GalleriaRoma Siracusa


23 gennaio 2012, 6:59 pm
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<div align=”justify”><a href=”http://3.bp.blogspot.com/-xpEZpXqXEHw/Tx2p8z78dPI/AAAAAAAAGTw/cpWPgJR_ADo/s1600/AUTORITRATTO%2BVolantino_web.jpg”><img style=”margin: 0px auto 10px; width: 281px; height: 400px; text-align: center; display: block; cursor: pointer;” id=”BLOGGER_PHOTO_ID_5700899565519795442″ border=”0″ alt=”" src=”http://3.bp.blogspot.com/-xpEZpXqXEHw/Tx2p8z78dPI/AAAAAAAAGTw/cpWPgJR_ADo/s400/AUTORITRATTO%2BVolantino_web.jpg” /></a>
Informazioni per i partecipanti
Il progetto si intitola “autoritratto di una città” ed è una mostra fotografica dinamica e interattiva.

dinamica         perché le fotografie in esposizione si alternano di continuo  ad altre secondo il materiale giornalmente presentato dai partecipanti
interattiva       perché è solo il pubblico che può esporre i propri  lavori ed essere allo stesso tempo fruitore e artista
front desk       sportello presso cui registrarsi e presentare i supporti che contengono i file digitali (pen drive, cd-rom, dvd-r ecc). il personale che visiona e seleziona il materiale al front desk è identificato con cartellini di riconoscimento che ne indicano anche la competenza (fotografo, grafico, pittore, critico d’arte..altro)
la partecipazione è gratuita.
Gli autori partecipanti possono presentare le fotografie solo dopo aver effettuato la registrazione al front desk.
Le fotografie dovranno riguardare il tema della città di siracusa attraverso ogni aspetto originalmente interpretato, dal paesaggio al reportage cittadino, dal ritratto ambientato alla ricerca personale ed ogni altra idea in cui si possa individuare una connotazione della città.
Il materiale da sottoporre all’attenzione del front desk della mostra è ammesso solo in formato digitale. non sono accettate né visionate stampe cartacee. sono ammesse le lavorazioni digitali in post-produzione.
Le fotografie selezionate saranno stampate in tempo reale nei modi e nei formati che la direzione artistica della Galleria Roma riterrà adottare per il migliore allestimento espositivo.
Le fotografie selezionate possono essere utilizzate anche per le proiezioni video nel corso della mostra e pubblicate sul sito web    www.galleriaroma.it
Il front desk per la visualizzazione, la selezione e la stampa delle fotografie sarà attivo presso la sede di galleriaroma – Siracusa – Piazza S. Giuseppe, 2, dalle ore 17,00 di sabato 4 febbraio alle ore 20,30 di venerdi’ 24 febbraio 2012
tutti i giorni dalle 17,15 alle 20,15.
Tutto il materiale selezionato farà parte dell’album/raccolta fotografica “autoritratto di una città – siracusa 2012” di proprietà di galleriaroma. le fotografie selezionate rimarranno comunque acquisite in formato digitale e cartaceo nell’album dell’evento insieme ai dati dell’autore.
Il materiale fotografico può essere inviato anche per e-mail al seguente indirizzo     autoritrattosiracusa@gmail.com
La mostra  verrà inaugurata venerdì 24 febbraio alle ore 18,30 presso la galleria roma – siracusa piazza S. Giuseppe, 2 .

info
– tel 0931.66960
-  338.3646560 (corrado brancato)
– 339.5082586 (enzo monica) -
347.4218241 (salvatore zito) –
galleriaroma@gmail.com
www.galleriaroma.it    </div>



ENZO NIELI Mostra personale
7 gennaio 2012, 11:38 am
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MOSTRA  PERSONALE     PITTURA e SCULTURA

 

ARTISTA                               ENZO NIELI – Palazzolo Acreide

 LUOGO                                 galleriaRoma – piazza S. Giuseppe, 2 – Siracusa

 INFO          0931.66960 – 3474218241

 galleriaroma@gmail.com

 maniace@alice.it

                                                                 

 

DATA inaugurazione           SABATO 7 GENNAIO 2012 ore 18,30

 

PERIODO ESPOSITIVO     dal  7   al  17 GENNAIO 2012

                                               Orario apertura 10,00 – 12,30/17,00 – 20,30

Enzo Nieli, artista palazzolese, già noto al grande pubblico della città per aver di recente esposto presso la Biblioteca Alagoniana un interessante remake d’autore della “Annunciazione” di Antonello da Messina, si ripropone a galleriaRoma questa volta con una mostra personale di pittura e scultura che tocca a campione diversi periodi e ambiti della sua produzione.
A presentare l’artista sarà il Prof. Nino Portoghese in occasione dell’inaugurazione della mostra prevista per sabato 7 gennaio prossimo alle ore 18,30. L’esposizione rimarrà fruibile per il pubblico fino al 17 gennaio.
Valente artista del legno ( e non solo) Enzo Nieli non pone limiti alla creatività sfruttando la sua profonda conoscenza dei materiali dai quali estrae personaggi e simboli che da sempre popolano l’immaginario ed evocativo universo della comunità di Palazzolo Acreide. I luoghi del culto, come spaccati di vita locale, la campagna mai privata dello skyline del paese, sempre presente, mai fuori campo, “quel luogo” ben ancorato ad un sentimento di identità che l’artista non mette mai da parte, neanche nei lavori di pittura dove, anche se il massimo distacco si vuole tentare, egli non può fare a meno di ricondurre il tutto ad una traduzione del segno nella autenticità del significato, impregnato fortemente di una materiale immaginazione che il fruitore può addirittura toccare, per stabilire quel contatto, necessario, per entrare anch’egli nell’idea dell’artista.




Galleria Roma Siracusa
3 gennaio 2012, 8:19 am
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Galleria Roma Siracusa

viaGalleria Roma Siracusa.



galleriaRoma artecontemporanea
19 dicembre 2011, 8:28 pm
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galleriaRoma artecontemporanea

viagalleriaRoma artecontemporanea.



Celebrazioni Archimedee
18 dicembre 2011, 3:06 pm
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Celebrazioni Archimedee

viaCelebrazioni Archimedee.



21 novembre 2011, 7:52 am
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 ”ARCHIMEDE SIRACUSANO”

concorso nazionale a premi
Pittura-Scultura-Fotografia

                          Modulo d’iscrizione

 

La galleria Roma in occasione della celebrazioni Archimedee indice il concorso a premi “Archimede Siracusano” La mostra si inserirà nel programma delle celebrazioni organizzati dall’Associazione Culturale Galleria Roma, nel corso del 2011/ 2012/2013.

Regolamento

Art. 1
Il Concorso è aperto a tutti gli artisti  senza distinzione di tecnica.
La quota di partecipazione, a parziale copertura delle spese di organizzazione, è fissata a € 25,00 per ogni opera presentata.
• È ammessa l’iscrizione di un gruppo e/o scuola in tal caso l’iscrizione è assolutamente gratuita e indirizzata a tutti gli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado per la valorizzazione delle capacità dei giovani studenti.
•I minorenni dovranno accludere alla scheda di partecipazione una semplice dichiarazione dei genitori per l’autorizzazione alla partecipazione al concorso
Alle migliori opere individuali o di gruppo e/o scuola, asseconda della partecipazione, indipendentemente dalla realizzazione, saranno assegnati premi stabiliti dal comitato organizzatore.

Art. 2
Le opere dovranno pervenire a cura dell’autore presso la sede della galleriaRoma in piazza S. Giuseppe, 1/2/3 – 96100 – Siracusa, entro e non oltre le ore 20,30 del 27 febbraio 2012,  insieme a copia bonifico bancario intestato a Concorso Archimede   di € 25,00 sul c.c.: IBAN: IT 89 S 02008 17108 000101612452   assieme al modulo d’iscrizione debitamente compilato.  Gli alunni delle scuole secondarie parteciperanno gratuitamente e dovranno far vidimare la scheda dalla scuola di appartenenza..

Art. 3
Un’apposita commissione selezionerà le opere

Art. 4
Ogni opera deve avere sul retro i dati dell’autore ed il titolo. Inoltre deve essere adeguatamente munita di attaccaglia per una semplice sistemazione a parete e dovrà essere facilmente amovibile, se scultura o istallazione,

Art. 5
L’Associazione si riserva di accettare o meno la partecipazione delle opere al concorso . L’esclusione potrà essere motivata per mancato rispetto del presente regolamento o per il contenuto indecoroso dell’opera presentata a giudizio insindacabile della Giuria.

.Art.6
Le opere selezionate saranno esposte nei locali della Galleria Roma dal 3 al 14 marzo 2012 , la premiazione avverrà 14 marzo ore 18.30 , le opere dovranno essere ritirate dal 14 al 20 marzo 2012 presso la sede della Galleria. Oltre questo termine le opere diverranno di proprietà dell’organizzazione.

Art. 7
Il giudizio della Commissione Artistica , sia per quanto riguarda l’accettazione delle opere e la proclamazione di quella vincitrice è insindacabile ed inappellabile.

Art. 8
Il Comitato organizzatore, pur garantendo la massima vigilanza delle opere consegnate, non si assume alcuna responsabilità per eventuali furti e/o danni che le stesse potranno subire.
La partecipazione al premio implica la completa conoscenza e la totale accettazione del presente regolamento.

Art. 9
In conformità alla legge n. 196/03 sulla tutela dei dati personali si informa che i dati forniti saranno trattati con la massima riservatezza e si potrà, in ogni momento, richiedere l’aggiornamento, la verifica o la cancellazione degli stessi. L’Associazione si avvarrà del diritto di pubblicare immagini delle opere e della manifestazione.

Art. 10
Notizie della Manifestazione saranno inviate a quotidiani, a settimanali ed a riviste specializzate

Art. 11
Il promotore si riserva il diritto di modificare o annullare il concorso in caso di circostanze impreviste.
Per qualsiasi controversia sarà competente l’autorità giudiziaria di Siracusa.

Concorso escluso da autorizzazione ministeriale ai sensi dell’art. 6 DPR 430/01.


Per informazioni rivolgersi a:
Galleria Roma
piazza San Giuseppe 1/2/3
96100 Siracusa
tel. 0931.66960
338.3646560



20 novembre 2011, 4:54 pm
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“ARCHIMEDE SIRACUSANO”concorso nazionale a premi Pittura-Scultura-Fotografia Modulo d’iscrizione La galleria Roma in occasione della celebrazioni Archimedee indice il concorso a premi “Archimede Siracusano” La mostra si inserirà nel programma delle celebrazioni organizzati dall’Associazione Culturale Galleria Roma, nel corso del 2011/ 2012/2013. Regolamento Art. 1 Il Concorso è aperto a tutti gli artisti italiani e stranieri. Per ogni opera inviata, che concorrerà al premio, dovrà essere versato un contributo di partecipazione alle spese di organizzazione di euro 25,00 • È ammessa l’iscrizione di un gruppo e/o scuola in tal caso l’iscrizione è assolutamente gratuita e indirizzata a tutti gli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado per la valorizzazione delle capacità dei giovani studenti. •I minorenni dovranno accludere alla scheda di partecipazione una semplice dichiarazione dei genitori per l’autorizzazione alla partecipazione al concorso Alle migliori opere individuali o di gruppo e/o scuola, asseconda della partecipazione, indipendentemente dalla realizzazione, saranno assegnati premi stabiliti dal comitato organizzatore. Art. 2 Le opere dovranno pervenire a cura dell’autore presso la sede della galleriaRoma in piazza S. Giuseppe, 1/2/3 – 96100-Siracusa, entro e non oltre le ore 12 del 10 marzo 2012, accompagnate da un versamento di 25,00 sul c.c.: IBAN: IT 89 S 02008 17108 000101612452 e dall’allegata scheda di partecipazione debitamente compilata, firmata e racchiusa in plico sigillato incollato sul retro. Gli alunni delle scuole secondarie parteciperanno gratuitamente e dovranno far vidimare la scheda dalla scuola di appartenenza.. L’opera dovrà essere facilmente amovibile, se scultura o istallazione, fornita di opportune attaccaglie se opera da affiggere alle pareti. Art. 3 Sono ammesse tutte le tecniche Art. 4 Un’apposita commissione selezionerà le opere Art. 5 L’artista deve inviare la scheda di partecipazione reperibile sul sito www.galleriaroma.it Art. 6 Le opere devono essere consegnate o spedite presso la sede della Galleria Roma Piazza San Giuseppe 1/2/3 96100 Siracusa entro e non oltre le ore 20,30 del 10 marzo 2012. Le opere spedite dovranno giungere in contenitori sicuri e riutilizzabili per l’eventuale rispedizione. Le spese di trasporto e di imballo sono a completo carico dei partecipanti. Art. 7 L’Associazione si riserva di accettare o meno la partecipazione delle opere al concorso .L’esclusione potrà essere motivata per mancato rispetto del presente regolamento o per il contenuto indecoroso dell’opera presentata a giudizio insindacabile della Giuria. .Art.8 Le opere selezionate saranno esposte nei locali della Galleria Roma dal 17 al 27 marzo 2012 , la premiazione avverrà sabato 27 marzo ore 18.30 , le opere dovranno essere ritirate dal 1 al 10 aprile 2012 presso la sede della Galleria. Oltre questo termine le opere diverranno di proprietà dell’organizzazione. Art. 10 Il giudizio della Commissione Artistica , sia per quanto riguarda l’accettazione delle opere e la proclamazione di quella vincitrice è insindacabile ed inappellabile. Il Comitato organizzatore, pur garantendo la massima vigilanza delle opere consegnate, non si assume alcuna responsabilità per eventuali furti e/o danni che le stesse potranno subire. La partecipazione al premio implica la completa conoscenza e la totale accettazione del presente regolamento. Art. 11 In conformità alla legge n. 196/03 sulla tutela dei dati personali si informa che i dati forniti saranno trattati con la massima riservatezza e si potrà, in ogni momento, richiedere l’aggiornamento, la verifica o la cancellazione degli stessi. L’Associazione si avvarrà del diritto di pubblicare immagini delle opere e della manifestazione. Art. 12 Notizie della Manifestazione saranno inviate a quotidiani, a settimanali ed a riviste specializzate Art. 13 Il promotore si riserva il diritto di modificare o annullare il concorso in caso di circostanze impreviste. Per qualsiasi controversia sarà competente l’autorità giudiziaria di Siracusa. Concorso escluso da autorizzazione ministeriale ai sensi dell’art. 6 DPR 430/01. Per informazioni rivolgersi a: Galleria Roma piazza San Giuseppe 1/2/3 96100 Siracusa tel. 0931.66960 338.3646560



14 novembre 2011, 2:37 pm
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14 novembre 2011, 8:52 am
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galleriaRoma
artecontemporanea 
via Maestranza 110 Siracusa

Organizzazione eDirezione Artistica: Corrado Brancato
Addetto Stampa:Amedeo Nicotra
Ingresso LiberoInfo:0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
www.galleriaroma.it
  SiracusaLuoghi subReali dell’Anima

 L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima. ( W. Kandinsky ) Perché dobbiamo, o possiamo, considerare Mario Oddo un artista del nostro tempo che dipinge in modo subreale l’anima dei nostri luoghi, naturali e trasfigurati. Colui che dipinge, colui che compie atto di creatività, colui che si identifica nella sua personale iconografia, piena di coerenza e corrispondenza del suo mondo interiore, del proprio sentire, è il solo padrone di quell’estetica dello spirito. Volontà di raggiungere la soglia più alta oltre la fisicità. Entrare nella dimensione spirituale, metafisica, del sub-limen, del sublimis, del surreale contemporaneo. Luoghi, paesaggi, figure rivelate da pennellate rarefatte, rappresentazione che echeggia di alone di mistero; ineffabile immagine di cromie evocative, di memorie e di sogni indelebili. Località natie, nutrici di bellezza iblea, poesia della Sicilia selvaggia e vera, spontanea e sentita. Colori accesi, solari, figure non meglio distinte che compaiono come per incanto, eternizzate nella materia secolare; spiriti del luogo, titani del passato che, ancora, ci guardano e scrutano le nostre azioni. Tutto questo, con grande tecnè pittorica, Mario Oddo riesce a comunicare nei suoi lavori. Colori che manifestano una tavolozza territoriale valorizzata dalle determinata stesura del colore che, ora si mescola, ora si sovrappone, struttura di una materia pittorica che ci regala la forza dei frutti della terra e l’energia sempre diversa delle onde marine; quell’azzurro che ci trascina nella cerulea visione dell’immenso, che vuole superare quella linea che si chiama orizzonte, per condurci nell’oltre che non sempre trova risposta e significato razionale. Le note dei colori, i colori delle note, la musicalità della composizione cromatica.

Salvatore RAPISARDA



"ROMANIA OGGI- La dittatura è finita: verità o illusione… "
14 novembre 2011, 8:39 am
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galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3Siracusa
Venti anni fa, il 22 dicembre 1989, in Romania cadeva il regime di Nicolae Ceauşescu dopo 25 anni di potere assoluto. Cosa è cambiato in Romania in questi anni, di questo e di altro parlerà Izabela Buccheri giovedì 17 novembre alle ore 18,30
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero
Info:0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
www.galleriaroma.it



"ROMANIA OGGI- La dittatura è finita: verità o illusione… "
14 novembre 2011, 8:35 am
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galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3Siracusa
Venti anni fa, il 22 dicembre 1989, in Romania cadeva il regime di Nicolae Ceauşescu dopo 25 anni di potere assoluto. Cosa è cambiato in Romania in questi anni, di questo e di altro parlerà Izabela Buccheri giovedì 17 novembre alle ore 18,30
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero
Info:0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
www.galleriaroma.it



"Galleria Roma" Arte ed Eventi a Siracusa
12 novembre 2011, 2:58 pm
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"Galleria Roma" Arte ed Eventi a Siracusa



"Galleria Roma" Arte ed Eventi a Siracusa
12 novembre 2011, 2:58 pm
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"Galleria Roma" Arte ed Eventi a Siracusa



12 novembre 2011, 2:57 pm
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Ortigia a cura di Salvo Sequenzia
11 novembre 2011, 2:57 pm
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Poiesis di Tomie Nomiya.
11 novembre 2011, 2:53 pm
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Concerto di musica araba. Sami Harrabi e il suo liuto
11 novembre 2011, 2:51 pm
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ORTIGIA FELIX
8 novembre 2011, 11:29 am
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galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
Giovedì 10 novembre alle ore 18,30 a cura di Salvo Sequenzia NEL VANO TRASPARIRE’Ortigia felix’. L’isola senza tempo nel canto dei poeti 

Questo omaggio a Siracusa e al suo cuore – l’isola di Ortigia, «isola nell’isola» – vuole essere innanzitutto un viaggio, una catabasi, una sorta di discesa agli Inferi che un viator  incantato e dolente, un uomo ferito, intraprende tra i vicoli della Mastra Rua e della Sperduta, alla ricerca della sua terra, della sua magia e del suo splendore. Ma, come un Ulisse assetato di nostos, nel delirio del ritorno, il viaggiatore approdato all’isola di Ortigia non riconosce più suoi quei luoghi che un tempo furono il ‘giardino di Hamdis’, un’isola dei Feaci di stordente splendore ed incanto.All’urgenza della realtà e della storia, alla necessità del ritornare a Ortigia, allora, sottentra l’urgenza della memoria, che è medicamentum e balsamo, ma anche squarcio, ferita profonda da cui sgorga la pietà mesta della poesia.Il viator diviene, dunque, peregrinus, un «nomade d’amore» che ritrova Ortigia nel canto dei poeti.Seguendo una trama invisibile, una fitta e spessa regnatela di immagini, suoni, parole e colori ordita meravigliosamente da un secolo all’altro, sin  dalle scaturigini della civiltà in cui mito e storia si intrecciando e si fondono nel verso adamantino di Pindaro, che rende omaggio all’ «augusto d’Alfeo fiore di Siracusa illustre, Ortigia».La poesia, sola, conosce e sa dire al mondo il linguaggio della pietà e del conforto; sola, essa salva nella desolata vaghezza di una parola, nel modularsi dissolto di un suono, nello scoramento, la memoria ferita di un luogo e della sua storia.I poeti hanno amato Ortigia, ed hanno conservato nelle loro parole le architetture ‘verticali’, il labirinto musicale dello spaesamento, la malinconia del mare, l’ ansia perenne della pietra, un mondo equoreo e fatato, ancipite:Giace della Sicania al golfo avantiun’isoletta che a Plemmirio ondosoè posta incontro, e dagli antichi è dettaper nome Ortigia. A quest’isola è fama,che per vie sotto il mare il greco Alfeovien, da Doride intatto, infin d’Arcadiaper bocca d’Aretusa a mescolarsicon l’onde di Sicilia. E qui del locovenerammo i gran numi; indi varcammodel paludoso Eloro i campi opimi. Nella geografia ‘equorea’ che Virgilio, nel terzo libro dell’Eneide, tratteggerà a sbuffi e slarghi come in un acquarello, Ortigia, colta nell’abbraccio del «Plemmyrium ondosum», è realtà d’acqua, di mito, di numinosa mescidanza. Il poeta coglie una circolarità fatale, assoluta, che si ripeterà nella tradizione poetica successiva consolidandosi come autentico topos letterario: Calava a Siracusa senza lunaLa notte e l’acqua plumbeaE ferma nel suo fosso appariva,Soli andavamo dentro la rovinaUn cordaro si mosse dal rimoto Nella poesia di Giuseppe Ungaretti, poeta veggente, l’abbandono e il silenzio grevi dell’ora demente accompagnano e propiziano la calata a Ortigia nel liquido fluire del tempo, in un’immagine di memoria anche borgesiana, d’un tempo che contiene tutti i tempi, un attimo ogni altro attimo. In quest’istante rapido, in quest’immensa stasi, l’uomo rivive tutta la sua vita nel gesto antico ed eterno del cordaro, custode di impenetrabili Lari.Dentro questo temenos sacro ad Artemide, nella circolarità dell’acqua che propizia una rigenerazione ‘altra’, data nel canto, sarà allora un rifiorire di poesia e di dolore.Nei versi preziosi della poesia araba siracusana, cogliamo, agli albori, la tragedia dello sradicamento compendiato nel diario poetico di Ibn Hamdis.E, ancora, giungendo ai nostri giorni, i versi di Turi Rovella, di Enzo Giudice, di Corrado Di Pietro e di altri poeti, restituiscono l’immagine di Ortigia nel racconto del loro nostos, nei loro  ’ritorni’ che non sono tra loro identici, si scrivono nella storia del luogo e la storia è sovrapposizione di strati, accumularsi di nuovi castelli su antiche rovine. Anche in questo caso dunque è la composizione di piano orizzontale e verticale,  la discesa dal piano sincronico e orizzontale a quello della storia e della memoria, verticale, ad offrire nuove chiavi di lettura. Il tempo della memoria e della malinconia è il tempo della luce ‘nera’ in cui si congiungono demone meridiano e notturno, di ungarettiana memoria. È il tempo di luce calcinante, ferale, che si riflette sul tufo biondo di Piazza Duomo, e di buio vorticare nel flusso degli evi che si respira nell’intrico dei vicoli della Giudecca. Luce ‘nera’ è, dunque, quella che accompagna la memoria e la malinconia, la ricerca e la catabasi nel ventre dell’isola; ed è luce ‘bianca’, luce dalla tremenda forza autenticante, la lux veritatis, ferita di luce che occhi avvezzi all’ombra non sanno sostenere, nel vano trasparire di ogni cosa. Ed è, dunque, infine, anche monito alla ‘vigilanza’, alla diffidenza verso opachi lucori, finte luci, vacue illusioni e pericolose menzogne che il nostro tempo propugna. Salvo Sequenzia 
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra


Ingresso Libero
 

Info
:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com

www.galleriaroma.it


ORTIGIA FELIX
8 novembre 2011, 11:28 am
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galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
Giovedì 10 novembre alle ore 18,30 a cura di Salvo Sequenzia NEL VANO TRASPARIRE’Ortigia felix’. L’isola senza tempo nel canto dei poeti 

Questo omaggio a Siracusa e al suo cuore – l’isola di Ortigia, «isola nell’isola» – vuole essere innanzitutto un viaggio, una catabasi, una sorta di discesa agli Inferi che un viator  incantato e dolente, un uomo ferito, intraprende tra i vicoli della Mastra Rua e della Sperduta, alla ricerca della sua terra, della sua magia e del suo splendore. Ma, come un Ulisse assetato di nostos, nel delirio del ritorno, il viaggiatore approdato all’isola di Ortigia non riconosce più suoi quei luoghi che un tempo furono il ‘giardino di Hamdis’, un’isola dei Feaci di stordente splendore ed incanto.All’urgenza della realtà e della storia, alla necessità del ritornare a Ortigia, allora, sottentra l’urgenza della memoria, che è medicamentum e balsamo, ma anche squarcio, ferita profonda da cui sgorga la pietà mesta della poesia.Il viator diviene, dunque, peregrinus, un «nomade d’amore» che ritrova Ortigia nel canto dei poeti.Seguendo una trama invisibile, una fitta e spessa regnatela di immagini, suoni, parole e colori ordita meravigliosamente da un secolo all’altro, sin  dalle scaturigini della civiltà in cui mito e storia si intrecciando e si fondono nel verso adamantino di Pindaro, che rende omaggio all’ «augusto d’Alfeo fiore di Siracusa illustre, Ortigia».La poesia, sola, conosce e sa dire al mondo il linguaggio della pietà e del conforto; sola, essa salva nella desolata vaghezza di una parola, nel modularsi dissolto di un suono, nello scoramento, la memoria ferita di un luogo e della sua storia.I poeti hanno amato Ortigia, ed hanno conservato nelle loro parole le architetture ‘verticali’, il labirinto musicale dello spaesamento, la malinconia del mare, l’ ansia perenne della pietra, un mondo equoreo e fatato, ancipite:Giace della Sicania al golfo avantiun’isoletta che a Plemmirio ondosoè posta incontro, e dagli antichi è dettaper nome Ortigia. A quest’isola è fama,che per vie sotto il mare il greco Alfeovien, da Doride intatto, infin d’Arcadiaper bocca d’Aretusa a mescolarsicon l’onde di Sicilia. E qui del locovenerammo i gran numi; indi varcammodel paludoso Eloro i campi opimi. Nella geografia ‘equorea’ che Virgilio, nel terzo libro dell’Eneide, tratteggerà a sbuffi e slarghi come in un acquarello, Ortigia, colta nell’abbraccio del «Plemmyrium ondosum», è realtà d’acqua, di mito, di numinosa mescidanza. Il poeta coglie una circolarità fatale, assoluta, che si ripeterà nella tradizione poetica successiva consolidandosi come autentico topos letterario: Calava a Siracusa senza lunaLa notte e l’acqua plumbeaE ferma nel suo fosso appariva,Soli andavamo dentro la rovinaUn cordaro si mosse dal rimoto Nella poesia di Giuseppe Ungaretti, poeta veggente, l’abbandono e il silenzio grevi dell’ora demente accompagnano e propiziano la calata a Ortigia nel liquido fluire del tempo, in un’immagine di memoria anche borgesiana, d’un tempo che contiene tutti i tempi, un attimo ogni altro attimo. In quest’istante rapido, in quest’immensa stasi, l’uomo rivive tutta la sua vita nel gesto antico ed eterno del cordaro, custode di impenetrabili Lari.Dentro questo temenos sacro ad Artemide, nella circolarità dell’acqua che propizia una rigenerazione ‘altra’, data nel canto, sarà allora un rifiorire di poesia e di dolore.Nei versi preziosi della poesia araba siracusana, cogliamo, agli albori, la tragedia dello sradicamento compendiato nel diario poetico di Ibn Hamdis.E, ancora, giungendo ai nostri giorni, i versi di Turi Rovella, di Enzo Giudice, di Corrado Di Pietro e di altri poeti, restituiscono l’immagine di Ortigia nel racconto del loro nostos, nei loro  ’ritorni’ che non sono tra loro identici, si scrivono nella storia del luogo e la storia è sovrapposizione di strati, accumularsi di nuovi castelli su antiche rovine. Anche in questo caso dunque è la composizione di piano orizzontale e verticale,  la discesa dal piano sincronico e orizzontale a quello della storia e della memoria, verticale, ad offrire nuove chiavi di lettura. Il tempo della memoria e della malinconia è il tempo della luce ‘nera’ in cui si congiungono demone meridiano e notturno, di ungarettiana memoria. È il tempo di luce calcinante, ferale, che si riflette sul tufo biondo di Piazza Duomo, e di buio vorticare nel flusso degli evi che si respira nell’intrico dei vicoli della Giudecca. Luce ‘nera’ è, dunque, quella che accompagna la memoria e la malinconia, la ricerca e la catabasi nel ventre dell’isola; ed è luce ‘bianca’, luce dalla tremenda forza autenticante, la lux veritatis, ferita di luce che occhi avvezzi all’ombra non sanno sostenere, nel vano trasparire di ogni cosa. Ed è, dunque, infine, anche monito alla ‘vigilanza’, alla diffidenza verso opachi lucori, finte luci, vacue illusioni e pericolose menzogne che il nostro tempo propugna. Salvo Sequenzia 
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra


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ORTIGIA FELIX
8 novembre 2011, 11:27 am
Filed under: GALLERIA ROMA

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piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
Giovedì 10 novembre alle ore 18,30 a cura di Salvo Sequenzia NEL VANO TRASPARIRE’Ortigia felix’. L’isola senza tempo nel canto dei poeti 

Questo omaggio a Siracusa e al suo cuore – l’isola di Ortigia, «isola nell’isola» – vuole essere innanzitutto un viaggio, una catabasi, una sorta di discesa agli Inferi che un viator  incantato e dolente, un uomo ferito, intraprende tra i vicoli della Mastra Rua e della Sperduta, alla ricerca della sua terra, della sua magia e del suo splendore. Ma, come un Ulisse assetato di nostos, nel delirio del ritorno, il viaggiatore approdato all’isola di Ortigia non riconosce più suoi quei luoghi che un tempo furono il ‘giardino di Hamdis’, un’isola dei Feaci di stordente splendore ed incanto.All’urgenza della realtà e della storia, alla necessità del ritornare a Ortigia, allora, sottentra l’urgenza della memoria, che è medicamentum e balsamo, ma anche squarcio, ferita profonda da cui sgorga la pietà mesta della poesia.Il viator diviene, dunque, peregrinus, un «nomade d’amore» che ritrova Ortigia nel canto dei poeti.Seguendo una trama invisibile, una fitta e spessa regnatela di immagini, suoni, parole e colori ordita meravigliosamente da un secolo all’altro, sin  dalle scaturigini della civiltà in cui mito e storia si intrecciando e si fondono nel verso adamantino di Pindaro, che rende omaggio all’ «augusto d’Alfeo fiore di Siracusa illustre, Ortigia».La poesia, sola, conosce e sa dire al mondo il linguaggio della pietà e del conforto; sola, essa salva nella desolata vaghezza di una parola, nel modularsi dissolto di un suono, nello scoramento, la memoria ferita di un luogo e della sua storia.I poeti hanno amato Ortigia, ed hanno conservato nelle loro parole le architetture ‘verticali’, il labirinto musicale dello spaesamento, la malinconia del mare, l’ ansia perenne della pietra, un mondo equoreo e fatato, ancipite:Giace della Sicania al golfo avantiun’isoletta che a Plemmirio ondosoè posta incontro, e dagli antichi è dettaper nome Ortigia. A quest’isola è fama,che per vie sotto il mare il greco Alfeovien, da Doride intatto, infin d’Arcadiaper bocca d’Aretusa a mescolarsicon l’onde di Sicilia. E qui del locovenerammo i gran numi; indi varcammodel paludoso Eloro i campi opimi. Nella geografia ‘equorea’ che Virgilio, nel terzo libro dell’Eneide, tratteggerà a sbuffi e slarghi come in un acquarello, Ortigia, colta nell’abbraccio del «Plemmyrium ondosum», è realtà d’acqua, di mito, di numinosa mescidanza. Il poeta coglie una circolarità fatale, assoluta, che si ripeterà nella tradizione poetica successiva consolidandosi come autentico topos letterario: Calava a Siracusa senza lunaLa notte e l’acqua plumbeaE ferma nel suo fosso appariva,Soli andavamo dentro la rovinaUn cordaro si mosse dal rimoto Nella poesia di Giuseppe Ungaretti, poeta veggente, l’abbandono e il silenzio grevi dell’ora demente accompagnano e propiziano la calata a Ortigia nel liquido fluire del tempo, in un’immagine di memoria anche borgesiana, d’un tempo che contiene tutti i tempi, un attimo ogni altro attimo. In quest’istante rapido, in quest’immensa stasi, l’uomo rivive tutta la sua vita nel gesto antico ed eterno del cordaro, custode di impenetrabili Lari.Dentro questo temenos sacro ad Artemide, nella circolarità dell’acqua che propizia una rigenerazione ‘altra’, data nel canto, sarà allora un rifiorire di poesia e di dolore.Nei versi preziosi della poesia araba siracusana, cogliamo, agli albori, la tragedia dello sradicamento compendiato nel diario poetico di Ibn Hamdis.E, ancora, giungendo ai nostri giorni, i versi di Turi Rovella, di Enzo Giudice, di Corrado Di Pietro e di altri poeti, restituiscono l’immagine di Ortigia nel racconto del loro nostos, nei loro  ’ritorni’ che non sono tra loro identici, si scrivono nella storia del luogo e la storia è sovrapposizione di strati, accumularsi di nuovi castelli su antiche rovine. Anche in questo caso dunque è la composizione di piano orizzontale e verticale,  la discesa dal piano sincronico e orizzontale a quello della storia e della memoria, verticale, ad offrire nuove chiavi di lettura. Il tempo della memoria e della malinconia è il tempo della luce ‘nera’ in cui si congiungono demone meridiano e notturno, di ungarettiana memoria. È il tempo di luce calcinante, ferale, che si riflette sul tufo biondo di Piazza Duomo, e di buio vorticare nel flusso degli evi che si respira nell’intrico dei vicoli della Giudecca. Luce ‘nera’ è, dunque, quella che accompagna la memoria e la malinconia, la ricerca e la catabasi nel ventre dell’isola; ed è luce ‘bianca’, luce dalla tremenda forza autenticante, la lux veritatis, ferita di luce che occhi avvezzi all’ombra non sanno sostenere, nel vano trasparire di ogni cosa. Ed è, dunque, infine, anche monito alla ‘vigilanza’, alla diffidenza verso opachi lucori, finte luci, vacue illusioni e pericolose menzogne che il nostro tempo propugna. Salvo Sequenzia 
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Galassia Internet
3 novembre 2011, 11:13 am
Filed under: GALLERIA ROMA

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 2
Siracusa

Giovedì 3 novembre ore 18,30

GALASSIA INTERNET:
per una fenomenologia delle nuove forme di soggettività
a cura di Roberto Fai

In che modo, Internet sta cambiando la nostra vita? O l’ha già cambiata? E di “globalizzazione”– termine “ubiquitario” e vero e proprio passepartout con cui leggiamo il nostro tempo – potremmo parlarne senza far riferimento alla rivoluzione informatica? Davanti al fenomeno pervasivo del web, è possibile uscire dalla classica e carsica contrapposizione tra “apocalittici” e “integrati”? Tra la vasta letteratura sul ruolo e senso del web, di Internet, e del cyber-spazio, possiamo parlare di un “neoilluminismo”, espresso dall’avvento di una “intelligenza collettiva” (Pierre Lévy), oppure ha ragione Nicolas Carr quando si domanda se? A partire da queste suggestioni, si cercherà di svolgere una vera e propria genealogia del “virtuale”, e di come la dimensione del tempo, della temporalità sia quasi soppiantata da una inedita dimensione spaziale.



TAJALLAT
31 ottobre 2011, 6:02 pm
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piazza San Giuseppe 2
Siracusa
TAJALLIÂT

Mercoledì 2 novembre alle ore 18,30 concerto dell’artista tunisino Sami Harrabi per voce e liuto di musica classica araba e di sue composizioni dedicate alla Rivoluzione Tunisina .

Sami Harrabi, artista tunisino a Siracusa ospite della Carovana Artistica Sicilia-Tunisia, insegna musicologia al Liceo di Zouhat a Sousse sua città natale. E’ un famoso compositore, suona il liuto arabo e canta come solista. Ha tenuto diversi concerti in Africa ed Europa.



TAJALLAT
31 ottobre 2011, 5:38 pm
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piazza San Giuseppe 2
Siracusa

TAJALLIÂT
Mercoledì 2 novembre alle ore 18,30 concerto dell’artista tunisino Sami Harrabi per voce e liuto di musica classica araba e di sue composizioni dedicate alla Rivoluzione Tunisina .Sami Harrabi, artista tunisino a Siracusa ospite della Carovana Artistica Sicilia-Tunisia, insegna musicologia al Liceo di Zouhat a Sousse sua città natale. E’ un famoso compositore, suona il liuto arabo e canta come solista. Ha tenuto diversi concerti in Africa ed Europa.
  Il concerto si potrà seguire in streaming live al link  eventi in diretta del sito di galleriaRoma
 

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Galassia Internet
30 ottobre 2011, 11:38 am
Filed under: I giovedì della Galleria

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 Siracusa


 Giovedì 3 novembre ore 18,30 GALASSIA INTERNET: per una fenomenologia delle nuove forme di soggettivitàa cura di Roberto Fai 

 In che modo, Internet sta cambiando la nostra vita? O l’ha già cambiata? E di “globalizzazione”– termine “ubiquitario” e vero e proprio passepartout con cui leggiamo il nostro tempo – potremmo parlarne senza far riferimento alla rivoluzione informatica? Davanti al fenomeno pervasivo del web, è possibile uscire dalla classica e carsica contrapposizione tra “apocalittici” e “integrati”? Tra la vasta letteratura sul ruolo e senso del web, di Internet, e del cyber-spazio, possiamo parlare di un “neoilluminismo”, espresso dall’avvento di una “intelligenza collettiva” (Pierre Lévy), oppure ha ragione Nicolas Carr quando si domanda se ? A partire da queste suggestioni, si cercherà di svolgere una vera e propria genealogia del “virtuale”, e di come la dimensione del tempo, della temporalità sia quasi soppiantata da una inedita dimensione spaziale

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Galassia Internet
30 ottobre 2011, 11:36 am
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 Giovedì 3 novembre ore 18,30 GALASSIA INTERNET: per una fenomenologia delle nuove forme di soggettivitàa cura di Roberto Fai 

 In che modo, Internet sta cambiando la nostra vita? O l’ha già cambiata? E di “globalizzazione”– termine “ubiquitario” e vero e proprio passepartout con cui leggiamo il nostro tempo – potremmo parlarne senza far riferimento alla rivoluzione informatica? Davanti al fenomeno pervasivo del web, è possibile uscire dalla classica e carsica contrapposizione tra “apocalittici” e “integrati”? Tra la vasta letteratura sul ruolo e senso del web, di Internet, e del cyber-spazio, possiamo parlare di un “neoilluminismo”, espresso dall’avvento di una “intelligenza collettiva” (Pierre Lévy), oppure ha ragione Nicolas Carr quando si domanda se ? A partire da queste suggestioni, si cercherà di svolgere una vera e propria genealogia del “virtuale”, e di come la dimensione del tempo, della temporalità sia quasi soppiantata da una inedita dimensione spaziale

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PESCE – di Salvatore Li Puma
29 ottobre 2011, 4:01 pm
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28 ottobre 2011, 10:20 pm
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Galassia Internet
28 ottobre 2011, 8:02 pm
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Giovedì 3 novembre ore 18,30GALASSIA INTERNET: per una fenomenologia delle nuove forme di soggettività a cura di Roberto Fai

In che modo, Internet sta cambiando la nostra vita? O l’ha già cambiata? E di “globalizzazione”– termine “ubiquitario” e vero e proprio passepartout con cui leggiamo il nostro tempo – potremmo parlarne senza far riferimento alla rivoluzione informatica? Davanti al fenomeno pervasivo del web, è possibile uscire dalla classica e carsica contrapposizione tra “apocalittici” e “integrati”? Tra la vasta letteratura sul ruolo e senso del web, di Internet, e del cyber-spazio, possiamo parlare di un “neoilluminismo”, espresso dall’avvento di una “intelligenza collettiva” (Pierre Lévy), oppure ha ragione Nicolas Carr quando si domanda se ? A partire da queste suggestioni, si cercherà di svolgere una vera e propria genealogia del “virtuale”, e di come la dimensione del tempo, della temporalità sia quasi soppiantata da una inedita dimensione spaziale.
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Galassia Iternet
28 ottobre 2011, 7:52 pm
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Giovedì 3 novembre ore 18,30GALASSIA INTERNET: per una fenomenologia delle nuove forme di soggettività a cura di Roberto Fai

In che modo, Internet sta cambiando la nostra vita? O l’ha già cambiata? E di “globalizzazione”– termine “ubiquitario” e vero e proprio passepartout con cui leggiamo il nostro tempo – potremmo parlarne senza far riferimento alla rivoluzione informatica? Davanti al fenomeno pervasivo del web, è possibile uscire dalla classica e carsica contrapposizione tra “apocalittici” e “integrati”? Tra la vasta letteratura sul ruolo e senso del web, di Internet, e del cyber-spazio, possiamo parlare di un “neoilluminismo”, espresso dall’avvento di una “intelligenza collettiva” (Pierre Lévy), oppure ha ragione Nicolas Carr quando si domanda se ? A partire da queste suggestioni, si cercherà di svolgere una vera e propria genealogia del “virtuale”, e di come la dimensione del tempo, della temporalità sia quasi soppiantata da una inedita dimensione spaziale.
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POIESIS
26 ottobre 2011, 6:41 pm
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Piazza San Giuseppe 2
Siracusa
 Sabato 5 novembre alle ore 19,00 l’architetto Salvatore Rapisarda presenterà la mostra di pittura POIESIS dell’artista Tomie Nomiya
scrive Salvatore Rapisarda nella presentazione critica
POIESIS
Delicata poesia di forme e colori.

Quando la delicatezza, il dettaglio, la sensibilità si traducono nel segno e nel colore.Non bisogna gridare per comunicare, basta sussurrare o entrare nella dimensione silente, stadio che concentra l’energia del divenire.Culture che si incontrano, provenienze lontane, apparentemente distanti, ma tanto vicine in un denominatore comune che ricerca la forma attraverso i luoghi, i volumi, i corpi, che rifonde i linguaggi nella poesia antropica delle culture indigene.Mi unisco all’emozione dell’amica Lucia che lega il suo pensiero alla mano dell’artista che, ubbidendo ad un animo fragile, attraversa le barriere dello spazio e del tempo.Minuzioso lavoro che evoca estetiche e poetiche, tra occidente e oriente, in cui, anche l’amico Joe legge lo specchio dell’operato interiore; ricerca che conduce a un itinerario che si evolve, con la pausa-silenzio, nella rappresentazione di tecniche e modalità esecutive.La pittura di Tomie scorre dai quartieri di Ortigia al paesaggio urbano di Ibla. Traccia con carica affettiva la fisiognomica degli amici, dei suoi cari. Tratti caratteriali, interiorità espressiva di sguardi, di gesti, posture abilmente rappresentati nella delicatezza chiaroscurale, nella pulizia delle linee, nelle armoniose proporzioni che danno vita a una ritrattistica espressiva ed emozionale. Un percorso visivo che deve condurci alla riflessione e meditazione sulle potenzialità che possiamo ricevere dal mondo interiore dell’artista.
Organizzazione e
Direzione Artistica:
 
Corrado Brancato
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POIESIS
26 ottobre 2011, 6:39 pm
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Piazza San Giuseppe 2
Siracusa
 Sabato 5 novembre alle ore 19,00 l’architetto Salvatore Rapisarda presenterà la mostra di pittura POIESIS dell’artista Tomie Nomiya
scrive Salvatore Rapisarda nella presentazione critica
POIESIS
Delicata poesia di forme e colori.

Quando la delicatezza, il dettaglio, la sensibilità si traducono nel segno e nel colore.Non bisogna gridare per comunicare, basta sussurrare o entrare nella dimensione silente, stadio che concentra l’energia del divenire.Culture che si incontrano, provenienze lontane, apparentemente distanti, ma tanto vicine in un denominatore comune che ricerca la forma attraverso i luoghi, i volumi, i corpi, che rifonde i linguaggi nella poesia antropica delle culture indigene.Mi unisco all’emozione dell’amica Lucia che lega il suo pensiero alla mano dell’artista che, ubbidendo ad un animo fragile, attraversa le barriere dello spazio e del tempo.Minuzioso lavoro che evoca estetiche e poetiche, tra occidente e oriente, in cui, anche l’amico Joe legge lo specchio dell’operato interiore; ricerca che conduce a un itinerario che si evolve, con la pausa-silenzio, nella rappresentazione di tecniche e modalità esecutive.La pittura di Tomie scorre dai quartieri di Ortigia al paesaggio urbano di Ibla. Traccia con carica affettiva la fisiognomica degli amici, dei suoi cari. Tratti caratteriali, interiorità espressiva di sguardi, di gesti, posture abilmente rappresentati nella delicatezza chiaroscurale, nella pulizia delle linee, nelle armoniose proporzioni che danno vita a una ritrattistica espressiva ed emozionale. Un percorso visivo che deve condurci alla riflessione e meditazione sulle potenzialità che possiamo ricevere dal mondo interiore dell’artista.
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Poiesis
26 ottobre 2011, 6:37 pm
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Piazza San Giuseppe 2
Siracusa
 Sabato 5 novembre alle ore 19,00 l’architetto Salvatore Rapisarda presenterà la mostra di pittura POIESIS dell’artista Tomie Nomiya
scrive Salvatore Rapisarda nella presentazione critica
POIESIS
Delicata poesia di forme e colori.

Quando la delicatezza, il dettaglio, la sensibilità si traducono nel segno e nel colore.Non bisogna gridare per comunicare, basta sussurrare o entrare nella dimensione silente, stadio che concentra l’energia del divenire.Culture che si incontrano, provenienze lontane, apparentemente distanti, ma tanto vicine in un denominatore comune che ricerca la forma attraverso i luoghi, i volumi, i corpi, che rifonde i linguaggi nella poesia antropica delle culture indigene.Mi unisco all’emozione dell’amica Lucia che lega il suo pensiero alla mano dell’artista che, ubbidendo ad un animo fragile, attraversa le barriere dello spazio e del tempo.Minuzioso lavoro che evoca estetiche e poetiche, tra occidente e oriente, in cui, anche l’amico Joe legge lo specchio dell’operato interiore; ricerca che conduce a un itinerario che si evolve, con la pausa-silenzio, nella rappresentazione di tecniche e modalità esecutive.La pittura di Tomie scorre dai quartieri di Ortigia al paesaggio urbano di Ibla. Traccia con carica affettiva la fisiognomica degli amici, dei suoi cari. Tratti caratteriali, interiorità espressiva di sguardi, di gesti, posture abilmente rappresentati nella delicatezza chiaroscurale, nella pulizia delle linee, nelle armoniose proporzioni che danno vita a una ritrattistica espressiva ed emozionale. Un percorso visivo che deve condurci alla riflessione e meditazione sulle potenzialità che possiamo ricevere dal mondo interiore dell’artista.
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DAL MUSEO AI SITI
25 ottobre 2011, 6:37 am
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piazza San Giuseppe 1/2/3

Siracusa

Giovedì 27 ottobre alle ore 18,30 Giovanna Bandiera
presenterà il manuale guida

DAL MUSEO AI SITI

 


Il senso della conversazione di giovedì, con l’ausilio di
fotografie per apprezzare ulteriormente il Museo Archeologico
Paolo Orsi e i relativi siti a cui rimandano i reperti esposti,
è quello di fornire degli strumenti per guidare l’osservazione e
l’analisi del visitatore o del comune cittadino.

Il museo è il luogo privilegiato da cui partire per scoprire nel
territorio la storia raccontata dai reperti in esso presenti. Ha
un ruolo rilevante nella produzione e promozione di conoscenze,
contribuisce alla formazione dell’identità e proprio per questo
il museo dovrebbe essere aperto ed accogliere le proposte , le
iniziative che provengono dai bisogni della collettività
adeguandosi a tali funzioni.

Dal “Museo ai Siti” è un manuale guida da usarsi proprio al
nostro Museo Regionale Archeologico come strumento di lettura di
alcune culture relative al territorio di Siracusa.

Il Testo “Dal Museo ai siti” è stato pubblicato grazie alla
disponibilità del comune di Augusta , dell’azienda per il
turismo e della Soprintendenza ai BB. CC. AA di Siracusa che ha
permesso di fotografare i reperti c/o il Museo “P. Orsi” di
Siracusa.

La guida, strutturata secondo un duplice modello, consente una
lettura simultanea dei reperti museali e della cultura del sito.

Il colore, le schede di approfondimento, il glossario, le chiavi
di lettura dei reperti, le cartine dei siti, le piante dei
settori museali, l’apparato iconografico, gli schizzi di oggetti
tipologici di alcune culture e la bibliografia facilitano i
percorsi e la conoscenza del patrimonio archeologico -
ambientale.

Al Museo i reperti ci raccontano fasi significative di un
percorso storico culturale che va dall’età preistorica all’età
romana, limitatamente alla realtà locale. La cultura materiale,
i reperti, evidenziano i differenti gradi di conoscenze tecniche
delle società che si sono succedute nel territorio locale, i
sistemi di produzione e i rapporti commerciali. Ma, portano in
sé altri segni che riguardano le arti, il diritto, la religione,
aspetti tutti rilevanti per lo studio della società.



Organizzazione e Direzione:
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Marina Giuffrida- presentazione critica di Melinda Miceli
24 ottobre 2011, 5:43 pm
Filed under: GALLERIA ROMA

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piazza San Giuseppe 2
Siracusa

La galleria Roma prosegue il programma espositivo con la mostra personale di
Marina Giuffrida- presentazione critica di Melinda Miceli
Inaugurazione Sabato 22 ottobre, ore 18,30
Scrive Melinda Miceli nella presentazione:
Analizzando le opere di Marina Giuffrida ci si può inoltrare con immensa curiosità nell’ “avventura della conoscenza” onirica e figurativa di una realtà interiore complessa e multiversa nella quale soggetti diversi traspongono sfaccettature ampie di pensiero dove trova spazio il nulla ed il tutto e dove la pennellata strutturata e consapevole si alterna al quasi annullamento del segno e del colore.
Tentativi di rappresentazione di un reale che sconfinano nell’immaginario, in dipinti quelli della Giuffrida che dal figurativo moderno o figurativismo risentono di influenze della Metafisica dove la massima importanza è attribuita al sogno, all’onirico, alla dimensione dell’interiorità dell’uomo e di influenze dell’arte concettuale dove l’essenza dell’arte consiste invece nell’idea, nel concetto che precede e conforma l’opera.
Il percorso dell’idea, la riflessione teorica e filosofica, la precisazione e presentazione del processo di formazione del pensiero, l’azione linguistica, vengono a volte posti in primo piano rispetto al risultato materiale di tale azione che viene considerato come pura esemplificazione fisica del linguaggio.
Nel figurativo la ricerca spontanea di soluzioni alternative si manifesta in più direzioni prevalentemente nel segno della libertà e della sperimentazione del nuovo, svincolata da qualsiasi ancoraggio a principi precostituiti di autorità culturale o etica. La ricerca è condotta a rifondare la comprensione della realtà partendo dalla demistificazione di tutte le pratiche rappresentative e dando campo libero al pensiero per indagare l’essenza delle cose e delle relazioni tra esse.
La delicatezza del tratto e del colore nei dipinti della Giuffrida approda a esiti creativi anche simbolici dove i soggetti dipinti si prestano a interpretazioni inconsce che si rivelano però contemplative, legate a fattori fortemente culturali, con precisi legami con la tradizione dell’arte classica dove si può ravvisare la plasticità dei corpi e la simmetria dell’ordito concettuale che risente delle influenze storiche dell’arte greco-romana. L’uomo come lottatore terrestre, la donna come feritrice di fertilità ed essere divino insieme al fuoco ed alla natura costituiscono l’universo della Giuffrida, un universo da cui si dipanano pensieri stoici di dolore e di trascendenza insieme. A tratti elementi di surrealismo suggeriscono la volontà di saldare la realtà storica con quella onirica, allo scopo di liberare tutte le potenzialità espressive della natura umana.
L’acqua come arcano femminile e’ rappresentato in svariate forme: come mare,come lago sereno, come cascata, come onda, infine come vortice creativo dal quale riappare il femminile astratto, quasi come divinità di un pensiero che con immensa forza e distacco presiede alla creazione del maschile e del femminile stesso.
Nel concettuale l’acqua diventa quasi terra azzurra, formata da onde impetuose da cui “sgorga” l’albero quasi a voler indicare una fusione della terra e dell’acqua in un tutt’uno che crea la materia e la matrice concettuale di questo irrevocabile tutt’uno è sempre solo la donna il cui sguardo e’ sicuro, ma nascosto dal distacco. La prevalenza dell’indaco, il maschile sacro, come sfondo e come soggetto spalmato e’ strabordante, a indicare quasi la sacralità concettuale del momento e del soggetto fissato in uno spazio temporale indefinito e arcano dove solo la pennellata rossa può restituire il soggetto alla sua carnalità,alla dimensione terrestre, ma sempre con una certa distanza quasi da osservatore e non da attore del dipinto stesso, il cui centro emozionale rimane quasi segreto a indicare la complessità dell’universo.
La coerenza e il rigore di tale atteggiamento sfocia in distanza dai tradizionali mezzi espressivi.
Elemento di vicinanza al concettuale di questo microcosmo pittorico è infatti la poetica dell’enigma che pervade i dipinti, ossia del fenomeno non spiegabile con i soli mezzi della ragione,ma con leggi ultrafisiche della realtà che trascendono la logica ordinaria.
Ed abbandonando spesso la rappresentazione mimetica del mondo esterno la Giuffrida trova le sue ragioni nella riflessione sulle specificità della ricerca formale e della percezione visiva che coglie però l’ordito diafano dell’esistenza con coloriture di sottile ironia.
C’è un tentativo di rielaborazione in chiave creativa del pensiero psicoanalitico, determinante nel suo compito di liberazione e svelamento delle forze dell’inconscio, dei tabù e delle costrizioni che la coscienza troppo rigida impone alla personalità soprattutto nella sfera sessuale, dei veri aspetti dell’esistenza umana, per dare vita all’immediata trasposizione della fantasia sulla mano che guida il realizzarsi di queste opere d’arte. Quest’innovazione si manifesta anche nel paesaggio e nella natura morta che lascia intravvedere da una finestra il cielo, soggetto che sembra quasi schiacciare il dipinto,un cielo la cui forza ed intensità contrasta nettamente con la delicatezza cromatica del prato e che sembra piombare su di esso come ineluttabile volontà divina manifestandosi con bagliori cromatici che crea uno stacco tra i due livelli ma al contempo li unisce in un unico destino e ordito emozionale.



Melinda Miceli presenta Marina Giuffrida
24 ottobre 2011, 5:00 pm
Filed under: GALLERIA ROMA

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 2
Siracusa

La galleria Roma prosegue il programma espositivo con la mostra personale di
Marina Giuffrida- presentazione critica di Melinda Miceli
Inaugurazione Sabato 22 ottobre, ore 18,30
Scrive Melinda Miceli nella presentazione:
Analizzando le opere di Marina Giuffrida ci si può inoltrare con immensa curiosità nell’ “avventura della conoscenza” onirica e figurativa di una realtà interiore complessa e multiversa nella quale soggetti diversi traspongono sfaccettature ampie di pensiero dove trova spazio il nulla ed il tutto e dove la pennellata strutturata e consapevole si alterna al quasi annullamento del segno e del colore.
Tentativi di rappresentazione di un reale che sconfinano nell’immaginario, in dipinti quelli della Giuffrida che dal figurativo moderno o figurativismo risentono di influenze della Metafisica dove la massima importanza è attribuita al sogno, all’onirico, alla dimensione dell’interiorità dell’uomo e di influenze dell’arte concettuale dove l’essenza dell’arte consiste invece nell’idea, nel concetto che precede e conforma l’opera.
Il percorso dell’idea, la riflessione teorica e filosofica, la precisazione e presentazione del processo di formazione del pensiero, l’azione linguistica, vengono a volte posti in primo piano rispetto al risultato materiale di tale azione che viene considerato come pura esemplificazione fisica del linguaggio.
Nel figurativo la ricerca spontanea di soluzioni alternative si manifesta in più direzioni prevalentemente nel segno della libertà e della sperimentazione del nuovo, svincolata da qualsiasi ancoraggio a principi precostituiti di autorità culturale o etica. La ricerca è condotta a rifondare la comprensione della realtà partendo dalla demistificazione di tutte le pratiche rappresentative e dando campo libero al pensiero per indagare l’essenza delle cose e delle relazioni tra esse.
La delicatezza del tratto e del colore nei dipinti della Giuffrida approda a esiti creativi anche simbolici dove i soggetti dipinti si prestano a interpretazioni inconsce che si rivelano però contemplative, legate a fattori fortemente culturali, con precisi legami con la tradizione dell’arte classica dove si può ravvisare la plasticità dei corpi e la simmetria dell’ordito concettuale che risente delle influenze storiche dell’arte greco-romana. L’uomo come lottatore terrestre, la donna come feritrice di fertilità ed essere divino insieme al fuoco ed alla natura costituiscono l’universo della Giuffrida, un universo da cui si dipanano pensieri stoici di dolore e di trascendenza insieme. A tratti elementi di surrealismo suggeriscono la volontà di saldare la realtà storica con quella onirica, allo scopo di liberare tutte le potenzialità espressive della natura umana.
L’acqua come arcano femminile e’ rappresentato in svariate forme: come mare,come lago sereno, come cascata, come onda, infine come vortice creativo dal quale riappare il femminile astratto, quasi come divinità di un pensiero che con immensa forza e distacco presiede alla creazione del maschile e del femminile stesso.
Nel concettuale l’acqua diventa quasi terra azzurra, formata da onde impetuose da cui “sgorga” l’albero quasi a voler indicare una fusione della terra e dell’acqua in un tutt’uno che crea la materia e la matrice concettuale di questo irrevocabile tutt’uno è sempre solo la donna il cui sguardo e’ sicuro, ma nascosto dal distacco. La prevalenza dell’indaco, il maschile sacro, come sfondo e come soggetto spalmato e’ strabordante, a indicare quasi la sacralità concettuale del momento e del soggetto fissato in uno spazio temporale indefinito e arcano dove solo la pennellata rossa può restituire il soggetto alla sua carnalità,alla dimensione terrestre, ma sempre con una certa distanza quasi da osservatore e non da attore del dipinto stesso, il cui centro emozionale rimane quasi segreto a indicare la complessità dell’universo.
La coerenza e il rigore di tale atteggiamento sfocia in distanza dai tradizionali mezzi espressivi.
Elemento di vicinanza al concettuale di questo microcosmo pittorico è infatti la poetica dell’enigma che pervade i dipinti, ossia del fenomeno non spiegabile con i soli mezzi della ragione,ma con leggi ultrafisiche della realtà che trascendono la logica ordinaria.
Ed abbandonando spesso la rappresentazione mimetica del mondo esterno la Giuffrida trova le sue ragioni nella riflessione sulle specificità della ricerca formale e della percezione visiva che coglie però l’ordito diafano dell’esistenza con coloriture di sottile ironia.
C’è un tentativo di rielaborazione in chiave creativa del pensiero psicoanalitico, determinante nel suo compito di liberazione e svelamento delle forze dell’inconscio, dei tabù e delle costrizioni che la coscienza troppo rigida impone alla personalità soprattutto nella sfera sessuale, dei veri aspetti dell’esistenza umana, per dare vita all’immediata trasposizione della fantasia sulla mano che guida il realizzarsi di queste opere d’arte. Quest’innovazione si manifesta anche nel paesaggio e nella natura morta che lascia intravvedere da una finestra il cielo, soggetto che sembra quasi schiacciare il dipinto,un cielo la cui forza ed intensità contrasta nettamente con la delicatezza cromatica del prato e che sembra piombare su di esso come ineluttabile volontà divina manifestandosi con bagliori cromatici che crea uno stacco tra i due livelli ma al contempo li unisce in un unico destino e ordito emozionale.
Organizzazione e
Direzione Artistica: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero

Info:

0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
www.galleriaroma.it



Melinda Miceli
24 ottobre 2011, 5:00 pm
Filed under: GALLERIA ROMA
galleriaRoma
piazza San Giuseppe 2
Siracusa
La galleria Roma prosegue il programma espositivo con la mostra personale di Marina Giuffrida- presentazione critica di Melinda Miceli Inaugurazione Sabato 22 ottobre, ore 18,30
Scrive Melinda Miceli nella presentazione:Analizzando le opere di Marina Giuffrida ci si può inoltrare con immensa curiosità nell’ “avventura della conoscenza” onirica e figurativa di una realtà interiore complessa e multiversa nella quale soggetti diversi traspongono sfaccettature ampie di pensiero dove trova spazio il nulla ed il tutto e dove la pennellata strutturata e consapevole si alterna al quasi annullamento del segno e del colore.Tentativi di rappresentazione di un reale che sconfinano nell’immaginario, in dipinti quelli della Giuffrida che dal figurativo moderno o figurativismo risentono di influenze della Metafisica dove la massima importanza è attribuita al sogno, all’onirico, alla dimensione dell’interiorità dell’uomo e di influenze dell’arte concettuale dove l’essenza dell’arte consiste invece nell’idea, nel concetto che precede e conforma l’opera.Il percorso dell’idea, la riflessione teorica e filosofica, la precisazione e presentazione del processo di formazione del pensiero, l’azione linguistica, vengono a volte posti in primo piano rispetto al risultato materiale di tale azione che viene considerato come pura esemplificazione fisica del linguaggio.Nel figurativo la ricerca spontanea di soluzioni alternative si manifesta in più direzioni prevalentemente nel segno della libertà e della sperimentazione del nuovo, svincolata da qualsiasi ancoraggio a principi precostituiti di autorità culturale o etica. La ricerca è condotta a rifondare la comprensione della realtà partendo dalla demistificazione di tutte le pratiche rappresentative e dando campo libero al pensiero per indagare l’essenza delle cose e delle relazioni tra esse. La delicatezza del tratto e del colore nei dipinti della Giuffrida approda a esiti creativi anche simbolici dove i soggetti dipinti si prestano a interpretazioni inconsce che si rivelano però contemplative, legate a fattori fortemente culturali, con precisi legami con la tradizione dell’arte classica dove si può ravvisare la plasticità dei corpi e la simmetria dell’ordito concettuale che risente delle influenze storiche dell’arte greco-romana. L’uomo come lottatore terrestre, la donna come feritrice di fertilità ed essere divino insieme al fuoco ed alla natura costituiscono l’universo della Giuffrida, un universo da cui si dipanano pensieri stoici di dolore e di trascendenza insieme. A tratti elementi di surrealismo suggeriscono la volontà di saldare la realtà storica con quella onirica, allo scopo di liberare tutte le potenzialità espressive della natura umana.L’acqua come arcano femminile e’ rappresentato in svariate forme: come mare,come lago sereno, come cascata, come onda, infine come vortice creativo dal quale riappare il femminile astratto, quasi come divinità di un pensiero che con immensa forza e distacco presiede alla creazione del maschile e del femminile stesso.Nel concettuale l’acqua diventa quasi terra azzurra, formata da onde impetuose da cui “sgorga” l’albero quasi a voler indicare una fusione della terra e dell’acqua in un tutt’uno che crea la materia e la matrice concettuale di questo irrevocabile tutt’uno è sempre solo la donna il cui sguardo e’ sicuro, ma nascosto dal distacco. La prevalenza dell’indaco, il maschile sacro, come sfondo e come soggetto spalmato e’ strabordante, a indicare quasi la sacralità concettuale del momento e del soggetto fissato in uno spazio temporale indefinito e arcano dove solo la pennellata rossa può restituire il soggetto alla sua carnalità,alla dimensione terrestre, ma sempre con una certa distanza quasi da osservatore e non da attore del dipinto stesso, il cui centro emozionale rimane quasi segreto a indicare la complessità dell’universo.La coerenza e il rigore di tale atteggiamento sfocia in distanza dai tradizionali mezzi espressivi. Elemento di vicinanza al concettuale di questo microcosmo pittorico è infatti la poetica dell’enigma che pervade i dipinti, ossia del fenomeno non spiegabile con i soli mezzi della ragione,ma con leggi ultrafisiche della realtà che trascendono la logica ordinaria. Ed abbandonando spesso la rappresentazione mimetica del mondo esterno la Giuffrida trova le sue ragioni nella riflessione sulle specificità della ricerca formale e della percezione visiva che coglie però l’ordito diafano dell’esistenza con coloriture di sottile ironia.C’è un tentativo di rielaborazione in chiave creativa del pensiero psicoanalitico, determinante nel suo compito di liberazione e svelamento delle forze dell’inconscio, dei tabù e delle costrizioni che la coscienza troppo rigida impone alla personalità soprattutto nella sfera sessuale, dei veri aspetti dell’esistenza umana, per dare vita all’immediata trasposizione della fantasia sulla mano che guida il realizzarsi di queste opere d’arte. Quest’innovazione si manifesta anche nel paesaggio e nella natura morta che lascia intravvedere da una finestra il cielo, soggetto che sembra quasi schiacciare il dipinto,un cielo la cui forza ed intensità contrasta nettamente con la delicatezza cromatica del prato e che sembra piombare su di esso come ineluttabile volontà divina manifestandosi con bagliori cromatici che crea uno stacco tra i due livelli ma al contempo li unisce in un unico destino e ordito emozionale.

Organizzazione e Direzione Artistica: Corrado Brancato
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Melinda Miceli presenta Marina Giuffrida
24 ottobre 2011, 4:50 pm
Filed under: GALLERIA ROMA
galleriaRoma
piazza San Giuseppe 2
Siracusa
La galleria Roma prosegue il programma espositivo con la mostra personale di Marina Giuffrida- presentazione critica di Melinda Miceli Inaugurazione Sabato 22 ottobre, ore 18,30
Scrive Melinda Miceli nella presentazione:Analizzando le opere di Marina Giuffrida ci si può inoltrare con immensa curiosità nell’ “avventura della conoscenza” onirica e figurativa di una realtà interiore complessa e multiversa nella quale soggetti diversi traspongono sfaccettature ampie di pensiero dove trova spazio il nulla ed il tutto e dove la pennellata strutturata e consapevole si alterna al quasi annullamento del segno e del colore.Tentativi di rappresentazione di un reale che sconfinano nell’immaginario, in dipinti quelli della Giuffrida che dal figurativo moderno o figurativismo risentono di influenze della Metafisica dove la massima importanza è attribuita al sogno, all’onirico, alla dimensione dell’interiorità dell’uomo e di influenze dell’arte concettuale dove l’essenza dell’arte consiste invece nell’idea, nel concetto che precede e conforma l’opera.Il percorso dell’idea, la riflessione teorica e filosofica, la precisazione e presentazione del processo di formazione del pensiero, l’azione linguistica, vengono a volte posti in primo piano rispetto al risultato materiale di tale azione che viene considerato come pura esemplificazione fisica del linguaggio.Nel figurativo la ricerca spontanea di soluzioni alternative si manifesta in più direzioni prevalentemente nel segno della libertà e della sperimentazione del nuovo, svincolata da qualsiasi ancoraggio a principi precostituiti di autorità culturale o etica. La ricerca è condotta a rifondare la comprensione della realtà partendo dalla demistificazione di tutte le pratiche rappresentative e dando campo libero al pensiero per indagare l’essenza delle cose e delle relazioni tra esse. La delicatezza del tratto e del colore nei dipinti della Giuffrida approda a esiti creativi anche simbolici dove i soggetti dipinti si prestano a interpretazioni inconsce che si rivelano però contemplative, legate a fattori fortemente culturali, con precisi legami con la tradizione dell’arte classica dove si può ravvisare la plasticità dei corpi e la simmetria dell’ordito concettuale che risente delle influenze storiche dell’arte greco-romana. L’uomo come lottatore terrestre, la donna come feritrice di fertilità ed essere divino insieme al fuoco ed alla natura costituiscono l’universo della Giuffrida, un universo da cui si dipanano pensieri stoici di dolore e di trascendenza insieme. A tratti elementi di surrealismo suggeriscono la volontà di saldare la realtà storica con quella onirica, allo scopo di liberare tutte le potenzialità espressive della natura umana.L’acqua come arcano femminile e’ rappresentato in svariate forme: come mare,come lago sereno, come cascata, come onda, infine come vortice creativo dal quale riappare il femminile astratto, quasi come divinità di un pensiero che con immensa forza e distacco presiede alla creazione del maschile e del femminile stesso.Nel concettuale l’acqua diventa quasi terra azzurra, formata da onde impetuose da cui “sgorga” l’albero quasi a voler indicare una fusione della terra e dell’acqua in un tutt’uno che crea la materia e la matrice concettuale di questo irrevocabile tutt’uno è sempre solo la donna il cui sguardo e’ sicuro, ma nascosto dal distacco. La prevalenza dell’indaco, il maschile sacro, come sfondo e come soggetto spalmato e’ strabordante, a indicare quasi la sacralità concettuale del momento e del soggetto fissato in uno spazio temporale indefinito e arcano dove solo la pennellata rossa può restituire il soggetto alla sua carnalità,alla dimensione terrestre, ma sempre con una certa distanza quasi da osservatore e non da attore del dipinto stesso, il cui centro emozionale rimane quasi segreto a indicare la complessità dell’universo.La coerenza e il rigore di tale atteggiamento sfocia in distanza dai tradizionali mezzi espressivi. Elemento di vicinanza al concettuale di questo microcosmo pittorico è infatti la poetica dell’enigma che pervade i dipinti, ossia del fenomeno non spiegabile con i soli mezzi della ragione,ma con leggi ultrafisiche della realtà che trascendono la logica ordinaria. Ed abbandonando spesso la rappresentazione mimetica del mondo esterno la Giuffrida trova le sue ragioni nella riflessione sulle specificità della ricerca formale e della percezione visiva che coglie però l’ordito diafano dell’esistenza con coloriture di sottile ironia.C’è un tentativo di rielaborazione in chiave creativa del pensiero psicoanalitico, determinante nel suo compito di liberazione e svelamento delle forze dell’inconscio, dei tabù e delle costrizioni che la coscienza troppo rigida impone alla personalità soprattutto nella sfera sessuale, dei veri aspetti dell’esistenza umana, per dare vita all’immediata trasposizione della fantasia sulla mano che guida il realizzarsi di queste opere d’arte. Quest’innovazione si manifesta anche nel paesaggio e nella natura morta che lascia intravvedere da una finestra il cielo, soggetto che sembra quasi schiacciare il dipinto,un cielo la cui forza ed intensità contrasta nettamente con la delicatezza cromatica del prato e che sembra piombare su di esso come ineluttabile volontà divina manifestandosi con bagliori cromatici che crea uno stacco tra i due livelli ma al contempo li unisce in un unico destino e ordito emozionale.

Organizzazione e Direzione Artistica: Corrado Brancato
Addetto Stampa:Amedeo Nicotra

Ingresso Libero

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AUTOSTIMA A SIRACUSA
30 settembre 2011, 2:00 pm
Filed under: I giovedì di Galleria Roma

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa

Autostima a Siracusa

Un incontro alla “Galleria Roma” con l’Università “Brahma Kumaris”

Riscoprire come apprezzare se stessi, calibrare meglio le proprie scelte per trarre più soddisfazione dal proprio percorso, relazionarsi sempre meglio sulla base del mio valore e di quello degli altri.

Il 1° Ottobre 2011, alle ore 18.30, la Galleria Roma ospiterà l’Università Spirituale Mondiale Brahma Kumaris, un’Organizzazione non Governativa, con statuto generale di organismo consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e presso l’UNICEF. Il suo intento è quello di promuovere un cambiamento positivo attraverso la riscoperta dei valori morali e spirituali e delle qualità insite in ciascun individuo. (www.bkwsu.org/italy).

L’incontro sarà condotto da Antonella Ferrari, insegnante dell’Università da più di 20 anni. La sua esperienza maturata sul territorio italiano ed internazionale, riesce facilmente a guidare il pubblico verso una visione più chiara e semplice della tematica affrontata.

In questo caso si esplorerà l’Autostima, un argomento caro un po’ a tutti in questi tempi che mettono a dura prova il nostro animo, le scelte che sentiamo essere veramente giuste per la nostra crescita e la salvaguardia dei rapporti interpersonali. In tempi come quelli attuali, i valori fondamentali “gridano” per essere apprezzati nuovamente e messi in pratica e, dal momento in cui iniziamo a sperimentare e riconoscere aspetti genuini di noi stessi, nasce una nuova stima della nostra persona.

Iniziamo a prendere le cose con più calma e accettazione, capendo che ciò che accade ha un significato, e ciò non significa essere passivi. Avere fiducia in se stessi diventa effettivamente possibile quando ristabilisco un contatto con la mia identità, quando faccio attenzione a non commettere quel tipo di sbagli che mi portano al continuo pentirmi, perdendo così stima di me stesso.

Antonella Ferrari ci guiderà attraverso condivisioni, esperienze di meditazione guidata e riflessioni mirate sull’argomento.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

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AUTOSTIMA A SIRACUSA
30 settembre 2011, 1:59 pm
Filed under: I giovedì della Galleria

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa

Autostima a Siracusa

Un incontro alla “Galleria Roma” con l’Università “Brahma Kumaris”

Riscoprire come apprezzare se stessi, calibrare meglio le proprie scelte per trarre più soddisfazione dal proprio percorso, relazionarsi sempre meglio sulla base del mio valore e di quello degli altri.

Il 1° Ottobre 2011, alle ore 18.30, la Galleria Roma ospiterà l’Università Spirituale Mondiale Brahma Kumaris, un’Organizzazione non Governativa, con statuto generale di organismo consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e presso l’UNICEF. Il suo intento è quello di promuovere un cambiamento positivo attraverso la riscoperta dei valori morali e spirituali e delle qualità insite in ciascun individuo. (www.bkwsu.org/italy).

L’incontro sarà condotto da Antonella Ferrari, insegnante dell’Università da più di 20 anni. La sua esperienza maturata sul territorio italiano ed internazionale, riesce facilmente a guidare il pubblico verso una visione più chiara e semplice della tematica affrontata.

In questo caso si esplorerà l’Autostima, un argomento caro un po’ a tutti in questi tempi che mettono a dura prova il nostro animo, le scelte che sentiamo essere veramente giuste per la nostra crescita e la salvaguardia dei rapporti interpersonali. In tempi come quelli attuali, i valori fondamentali “gridano” per essere apprezzati nuovamente e messi in pratica e, dal momento in cui iniziamo a sperimentare e riconoscere aspetti genuini di noi stessi, nasce una nuova stima della nostra persona.

Iniziamo a prendere le cose con più calma e accettazione, capendo che ciò che accade ha un significato, e ciò non significa essere passivi. Avere fiducia in se stessi diventa effettivamente possibile quando ristabilisco un contatto con la mia identità, quando faccio attenzione a non commettere quel tipo di sbagli che mi portano al continuo pentirmi, perdendo così stima di me stesso.

Antonella Ferrari ci guiderà attraverso condivisioni, esperienze di meditazione guidata e riflessioni mirate sull’argomento.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero

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AUTOSTIMA A SIRACUSA
30 settembre 2011, 1:59 pm
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piazza San Giuseppe 1/2/3
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Autostima a Siracusa

Un incontro alla “Galleria Roma” con l’Università “Brahma Kumaris”

Riscoprire come apprezzare se stessi, calibrare meglio le proprie scelte per trarre più soddisfazione dal proprio percorso, relazionarsi sempre meglio sulla base del mio valore e di quello degli altri.

Il 1° Ottobre 2011, alle ore 18.30, la Galleria Roma ospiterà l’Università Spirituale Mondiale Brahma Kumaris, un’Organizzazione non Governativa, con statuto generale di organismo consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e presso l’UNICEF. Il suo intento è quello di promuovere un cambiamento positivo attraverso la riscoperta dei valori morali e spirituali e delle qualità insite in ciascun individuo. (www.bkwsu.org/italy).

L’incontro sarà condotto da Antonella Ferrari, insegnante dell’Università da più di 20 anni. La sua esperienza maturata sul territorio italiano ed internazionale, riesce facilmente a guidare il pubblico verso una visione più chiara e semplice della tematica affrontata.

In questo caso si esplorerà l’Autostima, un argomento caro un po’ a tutti in questi tempi che mettono a dura prova il nostro animo, le scelte che sentiamo essere veramente giuste per la nostra crescita e la salvaguardia dei rapporti interpersonali. In tempi come quelli attuali, i valori fondamentali “gridano” per essere apprezzati nuovamente e messi in pratica e, dal momento in cui iniziamo a sperimentare e riconoscere aspetti genuini di noi stessi, nasce una nuova stima della nostra persona.

Iniziamo a prendere le cose con più calma e accettazione, capendo che ciò che accade ha un significato, e ciò non significa essere passivi. Avere fiducia in se stessi diventa effettivamente possibile quando ristabilisco un contatto con la mia identità, quando faccio attenzione a non commettere quel tipo di sbagli che mi portano al continuo pentirmi, perdendo così stima di me stesso.

Antonella Ferrari ci guiderà attraverso condivisioni, esperienze di meditazione guidata e riflessioni mirate sull’argomento.

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AUTOSTIMA A SIRACUSA
30 settembre 2011, 1:57 pm
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Il 1° Ottobre 2011, alle ore 18.30, la Galleria Roma ospiterà l’Università Spirituale Mondiale Brahma Kumaris, un’Organizzazione non Governativa, con statuto generale di organismo consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e presso l’UNICEF. Il suo intento è quello di promuovere un cambiamento positivo attraverso la riscoperta dei valori morali e spirituali e delle qualità insite in ciascun individuo. (www.bkwsu.org/italy).

L’incontro sarà condotto da Antonella Ferrari, insegnante dell’Università da più di 20 anni. La sua esperienza maturata sul territorio italiano ed internazionale, riesce facilmente a guidare il pubblico verso una visione più chiara e semplice della tematica affrontata.

In questo caso si esplorerà l’Autostima, un argomento caro un po’ a tutti in questi tempi che mettono a dura prova il nostro animo, le scelte che sentiamo essere veramente giuste per la nostra crescita e la salvaguardia dei rapporti interpersonali. In tempi come quelli attuali, i valori fondamentali “gridano” per essere apprezzati nuovamente e messi in pratica e, dal momento in cui iniziamo a sperimentare e riconoscere aspetti genuini di noi stessi, nasce una nuova stima della nostra persona.

Iniziamo a prendere le cose con più calma e accettazione, capendo che ciò che accade ha un significato, e ciò non significa essere passivi. Avere fiducia in se stessi diventa effettivamente possibile quando ristabilisco un contatto con la mia identità, quando faccio attenzione a non commettere quel tipo di sbagli che mi portano al continuo pentirmi, perdendo così stima di me stesso.

Antonella Ferrari ci guiderà attraverso condivisioni, esperienze di meditazione guidata e riflessioni mirate sull’argomento.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato

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Pinocchio esce dalla sua fiaba
25 settembre 2011, 9:17 pm
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galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3

Giovedì 29 settembre 2011 presso la Galleria Roma, Piazza S. Giuseppe , Siracusa alle ore 18,30 presentazione del volume di Euridice Zàccari Pinocchio esce dalla sua fiaba Relatrice: Giovanna Strano, preside dell’Istituto “Filippo Iuvara”.
Saranno presenti l’Autrice Euridice Zàccari e l’Editore Carlo Morrone

Una fiaba in cui Pinocchio, il burattino di collodiana memoria, è subito trasformato in un bambino che, orfano del suo Geppetto, deve crescere senza una guida. Il protagonista crede che quelli fatti di carne e ossa sono tutti buoni, mentre i cattivi rimangono burattini di legno fin quando non diventano buoni. Con queste convinzioni Pinocchio si affaccia alla vita andando incontro a singolari avventure che gli permetteranno di maturare e di superare le difficoltà in mezzo a momenti lieti, trascorsi insieme ai suoi nuovi amici e conoscenti. Un Pinocchio rivisitato che a fatica tiene a memoria le lezioni che la vita gli offre giorno per giorno, fin quando avviene il miracolo: da ragazzo insensato e senza giudizio si trasforma in persona responsabile decidendo di allontanarsi dalle cattive amicizie che lo stavano trascinando per una strada senza ritorno. Questo libro è il dono che una nonna ha scritto per il suo nipotino, ma che si addice a tutti quei nipotini che non hanno una nonna scrittrice.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato e DiapasonStudio

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero

Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com

www.galleriaroma.it



Pinocchio esce dalla sua fiaba
25 settembre 2011, 9:16 pm
Filed under: I giovedì della Galleria

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3

Giovedì 29 settembre 2011 presso la Galleria Roma, Piazza S. Giuseppe , Siracusa alle ore 18,30 presentazione del volume di Euridice Zàccari Pinocchio esce dalla sua fiaba Relatrice: Giovanna Strano, preside dell’Istituto “Filippo Iuvara”.
Saranno presenti l’Autrice Euridice Zàccari e l’Editore Carlo Morrone

Una fiaba in cui Pinocchio, il burattino di collodiana memoria, è subito trasformato in un bambino che, orfano del suo Geppetto, deve crescere senza una guida. Il protagonista crede che quelli fatti di carne e ossa sono tutti buoni, mentre i cattivi rimangono burattini di legno fin quando non diventano buoni. Con queste convinzioni Pinocchio si affaccia alla vita andando incontro a singolari avventure che gli permetteranno di maturare e di superare le difficoltà in mezzo a momenti lieti, trascorsi insieme ai suoi nuovi amici e conoscenti. Un Pinocchio rivisitato che a fatica tiene a memoria le lezioni che la vita gli offre giorno per giorno, fin quando avviene il miracolo: da ragazzo insensato e senza giudizio si trasforma in persona responsabile decidendo di allontanarsi dalle cattive amicizie che lo stavano trascinando per una strada senza ritorno. Questo libro è il dono che una nonna ha scritto per il suo nipotino, ma che si addice a tutti quei nipotini che non hanno una nonna scrittrice.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato e DiapasonStudio

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero

Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
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Pinocchio esce dalla sua fiaba
25 settembre 2011, 9:15 pm
Filed under: I giovedì della Galleria

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piazza San Giuseppe 1/2/3

Giovedì 29 settembre 2011 presso la Galleria Roma, Piazza S. Giuseppe , Siracusa alle ore 18,30 presentazione del volume di Euridice Zàccari Pinocchio esce dalla sua fiaba Relatrice: Giovanna Strano, preside dell’Istituto “Filippo Iuvara”.
Saranno presenti l’Autrice Euridice Zàccari e l’Editore Carlo Morrone

Una fiaba in cui Pinocchio, il burattino di collodiana memoria, è subito trasformato in un bambino che, orfano del suo Geppetto, deve crescere senza una guida. Il protagonista crede che quelli fatti di carne e ossa sono tutti buoni, mentre i cattivi rimangono burattini di legno fin quando non diventano buoni. Con queste convinzioni Pinocchio si affaccia alla vita andando incontro a singolari avventure che gli permetteranno di maturare e di superare le difficoltà in mezzo a momenti lieti, trascorsi insieme ai suoi nuovi amici e conoscenti. Un Pinocchio rivisitato che a fatica tiene a memoria le lezioni che la vita gli offre giorno per giorno, fin quando avviene il miracolo: da ragazzo insensato e senza giudizio si trasforma in persona responsabile decidendo di allontanarsi dalle cattive amicizie che lo stavano trascinando per una strada senza ritorno. Questo libro è il dono che una nonna ha scritto per il suo nipotino, ma che si addice a tutti quei nipotini che non hanno una nonna scrittrice.

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Pinocchio esce dalla sua fiaba
25 settembre 2011, 9:15 pm
Filed under: I giovedì della Galleria

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piazza San Giuseppe 1/2/3

Giovedì 29 settembre 2011 presso la Galleria Roma, Piazza S. Giuseppe , Siracusa alle ore 18,30 presentazione del volume di Euridice Zàccari Pinocchio esce dalla sua fiaba Relatrice: Giovanna Strano, preside dell’Istituto “Filippo Iuvara”.
Saranno presenti l’Autrice Euridice Zàccari e l’Editore Carlo Morrone

Una fiaba in cui Pinocchio, il burattino di collodiana memoria, è subito trasformato in un bambino che, orfano del suo Geppetto, deve crescere senza una guida. Il protagonista crede che quelli fatti di carne e ossa sono tutti buoni, mentre i cattivi rimangono burattini di legno fin quando non diventano buoni. Con queste convinzioni Pinocchio si affaccia alla vita andando incontro a singolari avventure che gli permetteranno di maturare e di superare le difficoltà in mezzo a momenti lieti, trascorsi insieme ai suoi nuovi amici e conoscenti. Un Pinocchio rivisitato che a fatica tiene a memoria le lezioni che la vita gli offre giorno per giorno, fin quando avviene il miracolo: da ragazzo insensato e senza giudizio si trasforma in persona responsabile decidendo di allontanarsi dalle cattive amicizie che lo stavano trascinando per una strada senza ritorno. Questo libro è il dono che una nonna ha scritto per il suo nipotino, ma che si addice a tutti quei nipotini che non hanno una nonna scrittrice.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato e DiapasonStudio

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Pinocchio esce dalla sua fiaba
25 settembre 2011, 9:15 pm
Filed under: I Giovedì della Galleria Roma

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Giovedì 29 settembre 2011 presso la Galleria Roma, Piazza S. Giuseppe , Siracusa alle ore 18,30 presentazione del volume di Euridice Zàccari Pinocchio esce dalla sua fiaba Relatrice: Giovanna Strano, preside dell’Istituto “Filippo Iuvara”.
Saranno presenti l’Autrice Euridice Zàccari e l’Editore Carlo Morrone

Una fiaba in cui Pinocchio, il burattino di collodiana memoria, è subito trasformato in un bambino che, orfano del suo Geppetto, deve crescere senza una guida. Il protagonista crede che quelli fatti di carne e ossa sono tutti buoni, mentre i cattivi rimangono burattini di legno fin quando non diventano buoni. Con queste convinzioni Pinocchio si affaccia alla vita andando incontro a singolari avventure che gli permetteranno di maturare e di superare le difficoltà in mezzo a momenti lieti, trascorsi insieme ai suoi nuovi amici e conoscenti. Un Pinocchio rivisitato che a fatica tiene a memoria le lezioni che la vita gli offre giorno per giorno, fin quando avviene il miracolo: da ragazzo insensato e senza giudizio si trasforma in persona responsabile decidendo di allontanarsi dalle cattive amicizie che lo stavano trascinando per una strada senza ritorno. Questo libro è il dono che una nonna ha scritto per il suo nipotino, ma che si addice a tutti quei nipotini che non hanno una nonna scrittrice.

Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato e DiapasonStudio

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23 settembre 2011, 1:47 pm
Filed under: GALLERIA ROMA



M
22 settembre 2011, 5:48 am
Filed under: Eventi nella Galleria

galleriaRoma
piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
Sabato 24 settembre alle ore 18,30 Mariateresa Asaro presenta la mostra di pittura ” MOULIN ROUGE” di Tania Triolo

VIBRAZIONI SENSORIALI IN UNA VOLUTTUOSA RICERCATEZZA FORMALE

L’arte di Tania Triolo è pittura creata da una donna a rappresentazione e celebrazione della figura femminile, del suo fascino e della sua sensualità. Siamo dinnanzi alla rappresentazione di “donna eccessiva”, connubio di bellezza e perversione da cui promana una costruzione d’immagine del protagonismo femminile teso ad affermare il modello “divorante” della donna-virago, che però prefigura una nuova forma di soggettività. La Triolo appare infatti muoversi in un abito mentale volto a recepire una realizzazione estetica secondo le suggestioni dannunziane costruite attorno al lirismo narcisistico dell’artista, alla ricerca di un erotismo ostentato nella sua concreta materialità edonistica che pare irridere sarcasticamente a scontate istanze moralistiche. E oggetto della mostra della pittrice è la rappresentazione del Burlesque, antica forma di spettacolo nata nella seconda metà dell’800 nell’Inghilterra vittoriana: protagonista è la donna, la sua femminilità e il suo corpo, esibito come “soggetto” artistico e non come oggetto, in un connubio perfetto di arte, esibizione, seduzione, teatralità. Si percepisce allora la volontà della pittrice di porgere al fruitore suggestioni che provengono dall’osservazione di un universo permeato da un erotismo intrinsecamente femminile, reso dalla “cerebrale”, immediata corposità e sensualità dei soggetti raffigurati, perché, scrisse la celebre Anaïs Nin, “l’erotismo è una delle basi di conoscenza di sé, tanto indispensabile quanto la poesia”.

Maria Teresa Asaro

Organizzazione e Direzione Artistica: Corrado Brancato

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MOULIN ROUGE
22 settembre 2011, 5:48 am
Filed under: Eventi Presso la Galleria Roma - Siracusa

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piazza San Giuseppe 1/2/3
Siracusa
Sabato 24 settembre alle ore 18,30 Mariateresa Asaro presenta la mostra di pittura ” MOULIN ROUGE” di Tania Triolo

VIBRAZIONI SENSORIALI IN UNA VOLUTTUOSA RICERCATEZZA FORMALE

L’arte di Tania Triolo è pittura creata da una donna a rappresentazione e celebrazione della figura femminile, del suo fascino e della sua sensualità. Siamo dinnanzi alla rappresentazione di “donna eccessiva”, connubio di bellezza e perversione da cui promana una costruzione d’immagine del protagonismo femminile teso ad affermare il modello “divorante” della donna-virago, che però prefigura una nuova forma di soggettività. La Triolo appare infatti muoversi in un abito mentale volto a recepire una realizzazione estetica secondo le suggestioni dannunziane costruite attorno al lirismo narcisistico dell’artista, alla ricerca di un erotismo ostentato nella sua concreta materialità edonistica che pare irridere sarcasticamente a scontate istanze moralistiche. E oggetto della mostra della pittrice è la rappresentazione del Burlesque, antica forma di spettacolo nata nella seconda metà dell’800 nell’Inghilterra vittoriana: protagonista è la donna, la sua femminilità e il suo corpo, esibito come “soggetto” artistico e non come oggetto, in un connubio perfetto di arte, esibizione, seduzione, teatralità. Si percepisce allora la volontà della pittrice di porgere al fruitore suggestioni che provengono dall’osservazione di un universo permeato da un erotismo intrinsecamente femminile, reso dalla “cerebrale”, immediata corposità e sensualità dei soggetti raffigurati, perché, scrisse la celebre Anaïs Nin, “l’erotismo è una delle basi di conoscenza di sé, tanto indispensabile quanto la poesia”.

Maria Teresa Asaro

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M
22 settembre 2011, 5:48 am
Filed under: Eventi

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Siracusa
Sabato 24 settembre alle ore 18,30 Mariateresa Asaro presenta la mostra di pittura ” MOULIN ROUGE” di Tania Triolo

VIBRAZIONI SENSORIALI IN UNA VOLUTTUOSA RICERCATEZZA FORMALE

L’arte di Tania Triolo è pittura creata da una donna a rappresentazione e celebrazione della figura femminile, del suo fascino e della sua sensualità. Siamo dinnanzi alla rappresentazione di “donna eccessiva”, connubio di bellezza e perversione da cui promana una costruzione d’immagine del protagonismo femminile teso ad affermare il modello “divorante” della donna-virago, che però prefigura una nuova forma di soggettività. La Triolo appare infatti muoversi in un abito mentale volto a recepire una realizzazione estetica secondo le suggestioni dannunziane costruite attorno al lirismo narcisistico dell’artista, alla ricerca di un erotismo ostentato nella sua concreta materialità edonistica che pare irridere sarcasticamente a scontate istanze moralistiche. E oggetto della mostra della pittrice è la rappresentazione del Burlesque, antica forma di spettacolo nata nella seconda metà dell’800 nell’Inghilterra vittoriana: protagonista è la donna, la sua femminilità e il suo corpo, esibito come “soggetto” artistico e non come oggetto, in un connubio perfetto di arte, esibizione, seduzione, teatralità. Si percepisce allora la volontà della pittrice di porgere al fruitore suggestioni che provengono dall’osservazione di un universo permeato da un erotismo intrinsecamente femminile, reso dalla “cerebrale”, immediata corposità e sensualità dei soggetti raffigurati, perché, scrisse la celebre Anaïs Nin, “l’erotismo è una delle basi di conoscenza di sé, tanto indispensabile quanto la poesia”.

Maria Teresa Asaro

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