Archiviato in: PARTITO UDC
Dopo parecchi mesi di latitanza nei miei confronti ho dovuto leggere i giornali per ben due volte per apprendere di essere stato gratificato con due medaglie.
La prima nominandomi componente del comitato comunale del partito a Siracusa e la seconda con la nomina a responsabile dell’ufficio provinciale della formazione e problemi del lavoro.
Il fatto è che non ho mai chiesto nè l’una nè l’altra, non sono mai stato contattato per esprimere la mia opinione, non mi è stato comunicato direttamente.
Riconfermo che non mi interessa fare parte di un organismo comunale che è destinato a non contare niente e che l’incarico provinciale non mi serve per scriverlo nei bigliettini da visita in quanto vi ho sempre scritto solo il mio nome e cognome senza alcun titolo.
Continuo purtroppo a confermare la mia opinione che la gestione dei partiti , spesso anche delle istituzioni, è solo una formalità da adempiere fastidiosamente mentre sono più importanti gli interessi dei pochi e quelli personali di chi crede che i partiti siano sì una famiglia , ma la propria.
La nomina di dirigenti di un settore dovrebbe fare parte di una strategia tesa a concretizzare la ” politica” di quel settore che il partito vuole portare avanti.
Nel caso specifico quale strategia dovrei concretizzare nel campo del lavoro?
Qual è la posizione dell’UDC provinciale rispetto a tale problematica?
Non importa perchè è più importante dare la sensazione che vi sono degli uffici, dei responsabili che confermano una gestione allargata e partecipata del partito anche se i nominati devono comprarsi il giornale per sapere di avere ricevuto tale incarico.
Ma che importa.
Non formalizziamoci per i nostri manovratori i problemi sono altri più urgenti e più pressanti rispetto alle regole della democrazia e della partecipazione.
Quali sono i problemi urgenti e pressanti?
Lo sapremo nei giornali dei prossimi giorni.
Archiviato in: Associazione pachinesi
Venerdì sera si è svolta la serata conviviale dell’ Associazione dei Pachine presso un noto locale cittadino siracusano per la presentazione del libro di Sebastiano Di Lorenzo che, attraverso il racconto della sua vita di girovago per il mondo, ha tratteggiato un quadro crudo e veritiero dell’emigrazione di molti giovani post guerra in terra venezuelana e canadese.
L’esperienza raccontata pone sopratutto l’acccento sull’emigrazione dei pachinesi che a flotte lasciarono la loro terra per cercare fortuna, spesso non trovandola, in terra lontana.
Il libro è stato presentato dal vice presidente dell’Associazione Corrado Di Pietro.
All’incontro ha partecipato anche il presidente del circolo ” Mediterraneo Social Club ” di Toronto ed un nipote dell’autore.
La serata è stata molto apprezzata dai numerosi partecipanti, sia per la rievocazione degli eventi narrati nel libro che per la parte culinaria con i dovuti coplimenti ai gestori del ristorante.
Purtroppo mancavo solo io perchè colpito e messo a letto per alcuni giorni da un forte attacco febbrile.
Archiviato in: pallamano
Ieri pomeriggio è stata disputata, presso il Palazzetto siracusano, la partita che ha visto la Nazionale italiana di pallamano maschile pareggiare con il punteggio di 25 a 25 con quella bosniaca per la qualificazione ai Campionati Europei.
Poco prima della partita, negli studi televisivi di Teleuno Tris, venivo intervistato in qualità di Presidente dell’Handball Club Ortigia, insieme all’allenatore e al nostro Beto.
Se siete curiosi di sapere quali domande ci sono state poste e quali le nostre risposte, sintonizzatevi sul canale dell’emittente, che trasmetterà il programma stasera dopo le 20,00, con replica alle 23,00 e sabato alle 14,30.
Vi aspettiamo.
Archiviato in: Eventi nella Galleria Roma
Galleria Roma
via Maestranza 110
Siracusa
“Segni”
grafica dal 1976 al 1980 di
Salvatore Li Puma
29 Novembre 9 Dicembre
SALVO LI PUMA
Un pittore, un siracusano dell’arte.
Nelle sue opere il possesso del luogo e dell’oggetto, pensiero e osservazione, interazione intellettuale attraverso il simbolo l’allegoria, forme storiche attraversate
e ridefinite da scenari contemporanei
Nelle sue opere possiamo sentire il vissuto dell’artista con il luogo della storia, con lo studio, la sua bottega operante e meditativa. Luogo di creatività, d concentrazione,di elaborazione; traduzione di idee, intuizioni, letture. Scagionare dall’interiorità quel cumulo di energie non sempre spiegabili con la ragione, che spingono alla rappresentazione e alla comunicazione di un credo pienamente coerente e corrispondente con l’azione temporale. Settanta, anni febbrili di incessante ricerca e confronto, di fermenti, di concetti travagliati, risultati pittorici ora sospesi, ora antinomici composizioni piene e vuote, ricerca unitaria del tutto e del nulla. Segni sentiti, segni come traduzione formale di energie. Tratteggi chiaroscurali e lumeggiature nell’asternazione di quel momento magico che vuole andare oltre l’abilità, oltre l’atavica tecnè.
Oggetti che interagiscono con la storia, con il mito, in scenari di ordine metafisico.
Oggetti che nella minuziosa descrizione vogliono evocare, trascendere nei campi del surreale e del simbolico, memoria rifusiva di messaggi comunicati da quella maestria secolare, che ci ha donato porzioni di spiritualità, di poesia ,di armonia.
Oggetti come memoria di figure classiche, coniugazione armonica della pulita plasticità, modellazione anatomica di gesti e posture, e leggiadre pieghe di porporini panneggi che si scontrano con il malessere, il disagio, la precarietà la decostruzione. Assistiamo ad una anastilosi giustappositiva, frammenti persi nel chissadove, parti di strutture mancanti sostenute da elementi scarnificati materici.
Salvatore RAPISARDA
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Siracusa
“Segni”
grafica dal 1976 al 1980 di
Salvatore Li Puma
29 Novembre 9 Dicembre
SALVO LI PUMA
Un pittore, un siracusano dell’arte.
Nelle sue opere il possesso del luogo e dell’oggetto, pensiero e osservazione, interazione intellettuale attraverso il simbolo l’allegoria, forme storiche attraversate
e ridefinite da scenari contemporanei
Nelle sue opere possiamo sentire il vissuto dell’artista con il luogo della storia, con lo studio, la sua bottega operante e meditativa. Luogo di creatività, d concentrazione,di elaborazione; traduzione di idee, intuizioni, letture. Scagionare dall’interiorità quel cumulo di energie non sempre spiegabili con la ragione, che spingono alla rappresentazione e alla comunicazione di un credo pienamente coerente e corrispondente con l’azione temporale. Settanta, anni febbrili di incessante ricerca e confronto, di fermenti, di concetti travagliati, risultati pittorici ora sospesi, ora antinomici composizioni piene e vuote, ricerca unitaria del tutto e del nulla. Segni sentiti, segni come traduzione formale di energie. Tratteggi chiaroscurali e lumeggiature nell’asternazione di quel momento magico che vuole andare oltre l’abilità, oltre l’atavica tecnè.
Oggetti che interagiscono con la storia, con il mito, in scenari di ordine metafisico.
Oggetti che nella minuziosa descrizione vogliono evocare, trascendere nei campi del surreale e del simbolico, memoria rifusiva di messaggi comunicati da quella maestria secolare, che ci ha donato porzioni di spiritualità, di poesia ,di armonia.
Oggetti come memoria di figure classiche, coniugazione armonica della pulita plasticità, modellazione anatomica di gesti e posture, e leggiadre pieghe di porporini panneggi che si scontrano con il malessere, il disagio, la precarietà la decostruzione. Assistiamo ad una anastilosi giustappositiva, frammenti persi nel chissadove, parti di strutture mancanti sostenute da elementi scarnificati materici.
Salvatore RAPISARDA
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Introduzione: vita, opere e formazione
Salvatore Rovella nacque a Palazzolo Acreide il 23 febbraio 1930 dove visse fino all’età di sedici anni, quando si trasferì a Siracusa dove frequentò il liceo classico e in seguito l’istituto nautico.
Ebbe tre figli Aretusa,’ che ha ereditato la vena poetica del padre, Franco e Tiziano.
Nel 1954 viene chiamato ad insegnare alla scuola media di Pozzallo, qui il Rovella costituì “La baracca” in una casetta di legno rossa che divenne luogo di riunione per gli intellettuali, dove venivano dibbattuti diversi argomenti, dalla letteratura alla politica.
Sono questi gli anni della sua intensa attività politica, fu consigliere comunale prima e poi assessore nel partito comunista, con un gruppo di intellettuali di Pozzallo fonda il primo giornale parlato “Ara”, un documento di lotta politica e di satira con il quale si mirava a sfidare lo strapotere politico.
Esso era organizzato a mo di teatro nella piazza del paese dove i vari personaggi recitavano i propri ruoli, lo stesso Rovella recitava dal balcone del comune sonetti in dialetto contro il partito allora al potere .
Danilo Dolci prese da “Ara” lo spunto per la fondazione della prima radio libera.
A Pozzallo pubblica inoltre i primi libri di poesia e precisamente nel 1960 Casi liriche siciliane con il quale ottiene il primo premio provinciale ENEL Ragusa e nel Maggio 1965 Scogghi curaddini.
Dal 1965 cominciò ad insegnare a Siracusa presso la Scuola media “Costanzo”; nel 1970 con Aldo Formosa e con i Cunti della commedia dell’arte fonda il Teatro di Sicilia presso l’antica corte dei Gargallo a Siracusa.
Con loro rappresenta alcune sue Opere teatrali e precisamente: A furtuna è na fìmmina bbedda , A funtana ra rricchizza , U miraculu . Negli stessi anni prende contatto con alcuni intellettuali della provincia di Siracusa e pubblica nel 1971 Incontro cinque poesie siciliane su cinque stampe di G. Orefice e nel 1973 nella terza antologia poetica Dimensioni pubblica Casalino che con nota critica di Mario Sansone vince l’VIII premio nazionale “Lanciano” di poesia dialettale.
Nel 1975 pubblica il testo che ha riscosso maggiore successo di pubblico Come parlavano i Siracusani cento anni fa, di cui è stata fatta recentemente una ristampa da parte della Maura Morrone editore, la stessa casa editrice del periodico “i Siracusani” con il quale Rovella collaborò con suoi articoli.
Nel 1979 pubblica Due poesie secondo la fonetica dei dialetti settentrionali e meridionali della provincia di Siracusa e 77 500 siracusano contributo alla letteratura comune e nazionale risultante delle componenti dialettali.
Nel 1983 pubblica A megghiu parti – 130 sunetti siciliani, il sonetto era d’altra parte il mezzo espressivo da lui preferito.
Nel 1993 pubblica L’onomastica dei cognomi della provincia di Siracusa, negli anni a seguire e precisamente dal 1994 al 1998 vengono pubblicati i suoi quaderni di poesia: Xiumara, Siracusa omerica, La storia ri Vamuri, Te calliste, Ditirammu, Austari, Triali, Azuletu, Amurusanza, Sunetti filici.
Archiviato in: Curriculum

Introduzione: vita, opere e formazione
Salvatore Rovella nacque a Palazzolo Acreide il 23 febbraio 1930 dove visse fino all’età di sedici anni, quando si trasferì a Siracusa dove frequentò il liceo classico e in seguito l’istituto nautico.
Ebbe tre figli Aretusa,’ che ha ereditato la vena poetica del padre, Franco e Tiziano.
Nel 1954 viene chiamato ad insegnare alla scuola media di Pozzallo, qui il Rovella costituì “La baracca” in una casetta di legno rossa che divenne luogo di riunione per gli intellettuali, dove venivano dibbattuti diversi argomenti, dalla letteratura alla politica.
Sono questi gli anni della sua intensa attività politica, fu consigliere comunale prima e poi assessore nel partito comunista, con un gruppo di intellettuali di Pozzallo fonda il primo giornale parlato “Ara”, un documento di lotta politica e di satira con il quale si mirava a sfidare lo strapotere politico.
Esso era organizzato a mo di teatro nella piazza del paese dove i vari personaggi recitavano i propri ruoli, lo stesso Rovella recitava dal balcone del comune sonetti in dialetto contro il partito allora al potere .
Danilo Dolci prese da “Ara” lo spunto per la fondazione della prima radio libera.
A Pozzallo pubblica inoltre i primi libri di poesia e precisamente nel 1960 Casi liriche siciliane con il quale ottiene il primo premio provinciale ENEL Ragusa e nel Maggio 1965 Scogghi curaddini.
Dal 1965 cominciò ad insegnare a Siracusa presso la Scuola media “Costanzo”; nel 1970 con Aldo Formosa e con i Cunti della commedia dell’arte fonda il Teatro di Sicilia presso l’antica corte dei Gargallo a Siracusa.
Con loro rappresenta alcune sue Opere teatrali e precisamente: A furtuna è na fìmmina bbedda , A funtana ra rricchizza , U miraculu . Negli stessi anni prende contatto con alcuni intellettuali della provincia di Siracusa e pubblica nel 1971 Incontro cinque poesie siciliane su cinque stampe di G. Orefice e nel 1973 nella terza antologia poetica Dimensioni pubblica Casalino che con nota critica di Mario Sansone vince l’VIII premio nazionale “Lanciano” di poesia dialettale.
Nel 1975 pubblica il testo che ha riscosso maggiore successo di pubblico Come parlavano i Siracusani cento anni fa, di cui è stata fatta recentemente una ristampa da parte della Maura Morrone editore, la stessa casa editrice del periodico “i Siracusani” con il quale Rovella collaborò con suoi articoli.
Nel 1979 pubblica Due poesie secondo la fonetica dei dialetti settentrionali e meridionali della provincia di Siracusa e 77 500 siracusano contributo alla letteratura comune e nazionale risultante delle componenti dialettali.
Nel 1983 pubblica A megghiu parti – 130 sunetti siciliani, il sonetto era d’altra parte il mezzo espressivo da lui preferito.
Nel 1993 pubblica L’onomastica dei cognomi della provincia di Siracusa, negli anni a seguire e precisamente dal 1994 al 1998 vengono pubblicati i suoi quaderni di poesia: Xiumara, Siracusa omerica, La storia ri Vamuri, Te calliste, Ditirammu, Austari, Triali, Azuletu, Amurusanza, Sunetti filici.
Archiviato in: Pachino
Venerdì 28 novembre alle ore 19 presso il ristorante ” La Fontana ” si terrà l’annunciato incontro dell’Associazione dei Pachinesi per la presentazione del libro di Sebastiano Di Lorenzo :Frammanti di vita. Un pachinese per il mondo. – Storia di un uomo e di una comunità siciliana a Toronto.
Alla serata che sarà presentata da Corrado Di Pietro, parteciperanno il Presidente del Mediterraneo Social Club di Toronto sig. Vella ed il nipote dell’autore Giuseppe Ristuccia.
Archiviato in: I giovedì della Galleria
Galleria Roma
via Maestranza110
Siracusa
LA FOTOGRAFIA DIGITALE
Il nuovo modo di produrre e gestire le immagini
_______________________________________________________________________
Un pomeriggio di conversazione sulla fotografia con Salvatore Zito, per tutti coloro che vogliono cominciare a capire ed operare con la fotografia digitale, a partire dalle nozioni di base di questo nuovo modo di gestire l’immagine fotografica, molto diverso dalla fotografia chimica della quale, comunque, si mantengono i fondamenti della ripresa e del linguaggio.
Verranno evidenziate le principali differenze con l’ormai remoto mondo della fotografia chimica o analogica, se vogliamo, per spaziare dalla nozione di immagine digitale, all’esame dei vari modelli di apparecchi fotografici digitali e quindi ai criteri che possono determinare la scelta per un eventuale acquisto. E ancora si parlerà delle tecniche base del fotoritocco, che vanno dalla regolazione della immagine, al lifting digitale, alla eliminazione degli occhi rossi, al montaggio di sfondi, cieli e quant’altro per giungere ai diversi modi di stampa digitale. Quest’incontro sulla fotografia digitale è rivolto a tutti, unico requisito, la voglia di “smanettare” sulle immagini e, ovviamente, di fare delle belle fotografie.
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LA FOTOGRAFIA DIGITALE
Il nuovo modo di produrre e gestire le immagini
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Un pomeriggio di conversazione sulla fotografia con Salvatore Zito, per tutti coloro che vogliono cominciare a capire ed operare con la fotografia digitale, a partire dalle nozioni di base di questo nuovo modo di gestire l’immagine fotografica, molto diverso dalla fotografia chimica della quale, comunque, si mantengono i fondamenti della ripresa e del linguaggio.
Verranno evidenziate le principali differenze con l’ormai remoto mondo della fotografia chimica o analogica, se vogliamo, per spaziare dalla nozione di immagine digitale, all’esame dei vari modelli di apparecchi fotografici digitali e quindi ai criteri che possono determinare la scelta per un eventuale acquisto. E ancora si parlerà delle tecniche base del fotoritocco, che vanno dalla regolazione della immagine, al lifting digitale, alla eliminazione degli occhi rossi, al montaggio di sfondi, cieli e quant’altro per giungere ai diversi modi di stampa digitale. Quest’incontro sulla fotografia digitale è rivolto a tutti, unico requisito, la voglia di “smanettare” sulle immagini e, ovviamente, di fare delle belle fotografie.
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Un pomeriggio di conversazione sulla fotografia con Salvatore Zito, per tutti coloro che vogliono cominciare a capire ed operare con la fotografia digitale, a partire dalle nozioni di base di questo nuovo modo di gestire l’immagine fotografica, molto diverso dalla fotografia chimica della quale, comunque, si mantengono i fondamenti della ripresa e del linguaggio.
Verranno evidenziate le principali differenze con l’ormai remoto mondo della fotografia chimica o analogica, se vogliamo, per spaziare dalla nozione di immagine digitale, all’esame dei vari modelli di apparecchi fotografici digitali e quindi ai criteri che possono determinare la scelta per un eventuale acquisto. E ancora si parlerà delle tecniche base del fotoritocco, che vanno dalla regolazione della immagine, al lifting digitale, alla eliminazione degli occhi rossi, al montaggio di sfondi, cieli e quant’altro per giungere ai diversi modi di stampa digitale. Quest’incontro sulla fotografia digitale è rivolto a tutti, unico requisito, la voglia di “smanettare” sulle immagini e, ovviamente, di fare delle belle fotografie.
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Verranno evidenziate le principali differenze con l’ormai remoto mondo della fotografia chimica o analogica, se vogliamo, per spaziare dalla nozione di immagine digitale, all’esame dei vari modelli di apparecchi fotografici digitali e quindi ai criteri che possono determinare la scelta per un eventuale acquisto. E ancora si parlerà delle tecniche base del fotoritocco, che vanno dalla regolazione della immagine, al lifting digitale, alla eliminazione degli occhi rossi, al montaggio di sfondi, cieli e quant’altro per giungere ai diversi modi di stampa digitale. Quest’incontro sulla fotografia digitale è rivolto a tutti, unico requisito, la voglia di “smanettare” sulle immagini e, ovviamente, di fare delle belle fotografie.
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Un pomeriggio di conversazione sulla fotografia con Salvatore Zito, per tutti coloro che vogliono cominciare a capire ed operare con la fotografia digitale, a partire dalle nozioni di base di questo nuovo modo di gestire l’immagine fotografica, molto diverso dalla fotografia chimica della quale, comunque, si mantengono i fondamenti della ripresa e del linguaggio.
Verranno evidenziate le principali differenze con l’ormai remoto mondo della fotografia chimica o analogica, se vogliamo, per spaziare dalla nozione di immagine digitale, all’esame dei vari modelli di apparecchi fotografici digitali e quindi ai criteri che possono determinare la scelta per un eventuale acquisto. E ancora si parlerà delle tecniche base del fotoritocco, che vanno dalla regolazione della immagine, al lifting digitale, alla eliminazione degli occhi rossi, al montaggio di sfondi, cieli e quant’altro per giungere ai diversi modi di stampa digitale. Quest’incontro sulla fotografia digitale è rivolto a tutti, unico requisito, la voglia di “smanettare” sulle immagini e, ovviamente, di fare delle belle fotografie.
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Verranno evidenziate le principali differenze con l’ormai remoto mondo della fotografia chimica o analogica, se vogliamo, per spaziare dalla nozione di immagine digitale, all’esame dei vari modelli di apparecchi fotografici digitali e quindi ai criteri che possono determinare la scelta per un eventuale acquisto. E ancora si parlerà delle tecniche base del fotoritocco, che vanno dalla regolazione della immagine, al lifting digitale, alla eliminazione degli occhi rossi, al montaggio di sfondi, cieli e quant’altro per giungere ai diversi modi di stampa digitale. Quest’incontro sulla fotografia digitale è rivolto a tutti, unico requisito, la voglia di “smanettare” sulle immagini e, ovviamente, di fare delle belle fotografie.
Archiviato in: pallamano
Niente ha potuto, sul proprio campo, la Handball Scicli che, nonostante l’impegno profuso si è dovuta arrendere difronte ai forti atleti siracusani.
Se il buon giorno si vede dal mattino allora possiamo pensare che le prossime partite casalinghe infiammeranno i tifosi che accorreranno numerosi al tensiostatico di via Zopiro.
Il prossimo appuntamento per domenica 30 alle ore 18.
Archiviato in: PARTITO UDC
Dallo stesso giornale ho appreso che sono stati nominati anche numerosi responsabili del partito nei vari comuni della provincia.
Nessuno mi ha mai contattato per chiedere la mia disponibilità a tale incarico nè mi risulta che le altre nomine siano state approvate da un organismo di partito.
Non ho nessuna intenzione di accettare un incarico inutile in un comitato che è solo destinato a dimostrare formalmente che esistono gli organismi di partito, ma che nella sostanza vedrà continuare la gestione verticistica e personalistica del partito ove a decidere è solo una persona e mezza e gli altri leggono dai giornali dette decisioni.
Poichè non è il tipo di partito che fa parte del mio bagaglio culturale e contro il quale ho sempre combattuto in difesa della partecipazione, delle scelte condivise e della ricerca del bene comune rispetto agli interessi dei pochi, non posso che dissociarmi totalmente da questi metodi padronali di intendere l’azione politica e la gestione partitica.
Archiviato in: pallamano
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Relazionerà Domenica Bufardeci
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Galleria Roma
via Maestranza 110
per i giovedì della galleria
La Cassetta eburnea dello zodiaco nuova ipotesi di provenienza secondo
Domenica Bufardeci
giovedì 20 novembre
ore 18,30
Siracusa, cuore della civiltà greca, ricca di bellezze classiche, fu protagonista anche della storia bizantina e medievale, sebbene quest’ultimo aspetto sia spesso trascurato e le opere d’arte prodotte in tale ambito poco o affatto valorizzate.
Esempio di ciò è la presenza di un raro oggetto d’arte custodito nel Tesoro del Duomo di cui per secoli si è negato il valore.
Si tratta di un bellissimo cofanetto d’avorio con raffigurazioni scolpite e dipinte dello zodiaco, sul coperchio troncopiramidale, e delle scene che illustrano i dodici mesi dell’anno sul restante corpo ligneo. Sul fondo una scacchiera.
Primo a notare tale opera fu lo storico siracusano Enrico Mauceri, il quale fa un breve accenno in un articolo sulle suppellettili del Duomo di Siracusa del 1907.
Più dettagliata, ma non del tutto completa, è la descrizione dell’illustre Giuseppe Agnello (1958) , il cui impegno nella valorizzazione delle opere d’arte siracusane di varie epoche costituisce una fonte estremamente preziosa per ricercatori e amanti dell’arte.
Recentemente, nel 2000, il cofanetto è stato esposto nella mostra “Pro Mundi Vita” di cui ha curato la scheda di catalogo la dottoressa Marina Russo, analizzando sinteticamente l’opera.
Ognuno degli studiosi appena citati azzarda un’ipotesi di datazione e di provenienza: per il primo la Spagna del XV sec, per il secondo la Penisola italiana della fine del XIV, per la terza la Sicilia.
Nessuno di loro, però, si pone il problema della destinazione d’uso della cassettina, anche se, implicitamente, possiamo dedurre che essa sia stata ritenuta un oggetto di ambito liturgico dal momento che è stata esposta in una mostra di arredi sacri.
Grazie al supporto di nuovi strumenti d’indagine e in seguito al mio lavoro di ricerca, supportato dalle conoscenze e dall’esperienza dell’esimia professoressa Claudia Guastella e della dottoressa Antonella Rapisarda, sono arrivata alla conclusione che esiste una nuova ipotesi, forse più pertinente rispetto alle precedenti.
Da un’attenta analisi iconografica e stilistica possiamo ritenere che si tratti di un’opera di manifattura francese, in particolare della regione delle Fiandre, oppure olandese e attribuirla alla metà circa del XV secolo.
A conferma di ciò propongo il confronto con altre scatole eburnee presenti nel catalogo della studiosa francese Danielle Gaborit-Chopin riguardo gli avori medievali del museo del Louvre, in particolare la numero 262 della Collezione Alexandre-Charles Sauveget, figura numero 254 del suddetto catalogo.
Da questo confronto si evince che la mia ricerca in merito alla datazione ed all’uso della cassetta eburnea del Tesoro del Duomo di Siracusa sia la più verisimile al dato storico.
Siamo quindi in presenza di un prezioso oggetto che meriterebbe maggiore attenzione da parte degli studiosi e maggiore disponibilità da parte delle autorità ecclesiastiche, affinché quest’opera insieme alle altre altrettanto pregiate, facenti parte dello stesso tesoro, vengano offerte all’ammirazione ed alla conoscenza delle persone amanti dell’arte.
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Galleria Roma
via Maestranza 110
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La Cassetta eburnea dello zodiaco nuova ipotesi di provenienza secondo
Domenica Bufardeci
giovedì 20 novembre
ore 18,30
Siracusa, cuore della civiltà greca, ricca di bellezze classiche, fu protagonista anche della storia bizantina e medievale, sebbene quest’ultimo aspetto sia spesso trascurato e le opere d’arte prodotte in tale ambito poco o affatto valorizzate.
Esempio di ciò è la presenza di un raro oggetto d’arte custodito nel Tesoro del Duomo di cui per secoli si è negato il valore.
Si tratta di un bellissimo cofanetto d’avorio con raffigurazioni scolpite e dipinte dello zodiaco, sul coperchio troncopiramidale, e delle scene che illustrano i dodici mesi dell’anno sul restante corpo ligneo. Sul fondo una scacchiera.
Primo a notare tale opera fu lo storico siracusano Enrico Mauceri, il quale fa un breve accenno in un articolo sulle suppellettili del Duomo di Siracusa del 1907.
Più dettagliata, ma non del tutto completa, è la descrizione dell’illustre Giuseppe Agnello (1958) , il cui impegno nella valorizzazione delle opere d’arte siracusane di varie epoche costituisce una fonte estremamente preziosa per ricercatori e amanti dell’arte.
Recentemente, nel 2000, il cofanetto è stato esposto nella mostra “Pro Mundi Vita” di cui ha curato la scheda di catalogo la dottoressa Marina Russo, analizzando sinteticamente l’opera.
Ognuno degli studiosi appena citati azzarda un’ipotesi di datazione e di provenienza: per il primo la Spagna del XV sec, per il secondo la Penisola italiana della fine del XIV, per la terza la Sicilia.
Nessuno di loro, però, si pone il problema della destinazione d’uso della cassettina, anche se, implicitamente, possiamo dedurre che essa sia stata ritenuta un oggetto di ambito liturgico dal momento che è stata esposta in una mostra di arredi sacri.
Grazie al supporto di nuovi strumenti d’indagine e in seguito al mio lavoro di ricerca, supportato dalle conoscenze e dall’esperienza dell’esimia professoressa Claudia Guastella e della dottoressa Antonella Rapisarda, sono arrivata alla conclusione che esiste una nuova ipotesi, forse più pertinente rispetto alle precedenti.
Da un’attenta analisi iconografica e stilistica possiamo ritenere che si tratti di un’opera di manifattura francese, in particolare della regione delle Fiandre, oppure olandese e attribuirla alla metà circa del XV secolo.
A conferma di ciò propongo il confronto con altre scatole eburnee presenti nel catalogo della studiosa francese Danielle Gaborit-Chopin riguardo gli avori medievali del museo del Louvre, in particolare la numero 262 della Collezione Alexandre-Charles Sauveget, figura numero 254 del suddetto catalogo.
Da questo confronto si evince che la mia ricerca in merito alla datazione ed all’uso della cassetta eburnea del Tesoro del Duomo di Siracusa sia la più verisimile al dato storico.
Siamo quindi in presenza di un prezioso oggetto che meriterebbe maggiore attenzione da parte degli studiosi e maggiore disponibilità da parte delle autorità ecclesiastiche, affinché quest’opera insieme alle altre altrettanto pregiate, facenti parte dello stesso tesoro, vengano offerte all’ammirazione ed alla conoscenza delle persone amanti dell’arte.
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La Cassetta eburnea dello zodiaco nuova ipotesi di provenienza secondo
Domenica Bufardeci
giovedì 20 novembre
ore 18,30
Siracusa, cuore della civiltà greca, ricca di bellezze classiche, fu protagonista anche della storia bizantina e medievale, sebbene quest’ultimo aspetto sia spesso trascurato e le opere d’arte prodotte in tale ambito poco o affatto valorizzate.
Esempio di ciò è la presenza di un raro oggetto d’arte custodito nel Tesoro del Duomo di cui per secoli si è negato il valore.
Si tratta di un bellissimo cofanetto d’avorio con raffigurazioni scolpite e dipinte dello zodiaco, sul coperchio troncopiramidale, e delle scene che illustrano i dodici mesi dell’anno sul restante corpo ligneo. Sul fondo una scacchiera.
Primo a notare tale opera fu lo storico siracusano Enrico Mauceri, il quale fa un breve accenno in un articolo sulle suppellettili del Duomo di Siracusa del 1907.
Più dettagliata, ma non del tutto completa, è la descrizione dell’illustre Giuseppe Agnello (1958) , il cui impegno nella valorizzazione delle opere d’arte siracusane di varie epoche costituisce una fonte estremamente preziosa per ricercatori e amanti dell’arte.
Recentemente, nel 2000, il cofanetto è stato esposto nella mostra “Pro Mundi Vita” di cui ha curato la scheda di catalogo la dottoressa Marina Russo, analizzando sinteticamente l’opera.
Ognuno degli studiosi appena citati azzarda un’ipotesi di datazione e di provenienza: per il primo la Spagna del XV sec, per il secondo la Penisola italiana della fine del XIV, per la terza la Sicilia.
Nessuno di loro, però, si pone il problema della destinazione d’uso della cassettina, anche se, implicitamente, possiamo dedurre che essa sia stata ritenuta un oggetto di ambito liturgico dal momento che è stata esposta in una mostra di arredi sacri.
Grazie al supporto di nuovi strumenti d’indagine e in seguito al mio lavoro di ricerca, supportato dalle conoscenze e dall’esperienza dell’esimia professoressa Claudia Guastella e della dottoressa Antonella Rapisarda, sono arrivata alla conclusione che esiste una nuova ipotesi, forse più pertinente rispetto alle precedenti.
Da un’attenta analisi iconografica e stilistica possiamo ritenere che si tratti di un’opera di manifattura francese, in particolare della regione delle Fiandre, oppure olandese e attribuirla alla metà circa del XV secolo.
A conferma di ciò propongo il confronto con altre scatole eburnee presenti nel catalogo della studiosa francese Danielle Gaborit-Chopin riguardo gli avori medievali del museo del Louvre, in particolare la numero 262 della Collezione Alexandre-Charles Sauveget, figura numero 254 del suddetto catalogo.
Da questo confronto si evince che la mia ricerca in merito alla datazione ed all’uso della cassetta eburnea del Tesoro del Duomo di Siracusa sia la più verisimile al dato storico.
Siamo quindi in presenza di un prezioso oggetto che meriterebbe maggiore attenzione da parte degli studiosi e maggiore disponibilità da parte delle autorità ecclesiastiche, affinché quest’opera insieme alle altre altrettanto pregiate, facenti parte dello stesso tesoro, vengano offerte all’ammirazione ed alla conoscenza delle persone amanti dell’arte.
Archiviato in: I giovedì della Galleria
Galleria Roma
via Maestranza 110
per i giovedì della galleria
La Cassetta eburnea dello zodiaco nuova ipotesi di provenienza secondo
Domenica Bufardeci
giovedì 20 novembre ore 18,30
Siracusa, cuore della civiltà greca, ricca di bellezze classiche, fu protagonista anche della storia bizantina e medievale, sebbene quest’ultimo aspetto sia spesso trascurato e le opere d’arte prodotte in tale ambito poco o affatto valorizzate.
Esempio di ciò è la presenza di un raro oggetto d’arte custodito nel Tesoro del Duomo di cui per secoli si è negato il valore.
Si tratta di un bellissimo cofanetto d’avorio con raffigurazioni scolpite e dipinte dello zodiaco, sul coperchio troncopiramidale, e delle scene che illustrano i dodici mesi dell’anno sul restante corpo ligneo. Sul fondo una scacchiera.
Primo a notare tale opera fu lo storico siracusano Enrico Mauceri, il quale fa un breve accenno in un articolo sulle suppellettili del Duomo di Siracusa del 1907.
Più dettagliata, ma non del tutto completa, è la descrizione dell’illustre Giuseppe Agnello (1958) , il cui impegno nella valorizzazione delle opere d’arte siracusane di varie epoche costituisce una fonte estremamente preziosa per ricercatori e amanti dell’arte.
Recentemente, nel 2000, il cofanetto è stato esposto nella mostra “Pro Mundi Vita” di cui ha curato la scheda di catalogo la dottoressa Marina Russo, analizzando sinteticamente l’opera.
Ognuno degli studiosi appena citati azzarda un’ipotesi di datazione e di provenienza: per il primo la Spagna del XV sec, per il secondo la Penisola italiana della fine del XIV, per la terza la Sicilia.
Nessuno di loro, però, si pone il problema della destinazione d’uso della cassettina, anche se, implicitamente, possiamo dedurre che essa sia stata ritenuta un oggetto di ambito liturgico dal momento che è stata esposta in una mostra di arredi sacri.
Grazie al supporto di nuovi strumenti d’indagine e in seguito al mio lavoro di ricerca, supportato dalle conoscenze e dall’esperienza dell’esimia professoressa Claudia Guastella e della dottoressa Antonella Rapisarda, sono arrivata alla conclusione che esiste una nuova ipotesi, forse più pertinente rispetto alle precedenti.
Da un’attenta analisi iconografica e stilistica possiamo ritenere che si tratti di un’opera di manifattura francese, in particolare della regione delle Fiandre, oppure olandese e attribuirla alla metà circa del XV secolo.
A conferma di ciò propongo il confronto con altre scatole eburnee presenti nel catalogo della studiosa francese Danielle Gaborit-Chopin riguardo gli avori medievali del museo del Louvre, in particolare la numero 262 della Collezione Alexandre-Charles Sauveget, figura numero 254 del suddetto catalogo.
Da questo confronto si evince che la mia ricerca in merito alla datazione ed all’uso della cassetta eburnea del Tesoro del Duomo di Siracusa sia la più verisimile al dato storico.
Siamo quindi in presenza di un prezioso oggetto che meriterebbe maggiore attenzione da parte degli studiosi e maggiore disponibilità da parte delle autorità ecclesiastiche, affinché quest’opera insieme alle altre altrettanto pregiate, facenti parte dello stesso tesoro, vengano offerte all’ammirazione ed alla conoscenza delle persone amanti dell’arte.
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Galleria Roma
via Maestranza 110
per i giovedì della galleria
La Cassetta eburnea dello zodiaco nuova ipotesi di provenienza secondo
Domenica Bufardeci
giovedì 20 novembre ore 18,30
Siracusa, cuore della civiltà greca, ricca di bellezze classiche, fu protagonista anche della storia bizantina e medievale, sebbene quest’ultimo aspetto sia spesso trascurato e le opere d’arte prodotte in tale ambito poco o affatto valorizzate.
Esempio di ciò è la presenza di un raro oggetto d’arte custodito nel Tesoro del Duomo di cui per secoli si è negato il valore.
Si tratta di un bellissimo cofanetto d’avorio con raffigurazioni scolpite e dipinte dello zodiaco, sul coperchio troncopiramidale, e delle scene che illustrano i dodici mesi dell’anno sul restante corpo ligneo. Sul fondo una scacchiera.
Primo a notare tale opera fu lo storico siracusano Enrico Mauceri, il quale fa un breve accenno in un articolo sulle suppellettili del Duomo di Siracusa del 1907.
Più dettagliata, ma non del tutto completa, è la descrizione dell’illustre Giuseppe Agnello (1958) , il cui impegno nella valorizzazione delle opere d’arte siracusane di varie epoche costituisce una fonte estremamente preziosa per ricercatori e amanti dell’arte.
Recentemente, nel 2000, il cofanetto è stato esposto nella mostra “Pro Mundi Vita” di cui ha curato la scheda di catalogo la dottoressa Marina Russo, analizzando sinteticamente l’opera.
Ognuno degli studiosi appena citati azzarda un’ipotesi di datazione e di provenienza: per il primo la Spagna del XV sec, per il secondo la Penisola italiana della fine del XIV, per la terza la Sicilia.
Nessuno di loro, però, si pone il problema della destinazione d’uso della cassettina, anche se, implicitamente, possiamo dedurre che essa sia stata ritenuta un oggetto di ambito liturgico dal momento che è stata esposta in una mostra di arredi sacri.
Grazie al supporto di nuovi strumenti d’indagine e in seguito al mio lavoro di ricerca, supportato dalle conoscenze e dall’esperienza dell’esimia professoressa Claudia Guastella e della dottoressa Antonella Rapisarda, sono arrivata alla conclusione che esiste una nuova ipotesi, forse più pertinente rispetto alle precedenti.
Da un’attenta analisi iconografica e stilistica possiamo ritenere che si tratti di un’opera di manifattura francese, in particolare della regione delle Fiandre, oppure olandese e attribuirla alla metà circa del XV secolo.
A conferma di ciò propongo il confronto con altre scatole eburnee presenti nel catalogo della studiosa francese Danielle Gaborit-Chopin riguardo gli avori medievali del museo del Louvre, in particolare la numero 262 della Collezione Alexandre-Charles Sauveget, figura numero 254 del suddetto catalogo.
Da questo confronto si evince che la mia ricerca in merito alla datazione ed all’uso della cassetta eburnea del Tesoro del Duomo di Siracusa sia la più verisimile al dato storico.
Siamo quindi in presenza di un prezioso oggetto che meriterebbe maggiore attenzione da parte degli studiosi e maggiore disponibilità da parte delle autorità ecclesiastiche, affinché quest’opera insieme alle altre altrettanto pregiate, facenti parte dello stesso tesoro, vengano offerte all’ammirazione ed alla conoscenza delle persone amanti dell’arte.
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Archiviato in: comune Siracusa
Sono l’immagine di un solitario abbandono sopratutto dopo gli atti vandalici che si sono verificati a spese di alcune di loro.
L’idea di esporle per cercare di coinvolgere la città nel clima delle rappresentazioni classiche fu, a mio avviso, meritoria e degna di una giusta continuità.
Però adesso alcune di questa statue, che non sono state rimosse, sembrano l’emblema dell’abbandono e non rispondono più all’idea di coinvolgimento della città alla cultura classica, ma molto più prosaicamente alla dimostrazione dell’incuria che purtroppo caratterizza la nostra città.
Sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale intervenisse per ridare più dignità e più senso strategico a questi simboli, anche se taroccati, della nostra storia.
Archiviato in: Associazione pachinesi
Sarà presentato, a cura di Corrado di Pietro, il libro di Sebastiano Di Lorenzo : FRAMMENTI DI VITA – UN PACHINESE PER IL MONDO -. Storia di un uomo e di una comunità siciliana a Toronto.
Introdurrà i lavori il Presidente dell’Associazione Pippo Bufardeci.
Seguirà una cena sociale su prenotazione.
Archiviato in: Pachino
Come se non bastassero le difficoltà di natura politica ed istituzionale ci si mette anche la grave situazione debitoria che fa seriamente rischiare al comune di Pachino il dissesto finanziario.
Siamo sull’orlo del precipizio e la politica continua a ballarci sopra se è vero che nell’incontro promosso dal commissario comunale Margherita Rizza, come riportato dalla stampa, ” … con facce meste sembravano quasi non avere alcuna responsabilità …”
Forse la loro responsabilità maggiore sta nella incapacità di essere protagonisti della gestione dei fatti amministrativi e quindi succubi di una gestione burocratica spesso invadente e non all’altezza dei compiti che dovrebbe assolvere.
Ciò perchè se si è arrivati a questo disastro, purtroppo non risolvibile per via ordinaria, una certa pesante responsabilità non può non averla anche una parte o tutta la struttura che, a differenza degli amministratori che passano troppo velocemente, gestisce in pianta stabile e continuativa le problematiche comunali.
Esiste quindi una responsabilità politica, ma non si può ignorare quella altrettanto grave della burocrazia comunale.
Come si fa, in base a quanto riportato dalla stampa, a non sapere se la Serit deve dare o deve avere dal comune di Pachino la bellezza di nove milioni di euro?.
Di chi è la responsabilità della gestione diretta di questo settore dal punto di vista burocratico e quindi della continuità del rapporto di interessi fra l’ente comune ed i terzi?
Il fallimento complessivo del comune di Pachino, sia dal punto di vista politico, istituzionale che burocratico sta proprio in una cronica incapacità ” culturale ” di gestione dei fatti comunitari.
In questa fase mi auguro che almeno il Commissario sia capace di operare alcune scelte strutturali che possano creare, anche in modo traumatico, le premesse per innescare un processo virtuoso di ripresa sociale del comune di Pachino.
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Maria Teresa Asaro presenta:
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Maria Teresa Asaro presenta:
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Galleria Roma
via Maestranza 110
Maria Teresa Asaro presenta:
“ELEGIA CROMATICA E VISIVA NEL SUBLIME INCANTO DEL REALE”
personale di pittura di Valentina Nicotra
sabato 15 Novembre ore 18,30
Maria Teresa Asaro
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Galleria Roma
via Maestranza 110
Maria Teresa Asaro presenta:
“ELEGIA CROMATICA E VISIVA NEL SUBLIME INCANTO DEL REALE”
personale di pittura di Valentina Nicotra
sabato 15 Novembre ore 18,30
Maria Teresa Asaro
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Come sempre ricca di contenuti importanti ed interessanti, non solo per gli studiosi e gli appassionati della cultura e delle tradizioni, ma anche per un pubblico di lettori attenti ed interessati alla conoscenze storiche ed alle tradizioni del nostro territorio.
In questo numero segnalo, in particolare, il saggio pubblicato a firma di Domenica Bufardeci: Cassettina d’avorio del Duomo di Siracusa, nuova ipotesi circa il luogo di provenienza.
Trattasi di un’importante studio su un pezzo di straordinaria bellezza e valore artistico quale la cassetta d’avorio che si trova nel tesoro del Duomo di Siracusa sulla quale, oltre ad una attenta ed accurata descrizione di tutte le sue parti, si formula una nuova ipotesi circa la sua provenienza, l’uso e la datazione che si discosta rispetto a quanto scritto da insigni studiosi della storia siracusana e delle tradizioni siracusane quali il Mauceri e l’Agnello.
Archiviato in: SVILUPPO ECONOMICO
La prima, di ieri, ci conferma l’accordo fra la raffineria ERG di Priolo e la Luxoil sovietica in base al quale da dicembre partirà la joint-venture che permetterà al colosso sovietico, con una partecipazione al 49%, di occuparsi dellle attività della raffineria.
Significa che, almeno in termini occupazionali e sicuramente anche di futuri investimenti, questo settore avrà una maggiore capacità operativa e di sviluppo.
L’altra notizia, forse ancora più importante, è rappresentata dalla firma definitiva dell’accordo, presso il Ministero dell’Ambiente, per la bonifica del Polo industriale di Siracusa.
Si tratta di un investimento di circa 770 milioni di euro che assicureranno, oltre alla bonifica di un’area altamente inquinata, anche lavoro per imprese e lavoratori.
Certamente bisogna dare atto al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo dell’impegno profuso affinchè non si perdesse altro tempo prezioso nelle estenuanti chiacchere del passato e si passasse subito a determinare atti concreti.
Bisogna altresì evidenziare l’impegno ulteriore della Ministra siracusana per la soluzione dei problemi della sua provincia.
Archiviato in: pallamano
Solo per la differenza di una rete, nel finale di partita, si è dovuta accontentare del secondo posto anche se rappresenta una posizione di prestigio considerato che ha avuto difronte tutte squadre di categoria superiore ( serie A2 e B ) con campionato già iniziato.
L’Ortigia Siracusa, che farà il proprio esordio nel campionato di serie C il prossimo 22 novembre a Scicli, si triova ancora in fase di inizio preparazione.
Importante e positivo il clima di attesa e di partecipazione che si è creato attorno alla squadra che ha visto la presenza di un pubblico acorso numeroso sugli spalti del tensostatico.
Ciò nonostante il torneo si sia svolto nel giorno della commemorazione dei defunti.
Chi desidera maggiori informazioni o vedere le immagini del Torneo può collegarsi al sito della squadra: handballortigia.com.
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Galleria Roma
via Maestranza 110
Siracusa
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ARTE E MATEMATICA
a cura di Salvatore Rapisarda
6- novembre ore 18,30
















