Il ciclo della passione si esplica attraverso forme di drammatizzazione e teatralizzazione da cui emerge dominante il contenuto umano;così la nostra terra diventa un grande palcoscenico commovente e partecipato di scenografie che vanno dal dolore alla gioia della festa di resurrezione. Vedremo insieme le principali manifestazioni del siracusano e non.
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I riti e i simboli della Pasqua tra fede e folklore
a cura di Mariarosa Malesani
giovedì 9 aprile
I rituali della Pasqua in Sicilia si presentano come una sequenza narrativa della commemorazione religiosa cristiana, ma anche richiamo ad una ritualità simbolica precristiana dove la parola Pasqua è sintesi di rinnovamento, di transito da una fase di morte della natura ad una fase di vita e di risveglio. Così è la morte e la resurrezione di Dio. Un esempio di tradizione pagana l’abbiamo nella esposizione dei “laureddi”. Il ciclo della passione si esplica attraverso forme di drammatizzazione e teatralizzazione da cui emerge dominante il contenuto umano;così la nostra terra diventa un grande palcoscenico commovente e partecipato di scenografie che vanno dal dolore alla gioia della festa di resurrezione. Vedremo insieme le principali manifestazioni del siracusano e non.
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I riti e i simboli della Pasqua tra fede e folklore
a cura di Mariarosa Malesani
giovedì 9 aprile
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
Colori e forme del Sacro
collettiva di Pittura, Scultura e Fotografia
4/14 aprile
Colori e Forme del Sacro
quarta edizione
Attualmente si sta vivendo in tutto il mondo un risveglio del sacro e la Galleria Roma sensibile a tutto questo, in occasione della Pasqua 2009, organizza la mostra collettiva di scultura, pittura e fotografia “I COLORI E LE FORME DEL SACRO” . I soci dell’Associazione Culturale Nuova Galleria Roma si confrontano col tema religioso dando forma e colore ad un meraviglioso mondo in cui domina l’iconografia sacra.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Michele Romano ricorda
Giovanni Migliara
Giovedì 2 aprile ore 18,30
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Michele Romano ricorda
Giovanni Migliara
Giovedì 2 aprile ore 18,30
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Per i Giovedì della Galleria Roma,di Siracusa, il 19 Marzo c.a., il Prof. Luigi Amato Docente di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ha ricordato nel decennale della morte, – 24 Febbraio 1999 – 24 Febbraio 2009, – la figura di Turi Rovella, poeta,saggista e dialettologo.
Il Prof. Amato,ai soci della Galleria e a quanti sono intervenuti,parlando a braccio,ha iniziato a sottolineare le spiccate qualità umane del ricercatore e del poeta Turi Rovella, una persona e uno studioso di spessore culturale,dalla personalità eclettica,dotato di eloquenza e nello stesso tempo di un’ “ ironia “ che stupiva l’interlocutore,un’ironia naturale e graffiante.
Il Prof. Turi Rovella era nato a Palazzolo Acreide nel 1930,ma vissuto a Siracusa,sin da giovanissimo,si può dire che a Palazzolo Acreide,che a Siracusa,ha respirato l’aria della Magna Grecia, e calpestato il suolo che fu degli Dei.
Un ricercatore che ricercava nelle radici culturali e nelle tradizioni popolari del passato,per guardare al futuro,ed aveva la capacità di “ sentire “ dentro di se i due tempi che trasfigurava nelle opere e nel dialogo con gli amici al Bar del Motel Agip,ora Erg,Bar che da tempo era divenuto il Circolo dove quotidianamente incontrava dal Professore,all’Operaio,dove anche lo stesso Prof. Amato,capitò più volte. Ma Turi Rovella con la sua postura e la dialettica socratica,amava frequentare molto la strada per cercare impressioni,emozioni di prima mano,quella strada molto cara a Henry Miller e a Pasolini,dove attraverso il dialogo,le sensazioni e il discernimento,traeva i propri materiali dello scrivere poetico.
Turi Rovella,poliedrica figura di Intellettuale gramsciano,nella cui personalità confluivano ed erano compresenti la classicità del Mondo Greco,con i suoi Miti e i suoi Archetipi,e la dimensione dell’arte Apollinea e Dionisiaca,il tutto trasfuso nella sua produzione culturale di poeta,saggista e filologo.
Era un siciliano di razza,continua a dire il Prof. Amato,una “ forza del passato “, che già da giovane e intorno al 1954,fondò un circolo di Intellettuali a Pozzallo (RG),dove insegnava e dove creò “ la Baracca “ , una casetta di legno di colore rosso,dove si riunivano gli Intellettuali del luogo,dove venivano dibattuti i temi della letteratura e della politica,e dove fondò il primo “giornale parlato “ dal titolo: Arà, un foglio politico e di satira che si scagliava conto lo strapotere politico della Democrazia Cristiana. Da questa sua iniziativa pare abbia attinto Danilo Dolci per poi fondare la prima radio libera. Dopo questa esperienza politica,fu eletto Consigliere Comunale nelle liste del PCI.
Turi Rovella era un poeta che viveva la sua vita poeticamente,uno spirito creativo e vitale,nel 1960 pubblica, Casi – liriche siciliane,con cui vinse il Premio Enel, nel 1965, Scogghi Curaddini,nel 1970, A fortuna è na fimmina bbedda, A funtana ra ricchezza, U miraculu,nel 1971, Incontro, Dimensioni, nel1973, con una lunga poesia dal titolo “ Casalino “, vince il premio Lanciano di poesia dialettale,di cui scriverà una nota il critico letterario Mario Sansone, nel1975, pubblica Come parlavano i Siracusani cento anni fa, Maura Morrone Editore,nel 1983, A megghiu parti – 130 Sonetti siciliani,nel 1993, l’Onomastica dei cognomi della Provincia di Siracusa, AICS, dal 1994 al 1998,pubblica alcuni quaderni di poesia tra cui, Xiumara,Siracusa Omerica,La storia di l’amuri,Te calliste,Ditirammu,Austari,Azuletu,Triali,Amurusanza, Sunetti felici.
La sua lingua,il suo dialetto,quindi la sua poesia è ricca di conoscenza e di riferimenti culturali,filosofici, esoterici, alchemici, astronomici,mistici,astrologici,politiche,in cui la parola si risolve nella bellezza,nel suono musicale,nell’incanto,nell’ironia,e a volte nella satira graffiante,nei confronti del conformismo culturale e del progresso vuoto e senza cultura del presente.
I suoi riferimenti poetici erano,Giuseppe Gioacchino Belli, Carlo Porta, Trilussa …
Le Università di Palermo e di Catania,hanno iniziato da tempo a dare agli Studenti, delle tesi di laurea sulla figura e l’opera di Turi Rovella. La prima tesi è stata fatta nel 2007,da Francesca Di Cesare,sui Sonetti inediti,con relatore il Prof. Salvatore Riolo,dell’Università di Catania,inoltre,sempre a detta del Prof. Amato,e sempre con le Università,a presto saranno fatte due pubblicazioni,tra le tante opere inedite che stanno nei cassetti,custoditi gelosamente dalla figlia Aretusa,che ha ereditato la vena poetica del padre,opere che hanno per titolo per esempio, I fedeli d’amore,che sono degli studi sulla poetica esoterica del duecento siracusano, Io e Omero,è un saggio sull’Odissea di Omero,I quaderni di poesia,Breve storia del linguaggio di Sicilia,Euripidea,scritti sul teatro greco, Il sottodialetto di Palazzolo Acreide,Nei cunti della commedia dell’arte,Teatro, e i quasi duemila e cinquecento sonetti.
Turi Rovella era un soggetto politico di formazione gramsciana,di conseguenza oltre ad avere conoscenza e carisma,oltre a dividere il “ pane “ dei saperi della cultura quotidiana con gli altri, sentiva il dovere civile di intervenire nella realtà politica per cambiarla,infatti,si presentò due volte alle elezioni nazionali per il Senato della Repubblica,con la lista Noi Siciliani, e alla seconda candidatura non venne eletto Senatore, per soli quattrocento voti.
Dopo la conferenza del Prof. Luigi Amato,l’Attrice Lalla Bruschi ha reso omaggio a Turi Rovella,leggendo una bellissima poesia dal titolo: Ortigia, molto cara all’Autore e alla stessa Bruschi.
Su di Lui e la sua Opera,hanno scritto: Mario Sansone,Ester Monachino,Giuseppe Raudino,Giovanni Ruffino,Piero Fillioley,Corrado Cartia,Loredana Faraci, …
Noto,24 Marzo 2009
Roberto Bellassai
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Le risultanti innovative di A. Giudice alla Galleria RomaNei giorni scorsi si è conclusa la mostra dell’artista poliedrico Angelo Giudice, che ha visto un pubblico attento godere dell’ultima produzione artistica.É veramente stupefacente il modo con cui Giudice riesce a cambiare le tematiche, risultanti innovative delle sue ricerche continue nelle forme, nei colori e nelle rappresentazioni.Non a caso, nella mostra curata da Giacomo Perticone, che ha visto 61 artisti siracusani e non, esporre per “L’Arte di Donare”, nella quale gli artisti offrono una o più opere da donare per l’adozione di un bambino tramite i Salesiani di Milano, Angelo Giudice presenta delle sorprendenti novità di collages con colori sgargianti che, insieme ad un pass-partout azzurro carta da zucchero, colpisce l’emotività dei fruitori.
Così pure, nella mostra a titolo “Collages” presso la galleria Roma di via Maestranza, dove l’artista siracusano con la sua creatività, riesce a portare in auge trent’anni della storia dell’arte italiana con il Noveau Realism.L’artista, in modo seppur passionale, riesce ad esprimersi con una produzione di ricerca che, pur avendo un occhio particolareggiato per le opere di Mimmo Rotella, riesce ad evocare un mondo nascosto. Egli, spaziando tra le iconologie pubblicitarie, veicoli principali e privilegiati, crea delle composizioni nelle quali le scritte pubblicitarie oltre ad essere sempre uniche scritte, divengono anche macchie di colore che compositivamente e armonicamente si intrecciano nell’opera artistica di Angelo Giudice
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Un grande uomo, un amico ci ha lasciati. Scrivo con il cuore e con la mente, scrivo di Antonino Munafò, ex-Comandante del Porto di Siracusa, amico degno di grande stima , degno di ciò che rappresentava per me, per la città, per la Sicilia, per la Capitaneria di porto d’Italia. Padre esemplare, veniva come tutti i genitori nei colloqui collettivi fra genitori e docenti. Già, perché ho avuto come discente la sua figlioletta Alessandra, alla quale dissi, quando il padre venne nominato Comandante del porto di Siracusa, quanto ero fiero del fatto che finalmente un siracusano era stato designato per quel comando. Me lo ricordo sempre di cotanta disponibilità signorile: quando abbiamo svolto insieme alcuni progetti per il Liceo Scientifico “Luigi Einaudi”; quando lo abbiamo intervistato per inserire la pagina nel quotidiano la Sicilia “Newspaper game”; quando è venuto insieme alla Sua signora nelle giornate solenni; quando mi ha reso felice, intervenendo alla mia Mostra d’Arte Personale nel 2007, a titolo “Dimmi di chi sei paradigma, tra essenza presenza e assenza”; quando la Sua cortese richiesta del Corteo Storico, è stata soddisfatta per il Centenario dell’insediamento della Capitaneria di Porto di Siracusa, ed anche la richiesta fatta a me e ad Emanuele Schiavone, presidente dell’Associazione Culturale “Il Gozzo di Marika”, è stata soddisfatta con prestiti anche del Museo Etnologico di Nunzio Bruno a Floridia. La Sua cordialità e serietà, mista a vera ironia simpatica, erano note a Suoi collaboratori della Capitaneria di Porto di Siracusa.Mi dolgo molto di non aver potuto partecipare ai solenni funerali di un uomo degno della massima stima qual era il Comandante Antonino Munafò, ma non so, sarà stata la notizia così inattesa, che mi sono sentito male, molto male; sono rimasto affranto dal dolore e mi sono chiuso in casa con un immenso dolore, sia fisico che morale, per la perdita di una persona molto cara.Al contempo il mio pensiero va alla moglie e ad Alessandra, e mi compenetro nel loro dolore di moglie e di figlia, e a tutti i familiari e a quanti lo hanno conosciuto come persona carica di umanità e di tante risorse versatili, presenti in quest’uomo dall’affabile sorriso e dall’autorevole presenza.Addio comandante, o per meglio dire, arrivederci nel mondo ultraterreno dei giusti!Siracusa, San Leandro, 27/02/2009
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Ricordo di Turi Rovella
a cura di: Luigi Amato
19 marzo ore 18,30
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Ricordo di Turi Rovella
a cura di: Luigi Amato
19 marzo ore 18,30
Giovedì 19 Marzo alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma il prof. Amato docente di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria ricorderà la figura di Turi Rovella poeta, saggista e dialettologo. A dieci anni dalla morte Turi Rovella è vivo nel ricordo di quanti lo conobbero ed ebbero modo di apprezzarlo. La sua opera nel campo dello studio del dialetto e delle tradizioni popolari rimane un punto fermo per gli addetti ai lavori e gli appassionati. La sua vasta produzione poetica, in larga parte inedita, non smette di interessare un pubblico sempre più vasto.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Conversazione su “Arte Cervello e didattica”
a cura di Nino Sicari
giovedì 12 marzo ore 18,30
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IL RUOLO DELLE DOGANE NELLA UNIONE EUROPEA
Chi sono e cosa fanno le Dogane oggi all’interno della grande Unione Europea a 27 Stati e quali sono i rapporti dei cittadini con le Dogane
(Salvatore Zito per Galleria Roma)
Giovedì 5 marzo alle 18,30 Salvatore Zito, responsabile della Sezione delle Dogane di Augusta terrà un incontro a Galleria Roma su le Dogane e l’Europa, un tema poco noto alla maggior parte dei cittadini perchè abitualmente riservato alle occasioni di viaggi all’estero o alle problematiche di particolari categorie di operatori con l’estero o di specifici settori della fiscalità come quello delle accise.
Ancora più difficile per chi vive al Sud o nel meridione in genere mettere a fuoco il ruolo delle Dogane per la quasi totale assenza di infrastrutture di confine, marittime o aeree, che nel resto di Italia, là dove si concentrano le movimentazioni delle merci e delle persone in entrata ed in uscita dalla UE, è strettamente correlato al tessuto sociale del mondo del lavoro e quindi della collettività.
L’idea comune scaturita nel 1992 in occasione della nascita dell’Unione Europea che ha realizzato l’abbattimento delle frontiere interne tra Stati membri e quindi la libera circolazione di persone, merci e capitali è stata equivocata da qualcuno come l’eliminazione totale delle amministrazioni Doganali.
Nel corso del pomeriggio di conversazione si parlerà del Trattato di Maastricht del 1992 che ha costituito una svolta di fondamentale importanza per tutti i cittadini europei e così pure dell’accordo di Schengen sulla gestione della sicurezza, ancora si tratterà il tema del sistema politico doganale europeo di cui tutti ne facciamo parte e ne accettiamo le regole, per far fronte ai rischi della globalizzazione, ambientali, della nostra salute e dei nostri commerci nella battaglia contro la contraffazione e le frodi in genere.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
Artedonna’09
7-17 marzo
artedonna ‘09
quarta edizione
Anche quest’anno, in occasione della Festa della Donna , la Galleria Roma rende omaggio alla creatività delle sue socie con una mostra collettiva di pittura , scultura, grafica e fotografia, per valorizzare la figura della donna come pittrice e non più solo come soggetto dipinto, assegnandole il ruolo di protagonista della scena artistica a lungo dominata dalla figura maschile.
Questa mostra è innanzitutto un motivo per riscattare l’universo femminile da secoli di emarginazioni, soprattutto in arte, ed è anche l’omaggio più concreto che la Galleria Roma vuole fare in questo momento alla Donna per valorizzare la sua personalità, la sua creatività rendendola per una volta l’unica protagonista in Galleria.
Tutto questo si propone la mostra “Artedonna ‘09″ in programma a Siracusa presso la Galleria Roma di via Maestranza 110 , dal 7 al 17 Marzo 2009.
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Con il passare degli anni ho portato avanti questo pensiero di umiltà ed amore francescano dove in ogni cosa e in ogni evento umano fa vedere il lato negativo e subito dopo il lato positivo che trasforma tutto in amore.
Questo percorso di armonia con il creato, ha sviluppato in me una visuale di vita che mi fa dire che nel mondo non ci dovrebbe essere quel senso di superiorità che esiste negli uomini, fonte di guerre e di distruzioni, ma solo amore. Dove tutto è stato creato da Dio persino le pietre. Guardando una pietra, da sempre ho pensato: forse nel cerchio delle trasformazioni, entro un determinato tempo, sarà terra e da terra diventerà pianta, animale ecc… Per questo io ho attribuito anche alla pietra un valore uguale a quello umano poiché parte del creato.
Da decenni ho guardato con ammirazione i lavori dell’artista Angelo Giudice che ha saputo con la sua sensibilità artistica dare anima e corpo a tutte le pietre che ha avuto tra le mani, dandogli una identità umana e spirituale attraverso il mondo visivo. La grandezza dell’artista Angelo Giudice sta nel far uscire dalle forme di quelle singole pietre, che hanno avuto la fortuna di avere attirato il suo interesse, un’anima ed una immagine, e grazie anche alla sua vasta cultura e alle sue grandi capacità artistiche, ha trattato eventi umani ed universali tra il reale e l’onirico.
Hermann Hesse quando fa dire, il suo pensiero filosofico esistenziale, a Siddharta “Questa pietra è pietra ed è anche animale, e anche Dio e anche Budda, io l’amo e l’onoro non perché un giorno o l’altro possa diventare questo o quello, ma perché essa è ed è sempre stata tutto. Proprio questo fa si ch’io l’ami e vedo un senso e un valore in ognuna delle sue vene e cavità, nel giallo e nel grigio, nella durezza ecc…”
Però fa una considerazione e dice:
“Le parole che colgono il significato segreto, tutto appare sempre un po’ diverso quando lo si esprime.”
E’ da pensare che se Hermann Hesse fosse un nostro contemporaneo sarebbe un estimatore di Angelo Giudice poiché ha concretizzato con la sua sensibilità artistica, pittorica, visiva il suo pensiero filosofico esistenziale.
Siracusa 01/06/2007
Sebastiano Moscuzza
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Episodi della II° Guerra Mondiale
a cura di: Franco Purpura
26 febbraio ore 18,30
Francesco Purpura racconta a Galleria Roma…
….EPISODI DELLA II GUERRA MONDIALE A SIRACUSA
Tre episodi della Seconda Guerra Mondiale a Siracusa.
Il Primo riguarda quella nave nel porto di Siracusa e nota ai siracusani col nome di ” Nave Spitalera” ovvero Nave Ospedale California
Il secondo argomento sarà una integrazione alle notizie già note sul Conte Rosso.
Il terzo e più interessante verterà sulla descrizione degli avvenimenti accaduti a Siracusa e zone limitrofe nella notte fra il nove ed il dieci luglio 1943.
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via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
Episodi della II° Guerra Mondiale a Siracusa
a cura di: Franco Purpura
26 febbraio ore 18,30
Francesco Purpura racconta a Galleria Roma…
….EPISODI DELLA II GUERRA MONDIALE A SIRACUSA
Tre episodi della Seconda Guerra Mondiale a Siracusa.
Il Primo riguarda quella nave nel porto di Siracusa e nota ai siracusani col nome di ” Nave Spitalera” ovvero Nave Ospedale California
Il secondo argomento sarà una integrazione alle notizie già note sul Conte Rosso.
Il terzo e più interessante verterà sulla descrizione degli avvenimenti accaduti a Siracusa e zone limitrofe nella notte fra il nove ed il dieci luglio 1943.
























