Avete spesso sentito dire che Siracusa è
la più grande città greca, e la più bella di tutte.
La sua fama non è usurpata…
Cicerone(Verrine,II 4,117-119)
Foto di Siracusa pubblicate nel Sito della galleria Roma Vedi
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Il consigliere Bonafede mi ha spiegato che ha voluto tenere un profilo basso senza gridare anche se l’ha fatto all’interno del proprio partito ribellandosi al ruolo di semplice comparsa che volevano fargli svolgere alla stessa stregua di tanti altri consiglieri che sembrano essere teleguidati senza possibilità di esprimere il proprio parere.
Bonafede mi ha ribadito la sua convinzione a proseguire nel gruppo misto e di operare in assoluta libertà senza condizionamenti nello svolgere il ruolo di consigliere comunale di Siracusa.
Mi sembra che sia un’ulteriore conferma che questo nostro sistema politico ha, al proprio interno, dei tarli corrosivi per la democrazia.
Infine permettetemi un pizzico di ” civetteria politica” che nasce dalla constatazione che il mio Blog è abbastanza seguito e suscita le giuste reazioni.
Archiviato in: Eventi a Siracusa
Centro Culturale Epicarmo
Palazzo Impellizzeri via Maestranza Siracusa
Sergio Givone converserà su : Non c’è più tempo
bellezza, tempo, giustizia, ni-ente, tradimento e altro
interviene:Mons. Giuseppe Greco Vicario generale Curia Arcivescovile di Siracusa
presenta: Prof.ssa Lucia Arsì,presidente Centro Culturale Epicarmo
venerdì 30 gennaio ore 17,30
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Centro Culturale Epicarmo
Palazzo Impellizzeri via Maestranza Siracusa
Sergio Givone converserà su : Non c’è più tempo
bellezza, tempo, giustizia, ni-ente, tradimento e altro
interviene:Mons. Giuseppe Greco Vicario generale Curia Arcivescovile di Siracusa
presenta: Prof.ssa Lucia Arsì,presidente Centro Culturale Epicarmo
venerdì 30 gennaio ore 17,30
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Il risultato è stato di 22 reti a 17 per l’Albatro.
Ottima prova dell’Handball Ortigia che, difronte ai cugini che militano nell’eccellenza della pallamano nazionale disputando il campionato d’elite, si è fatta superare di soli 5 goal.
Anmche se bisogna considerare il clima amichevole dell’incontro non si può non evidenziare che i ragazzi ortigiani figurerebbero molto bene anche nei campionati di serie superiore.
Archiviato in: Politica
Però vi è molto movimento sopratutto all’interno dei partiti ed in particolare di Alleanza Nazionale che è il partito più colpito dagli abbandoni degli ultimi mesi.
Nel consiglio comuanle di Siracusa, dopo l’abbandono di Sergio Bonafede, passato in sordina anche per l’ancora scarsa caratura del personaggio, fa scalpore l’abbandono incavolato di Marco Mastriani che è un autorevole esponente della nuova generazione di giovani universitari passati alla politica.
Anche il più consumato on.Giancarlo Confalone, dopo aver lasciato Forza Italia ed approdato al movimento autonomistico di Lombardo, veleggia verso L’UDC di Turi Magro e Pippo Gianni.
Questi cambi di casacca vengono giustificati dalla mancanza di democrazia interna e dall’impossibilità di esprimersi democraticamente nei vari partiti. Personalmente rispetto le decisioni degli altri come pretendo che vengano rispettate le mie e concordo anche con le motivazioni addotte anche se, al di là del cai casi specifici, non tutti i passaggi hanno l’aureola della santità.
Purtroppo, però, anche gli altri partiti sono nelle stesse condizioni.
Oggi la vera politica si può fare solo nella fase di prepolitica e con i pochi strumenti associativi disponibili.
Paradossalmente la politica, che presuppone un forte rapporto con gli altri per il bene della “res pubblica “, si è interiorizzata per cui il politico vero è costretto a manifestare il proprio credo nella sfera delle sue azioni individuali senza la possibilità di confrontarsi con gli altri per elaborare un progetto condiviso e sopratutto partecipato.
L’establishement politico e partitico ti chiede solo di condividere assentendo al proprio progetto al quale devi essere funzionale altrimenti incappi nella emarginazione.
La scommessa per il prossimo futuro sarà quella di superare, con la forza delle proposte, la fase della interiorizzazione assiemando gli emarginati per elaborare un progetto partecipato e condiviso.
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Archiviato in: Eventi fuori Siracusa
Museo Civico “Baldassare Romano”
Termini Imerese
GIOVANNI MIGLIARA
L’Uomo, il Maestro, l’Artista
ritorno alla sua Termini
31 gennaio – 28 febbraio
Archiviato in: Eventi fuori Siracusa
Museo Civico “Baldassare Romano”
Termini Imerese
GIOVANNI MIGLIARA
L’Uomo, il Maestro, l’Artista
ritorno alla sua Termini
31 gennaio – 28 febbraio
Archiviato in: comune di pachino
Devo dire che, oltre ai commenti pubblicati sul Blog, ho ricevuto parecchie telefonate, molte e-maile e alcune decine di visitatori in più hanno letto il blog e la pagina interessata.
Sono convinto della bontà della soluzione prospettata, ma rimane pur sempre una mia opinione anche se condivisa.
Mi preme di più contribuire ad innescare una scintilla di dibattito serio e disinteressato, nella gestione del potere locale, sulla grave situazione politica, economica, sociale e culturale che purtroppo investe il nostro paese.
Più persone disinteressate partecipiamo ad un approfondimento serio e non ” da piazza ” delle problematiche di Pachino e migliori saranno le soluzioni che si possono individuare e prospettare a chi ha la responsabilità della gestione politica ed amministrativa di Pachino.
Per chi volesse comunicare dò la mia e-mail: pippo.bufardeci@gmail.it
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
ARTE E PERCEZIONE VISIVA
conversazione di
Nino Sicari
22/1/09 ore 18,30
La neurofisiologia moderna ha studiato e in parte capito alcune proprietà basilari della visione che indicano che certe informazioni visive sono più importanti di certe altre e subiscono un’elaborazione particolare, direi privilegiata nel cervello. Il risultato più attraente, nel contesto del nostro discorso, è l’esistenza di un cervello visivo, localizzato nel lobo cerebrale destro e quasi contrapposto a quella parte del cervello che presiede al linguaggio e che ha sede nel lobo sinistro. Forse è per questo che è così difficile parlare di Arte; perché le attività di un lobo, quello del linguaggio, vogliono interessarsi alle attività dell’altro lobo, il destro, il lobo più visivo, che tratta l’informazione in maniera diversa meno analitica, più globale, gestaltica ed anche più emotiva. Le più note teorie della percezione sono la teoria del Costruttivismo e quella della Gestalt. Secondo la prima teoria, l’immagine visiva è costruita di volta in volta, mentre secondo la teoria della Gestalt esistono schemi innati di organizzazione della percezione.Uno dei modi in cui le immagini visive possono essere costruite è quello suggerito dai filosofi dell’empirismo, secondo i quali la percezione è costruita da sensazioni elementari mediante un processo di associazione. La percezione visiva (costruzione dell’immagine) avviene per confronto dinamico fra l’informazione sensoriale fornita dall’occhio e le immagini precedentemente percepite e osservate in memoria. Secondo questa teoria, quindi, per “vedere” bisogna aver imparato a vedere.Nel campo delle arti figurative, molti storici dell’arte si rifanno alla teoria del Costruttivismo nell’interpretazione delle immagini pittoriche. Anche Gombrich si avvicina a questo modo di pensare. L’esperienza predisporrebbe i canali per l’analisi e l’interpretazione dell’informazione visiva. Questa sarebbe elaborata secondo schemi acquisiti, basati su esperienze precedenti, creando ordine nel caos dell’entrata visiva.
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via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
ARTE E PERCEZIONE VISIVA
conversazione di
Nino Sicari
22/1/09 ore 18,30
La neurofisiologia moderna ha studiato e in parte capito alcune proprietà basilari della visione che indicano che certe informazioni visive sono più importanti di certe altre e subiscono un’elaborazione particolare, direi privilegiata nel cervello. Il risultato più attraente, nel contesto del nostro discorso, è l’esistenza di un cervello visivo, localizzato nel lobo cerebrale destro e quasi contrapposto a quella parte del cervello che presiede al linguaggio e che ha sede nel lobo sinistro. Forse è per questo che è così difficile parlare di Arte; perché le attività di un lobo, quello del linguaggio, vogliono interessarsi alle attività dell’altro lobo, il destro, il lobo più visivo, che tratta l’informazione in maniera diversa meno analitica, più globale, gestaltica ed anche più emotiva. Le più note teorie della percezione sono la teoria del Costruttivismo e quella della Gestalt. Secondo la prima teoria, l’immagine visiva è costruita di volta in volta, mentre secondo la teoria della Gestalt esistono schemi innati di organizzazione della percezione.Uno dei modi in cui le immagini visive possono essere costruite è quello suggerito dai filosofi dell’empirismo, secondo i quali la percezione è costruita da sensazioni elementari mediante un processo di associazione. La percezione visiva (costruzione dell’immagine) avviene per confronto dinamico fra l’informazione sensoriale fornita dall’occhio e le immagini precedentemente percepite e osservate in memoria. Secondo questa teoria, quindi, per “vedere” bisogna aver imparato a vedere.Nel campo delle arti figurative, molti storici dell’arte si rifanno alla teoria del Costruttivismo nell’interpretazione delle immagini pittoriche. Anche Gombrich si avvicina a questo modo di pensare. L’esperienza predisporrebbe i canali per l’analisi e l’interpretazione dell’informazione visiva. Questa sarebbe elaborata secondo schemi acquisiti, basati su esperienze precedenti, creando ordine nel caos dell’entrata visiva.
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La parita di ieri sera al Tensostatico della cittadella dello sport di Siracusa, terminata con il punteggio di 31 a 17, contro l’ Handball Scicli, ha dimostrato che il girone di ritorno si avvia verso la stessa ” marcia trionfale ” che ha caratterizzato il girone d’andata con il pieno di vittorie.
La promozione in serie B appare sempre più vicina.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
MOSTRA FOTOGRAFICA
NATURALISTICA di
Delio Mica
24 gennaio 3 febbraio
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
MOSTRA FOTOGRAFICA
NATURALISTICA di
Delio Mica
24 gennaio 3 febbraio
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via Maestranza 110
Siracusa
Arte e percezione visiva
a cura di Nino Sicari
22 gennaio ore 18,30
La neurofisiologia moderna ha studiato e in parte capito alcune proprietà basilari della visione che indicano che certe informazioni visive sono più importanti di certe altre e subiscono un’elaborazione particolare, direi privilegiata nel cervello. Il risultato più attraente, nel contesto del nostro discorso, è l’esistenza di un cervello visivo, localizzato nel lobo cerebrale destro e quasi contrapposto a quella parte del cervello che presiede al linguaggio e che ha sede nel lobo sinistro. Forse è per questo che è così difficile parlare di Arte; perché le attività di un lobo, quello del linguaggio, vogliono interessarsi alle attività dell’altro lobo, il destro, il lobo più visivo, che tratta l’informazione in maniera diversa meno analitica, più globale, gestaltica ed anche più emotiva. Le più note teorie della percezione sono la teoria del Costruttivismo e quella della Gestalt. Secondo la prima teoria, l’immagine visiva è costruita di volta in volta, mentre secondo la teoria della Gestalt esistono schemi innati di organizzazione della percezione.Uno dei modi in cui le immagini visive possono essere costruite è quello suggerito dai filosofi dell’empirismo, secondo i quali la percezione è costruita da sensazioni elementari mediante un processo di associazione. La percezione visiva (costruzione dell’immagine) avviene per confronto dinamico fra l’informazione sensoriale fornita dall’occhio e le immagini precedentemente percepite e osservate in memoria. Secondo questa teoria, quindi, per “vedere” bisogna aver imparato a vedere.Nel campo delle arti figurative, molti storici dell’arte si rifanno alla teoria del Costruttivismo nell’interpretazione delle immagini pittoriche. Anche Gombrich si avvicina a questo modo di pensare. L’esperienza predisporrebbe i canali per l’analisi e l’interpretazione dell’informazione visiva. Questa sarebbe elaborata secondo schemi acquisiti, basati su esperienze precedenti, creando ordine nel caos dell’entrata visiva.
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Galleria Roma
via Maestranza 110
Siracusa
Arte e percezione visiva
a cura di Nino Sicari
22 gennaio ore 18,30
La neurofisiologia moderna ha studiato e in parte capito alcune proprietà basilari della visione che indicano che certe informazioni visive sono più importanti di certe altre e subiscono un’elaborazione particolare, direi privilegiata nel cervello. Il risultato più attraente, nel contesto del nostro discorso, è l’esistenza di un cervello visivo, localizzato nel lobo cerebrale destro e quasi contrapposto a quella parte del cervello che presiede al linguaggio e che ha sede nel lobo sinistro. Forse è per questo che è così difficile parlare di Arte; perché le attività di un lobo, quello del linguaggio, vogliono interessarsi alle attività dell’altro lobo, il destro, il lobo più visivo, che tratta l’informazione in maniera diversa meno analitica, più globale, gestaltica ed anche più emotiva. Le più note teorie della percezione sono la teoria del Costruttivismo e quella della Gestalt. Secondo la prima teoria, l’immagine visiva è costruita di volta in volta, mentre secondo la teoria della Gestalt esistono schemi innati di organizzazione della percezione.Uno dei modi in cui le immagini visive possono essere costruite è quello suggerito dai filosofi dell’empirismo, secondo i quali la percezione è costruita da sensazioni elementari mediante un processo di associazione. La percezione visiva (costruzione dell’immagine) avviene per confronto dinamico fra l’informazione sensoriale fornita dall’occhio e le immagini precedentemente percepite e osservate in memoria. Secondo questa teoria, quindi, per “vedere” bisogna aver imparato a vedere.Nel campo delle arti figurative, molti storici dell’arte si rifanno alla teoria del Costruttivismo nell’interpretazione delle immagini pittoriche. Anche Gombrich si avvicina a questo modo di pensare. L’esperienza predisporrebbe i canali per l’analisi e l’interpretazione dell’informazione visiva. Questa sarebbe elaborata secondo schemi acquisiti, basati su esperienze precedenti, creando ordine nel caos dell’entrata visiva.
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Arte e percezione visiva
a cura di Nino Sicari
22 gennaio ore 18,30
La neurofisiologia moderna ha studiato e in parte capito alcune proprietà basilari della visione che indicano che certe informazioni visive sono più importanti di certe altre e subiscono un’elaborazione particolare, direi privilegiata nel cervello. Il risultato più attraente, nel contesto del nostro discorso, è l’esistenza di un cervello visivo, localizzato nel lobo cerebrale destro e quasi contrapposto a quella parte del cervello che presiede al linguaggio e che ha sede nel lobo sinistro. Forse è per questo che è così difficile parlare di Arte; perché le attività di un lobo, quello del linguaggio, vogliono interessarsi alle attività dell’altro lobo, il destro, il lobo più visivo, che tratta l’informazione in maniera diversa meno analitica, più globale, gestaltica ed anche più emotiva. Le più note teorie della percezione sono la teoria del Costruttivismo e quella della Gestalt. Secondo la prima teoria, l’immagine visiva è costruita di volta in volta, mentre secondo la teoria della Gestalt esistono schemi innati di organizzazione della percezione.Uno dei modi in cui le immagini visive possono essere costruite è quello suggerito dai filosofi dell’empirismo, secondo i quali la percezione è costruita da sensazioni elementari mediante un processo di associazione. La percezione visiva (costruzione dell’immagine) avviene per confronto dinamico fra l’informazione sensoriale fornita dall’occhio e le immagini precedentemente percepite e osservate in memoria. Secondo questa teoria, quindi, per “vedere” bisogna aver imparato a vedere.Nel campo delle arti figurative, molti storici dell’arte si rifanno alla teoria del Costruttivismo nell’interpretazione delle immagini pittoriche. Anche Gombrich si avvicina a questo modo di pensare. L’esperienza predisporrebbe i canali per l’analisi e l’interpretazione dell’informazione visiva. Questa sarebbe elaborata secondo schemi acquisiti, basati su esperienze precedenti, creando ordine nel caos dell’entrata visiva.
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Siracusa
Arte e percezione visiva
a cura di Nino Sicari
22 gennaio ore 18,30
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Arte e percezione visiva
a cura di Nino Sicari
22 gennaio ore 18,30
La neurofisiologia moderna ha studiato e in parte capito alcune proprietà basilari della visione che indicano che certe informazioni visive sono più importanti di certe altre e subiscono un’elaborazione particolare, direi privilegiata nel cervello. Il risultato più attraente, nel contesto del nostro discorso, è l’esistenza di un cervello visivo, localizzato nel lobo cerebrale destro e quasi contrapposto a quella parte del cervello che presiede al linguaggio e che ha sede nel lobo sinistro. Forse è per questo che è così difficile parlare di Arte; perché le attività di un lobo, quello del linguaggio, vogliono interessarsi alle attività dell’altro lobo, il destro, il lobo più visivo, che tratta l’informazione in maniera diversa meno analitica, più globale, gestaltica ed anche più emotiva. Le più note teorie della percezione sono la teoria del Costruttivismo e quella della Gestalt. Secondo la prima teoria, l’immagine visiva è costruita di volta in volta, mentre secondo la teoria della Gestalt esistono schemi innati di organizzazione della percezione.Uno dei modi in cui le immagini visive possono essere costruite è quello suggerito dai filosofi dell’empirismo, secondo i quali la percezione è costruita da sensazioni elementari mediante un processo di associazione. La percezione visiva (costruzione dell’immagine) avviene per confronto dinamico fra l’informazione sensoriale fornita dall’occhio e le immagini precedentemente percepite e osservate in memoria. Secondo questa teoria, quindi, per “vedere” bisogna aver imparato a vedere.Nel campo delle arti figurative, molti storici dell’arte si rifanno alla teoria del Costruttivismo nell’interpretazione delle immagini pittoriche. Anche Gombrich si avvicina a questo modo di pensare. L’esperienza predisporrebbe i canali per l’analisi e l’interpretazione dell’informazione visiva. Questa sarebbe elaborata secondo schemi acquisiti, basati su esperienze precedenti, creando ordine nel caos dell’entrata visiva.
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Arte e percezione visiva
a cura di Nino Sicari
22 gennaio ore 18,30
La neurofisiologia moderna ha studiato e in parte capito alcune proprietà basilari della visione che indicano che certe informazioni visive sono più importanti di certe altre e subiscono un’elaborazione particolare, direi privilegiata nel cervello. Il risultato più attraente, nel contesto del nostro discorso, è l’esistenza di un cervello visivo, localizzato nel lobo cerebrale destro e quasi contrapposto a quella parte del cervello che presiede al linguaggio e che ha sede nel lobo sinistro. Forse è per questo che è così difficile parlare di Arte; perché le attività di un lobo, quello del linguaggio, vogliono interessarsi alle attività dell’altro lobo, il destro, il lobo più visivo, che tratta l’informazione in maniera diversa meno analitica, più globale, gestaltica ed anche più emotiva. Le più note teorie della percezione sono la teoria del Costruttivismo e quella della Gestalt. Secondo la prima teoria, l’immagine visiva è costruita di volta in volta, mentre secondo la teoria della Gestalt esistono schemi innati di organizzazione della percezione.Uno dei modi in cui le immagini visive possono essere costruite è quello suggerito dai filosofi dell’empirismo, secondo i quali la percezione è costruita da sensazioni elementari mediante un processo di associazione. La percezione visiva (costruzione dell’immagine) avviene per confronto dinamico fra l’informazione sensoriale fornita dall’occhio e le immagini precedentemente percepite e osservate in memoria. Secondo questa teoria, quindi, per “vedere” bisogna aver imparato a vedere.Nel campo delle arti figurative, molti storici dell’arte si rifanno alla teoria del Costruttivismo nell’interpretazione delle immagini pittoriche. Anche Gombrich si avvicina a questo modo di pensare. L’esperienza predisporrebbe i canali per l’analisi e l’interpretazione dell’informazione visiva. Questa sarebbe elaborata secondo schemi acquisiti, basati su esperienze precedenti, creando ordine nel caos dell’entrata visiva.
Archiviato in: varie
Mi serve qualche foto di quel periodo che evochi momenti particolari delle nostre tradizioni natalizie.
Chi può prestarmene qualcuna?
Inviare a pippobufardeci@gmail.com
Grazie
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Personalmente continuo ad essere dell’avviso che bisognerebbe dichiarare l’insolvenza amministrativa per le motivazioni già espresse in un mio precedente articolo, ma poichè nessuno avrà il coraggio di farlo dobbiamo prepararci ad una prossima balorda campagna elettorale.
Ai nastri di partenza non si prospettano cavalli di razza per cui non possiamo aspettarci emozioni forti e proclami deni di passare alla storia.
Possiamo solo, nel paese della politica lillipuziana, continuare a sperare che almeno avvengano alcune cose.
La prima riguarda Campisi da cui ci auguriamo arrivi la rinuncia a proseguire nell’azione giudiziaria perchè la politica necessita solo di consensi alla propria azione e di raccordo con la realtà che si vuole rappresentare.
Aspetti altre occasioni ed, indipendentemente dalla sua visione del torto e della ragione, si prenda un periodo di riposo politico.
Dai partiti ci aspettiamo che,pur nel difficile compito di scegliere un candidato sindaco degno di questo nome, ci propongano almeno il meno peggio.
Ai dirigenti provinciali dei partiti, ai deputati ed ai forestieri che pescano nel torbito della politica pachinese, chiediamo che si facciano gli affari loro altrove e non contribuiscano ulteriormente a degradare il clima politico pachinese perchè già i politici locali sono molto bravi a farlo per conto loro.
Dai cittadini ci aspettiamo che, scegliendo fra incompetenti, almeno scelgano persone completamente nuove capaci di sbagliare, ma senza pregiudizi ed odii accumulati negli anni.
A chi sarà eletto, per il bene del paese, ammesso che qualcuno l’abbia ancora in considerazione, chiediamo di non chiudersi in se stessi come spesso è successo, ma di cercare la collaborazione di quanti sono in grado di darla con abnegazione e disinteresse nella consapevolezza che la gravità dei problemi di Pachini non si risolve con nessun mago di turno che sappia fare tutto da solo.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
MOSTRA FOTOGRAFICA
NATURALISTICA di
Delio Mica
24 gennaio 3 febbraio
Nell’intento dell’autore si tratta di una ricerca che però non ha una valenza scientifica ma di scoperta di un mondo, quello degli insetti, per molti aspetti sconosciuto alla gran parte della gente se non per i fastidi o il ribrezzo che, a volte, può suscitare. L’indagine fotografica permette di evidenziare invece, attraverso l’ingrandimento macrofotografico, l’esistenza di una realtà quasi totalmente sconosciuta ai più che è degnissima di essere osservata e divulgata, se non altro, per il valore estetico rappresentato sia dalle forme che dai colori.
La vita e l‘esistenza degli insetti è legata ai fiori, loro si che per necessità esistenziale devono mostrarsi in tutta la loro bellezza formale. Le splendide geometrie e i colori sono una attrazione irresistibile anche per il fotografo che, in questo modo, indaga sulla realtà che ci circonda.
Dare modo di osservare queste minuscole realtà, secondo l’autore, ha una doppia valenza cioè mettere in risalto l’esistenza di mondi spessissimo non presi in considerazione quasi non esistessero, solo per il fatto di avere dimensioni che spesso sfuggono alla nostra visione e al nostro interesse, se non per i fastidi di cui si diceva prima, e anche estetica perché si mette in evidenza ciò che può sfuggire all’osservazione cioè che anche il mondo degli insetti oltre a quello dei fiori è fatto di bellezza che si esprime nelle splendide geometrie dei corpi e negli affascinanti colori.
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
MOSTRA FOTOGRAFICA
NATURALISTICA di
Delio Mica
24 gennaio 3 febbraio
Nell’intento dell’autore si tratta di una ricerca che però non ha una valenza scientifica ma di scoperta di un mondo, quello degli insetti, per molti aspetti sconosciuto alla gran parte della gente se non per i fastidi o il ribrezzo che, a volte, può suscitare. L’indagine fotografica permette di evidenziare invece, attraverso l’ingrandimento macrofotografico, l’esistenza di una realtà quasi totalmente sconosciuta ai più che è degnissima di essere osservata e divulgata, se non altro, per il valore estetico rappresentato sia dalle forme che dai colori.
La vita e l‘esistenza degli insetti è legata ai fiori, loro si che per necessità esistenziale devono mostrarsi in tutta la loro bellezza formale. Le splendide geometrie e i colori sono una attrazione irresistibile anche per il fotografo che, in questo modo, indaga sulla realtà che ci circonda.
Dare modo di osservare queste minuscole realtà, secondo l’autore, ha una doppia valenza cioè mettere in risalto l’esistenza di mondi spessissimo non presi in considerazione quasi non esistessero, solo per il fatto di avere dimensioni che spesso sfuggono alla nostra visione e al nostro interesse, se non per i fastidi di cui si diceva prima, e anche estetica perché si mette in evidenza ciò che può sfuggire all’osservazione cioè che anche il mondo degli insetti oltre a quello dei fiori è fatto di bellezza che si esprime nelle splendide geometrie dei corpi e negli affascinanti colori.
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Archiviato in: pallamano
E’ stata una bella partita molto combattuta e corretta sul campo non solo per il gemellaggio che esiste fra le due squadre, ma anche per il fato che, sul campo, si sono alternati tutti gli atleti presenti anche in panchina.
Peppe Zanchì, che ha sostituito in panchina l’allenatore Sandro Di Vincenzo impegnato al corso di allenatore di secondo livello assieme al vice presidente Angelo Bufardeci, ha fatto giocare anche coloro che non avevano ancora trovato spazio nelle gare ufficiali.
Tutti hanno dimostrato la bontà tecnica degli atleti che, numerosi, fanno parte della rosa dell’Ortigia.
E’ così arrivata la quinta vittoria consecutiva in attesa di domenica 18, sempre a Siracusa, che contro lo Scicli inizierà il girone di ritorno.
a questo punto non possiamo più nasconderci ed ammettere che sicuramente vinceremo il nostro girone e saremo i favoriti per la promozione in serie B.
Archiviato in: cultura
Prima della campagna elettorale e subito dopo vi è stato, a Siracusa, un fiorire di cerimonie e di riprese televisive negli angoli più disparati della città.
All’improvviso è sembrato che una forte euforia tesa ad assegnare un padre a tante strade, piazze, vicoli, sgabuzzini e sottotetti avesse preso molti nostri amministratori.
La toponomastica a Siracusa era all’improvviso diventato il problema più importante cui bisognava dare una risposta concreta con tanto di telecamere al seguito.
Indubbiamente non nascondiamo l’importanza che ogni strada, piazza o vicolo abbia una sua denominazione così come constatiamo che purtroppo molte strade, anche di vecchia denominazione, non hanno i relativi riquadri e spesso bisogna dare spazio ai ricordi per individuare una certa via.
Sopratutto una città che si vanta di essere turistica e culturale dovrebbe mettere i cittadini ed i turisti nelle condizioni, non solo di individuare le strade o le piazze lungo le quali concretizzano i loro percorsi, ma anche conoscere i personaggi o le datazioni che esse ricordano con la loro intitolazione.
Difatti, come spesso viene ricordato da quelli culturalmente più forbiti di noi, la toponomastica è uno dei modi interessanti e non banali di entrare in contatto con la storia della città.
E sappiamo tutti, ma più di noi i turisti o viaggiatori come giustamente li chiama l’on.Granata, quanta storia si porta dietro la città di Siracusa ed il suo territorio.
Ma sappiamo anche quanti uomini illustri hanno calcato i ciottoli o l’asfalto delle strade siracusane.
Chi è classe dirigente della città patrimonio dell’umanità dovrebbe saperlo meglio di tutti gli altri così come gli illustri personaggi che danno il loro utile contributo facendo parte della commissione per la toponomastica comunale.
Fatte tutte queste premesse riesce ancora più difficile capire perchè non sia stata intitolata una strada od una piazza ad un illustre figlio della nostra storia letteraria che risponde al nome di Vitaliano Brancati e che, secondo il nostro modestissimo parere, avrebbe meritato la precedenza rispetto a tanti altri nomi che hanno avuto l’onore di una targa o delle proposte, anche recenti, di personaggi più distanti dalla nostra storia che vengono alla ribalta grazie alla fantasia di qualche politico o consigliere comunale.
Non si può neanche pensare ad una dimenticanza che sarebbe già gravissima perchè parliamo di un personaggio unanimemente riconosciuto fra i più illustri della letteratura europea del Novecento in quantogià un anno fa abbiamo provveduto a ricordarlo ufficialmente all’amministrazione comunale.
Sia a nome dell’associazione dei pachinesi che dell’associazione culturale Vitaliano Brancati organizzatrice dell’omonimo premio internazionale di giornalismo che, anche se nell’indifferenza degli enti locali siracusani, ha riscosso un grande successo nella cultura e nel giornalismo nazionale per la qualità dei premiati e per la serietà dell’organizzazione.
Allo stesso modo non pensiamo che questa dimenticanza possa essere il frutto di una non conoscenza dell’opera e dell’importanza di Vitaliano Brancati.
Per questo torneremo nuovamente all’attacco per ricordare ancora una volta all’amministrazione comunale ed alla commissione per la toponomastica cittadina ed a qualche consigliere distratto che questa grossa lacuna deve essere urgentemente colmata perchè il comune di Siracusa non può continuare ad ignorare uno scrittore dell’importanza di Vitaliano Brancati.
Archiviato in: I giovedì della Galleria
Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
La Festa di San Sebastiano
una conversazione su alcuni degli aspetti della tradizione per la festa del Co-patrono di Siracusa a cura di
Mariarosa Malesani
giovedì 15 gennaio ore 18,30
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Galleria Roma
via Maestranza 110 Siracusa
per i giovedì della galleria
La Festa di San Sebastiano
una conversazione su alcuni degli aspetti della tradizione per la festa del Co-patrono di Siracusa a cura di
Mariarosa Malesani
giovedì 15 gennaio ore 18,30
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La Festa di San Sebastiano
una conversazione su alcuni degli aspetti della tradizione per la festa del Co-patrono di Siracusa a cura di
Mariarosa Malesani
giovedì 15 gennaio ore 18,30
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La Festa di San Sebastiano
una conversazione su alcuni degli aspetti della tradizione per la festa del Co-patrono di Siracusa a cura di
Mariarosa Malesani
giovedì 15 gennaio ore 18,30
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La Festa di San Sebastiano
una conversazione su alcuni degli aspetti della tradizione per la festa del Co-patrono di Siracusa a cura di
Mariarosa Malesani
giovedì 15 gennaio ore 18,30
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Ogni giorno spunta un’alleanza, un nuovo personaggio candidato a sindaco,una controalleanza ed un contro candidato a Sindaco.
Tutto ed il contrario di tutto con la sola recondita aspirazione di sedersi su qualche poltrona comunale.
Non ho ancora sentito o letto una pur striminzita proposta di come risolvere la gravissima situazione finanziaria, sociale e di sviluppo del martoriato territorio pachinese.
Il comune, con i suoi sei milioni di debiti, che potrebbero essere anche di più, è sull’orlo della bancarotta.
Non ha prospettive concrete di sviluppo ed ha un tessuto sociale molto degradato.
La commissaria regionale che si è assunto l’ingrato compito di gestire questa fase di difficile transizione, ha dimostrato di avere le idee chiare, ma sopratutto capacità e competenza per cercare di fare uscire dalle secche il comune di Pachino.
Però, fino a questo momento, non ha avuto tutto il coraggio necessario per dichiarare il dissesto finanziario del comune di Pachino e quindi la bancarotta.
Sarebbe l’unica soluzione perchè permetterebbe un commissariamento del comune per cinque anni e darebbe il via al risanamento senza essere condizionato dagli interessi locali.
Permetterebbe altresì, attraverso la figura del commissario funzioanrio regionale, di accedere a tutti i finanziamenti ed alle opportunità che solo chi conosce i meccanismi tecnici della Regione è in grado di assicurare.
Nessun pachinese oggi, che pensa di fare il sindaco, ha le capacità tecniche, culturali, professionali nonchè la caratura personale per affrontare e risolvere tutti i gravi problemi che soffocano questo paese.
Il nuovo sindaco, chiunque esso sia, non sarà in grado di risolvere un bel niente ed il comune di Pachino galleggerà nella sua lenta inesauribile agonia.
Invito quindi il commissario regionale ad avere il coraggio di indirizzare la storia di questo comune lungo i binari del riscatto che può avvenire solo attraverso la dichiarazione dello stato di insolvenza e la gestione di un commissario regionale per i prossimi cinque anni.
Chi ha fretta di fare il sindaco aspetti ed impieghi il tempo a studiare e capire come si amministra seriamente un comune nell’interesse esclusivo dei cittadini.
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Galleria Roma
via Maestranza 110
Siracusa
PER FOTO E PER AMORE
VISIONI FATALI
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Esplorare l’archivio di un fotografo è come addentrarsi in uno scavo archeologico alla ricerca di reperti, simboli, storie e motivazioni sepolte dentro scatole di cartone, ben areate, ma sepolte. Nulla cambia se l’area di scavo è quella del proprio archivio.
Sono stato autore di fotografia negli anni ’80/’90 quando l’immagine si produceva esclusivamente attraverso supporti e tecniche chimiche che comportavano un approccio con il mezzo fotografico sostanzialmente diverso da quello attuale. Lo scatto costituiva il primo atto di un processo irreversibile a cui seguiva lo sviluppo della pellicola e quindi il terzo passaggio finale, la fase di stampa. Ogni intervento doveva compiersi nei limiti delle alchimie concesse dai materiali che si era scelto di adoperare per ottenere un unico e definitivo risultato finale. Era fotografia “fatta a mano” esattamente all’opposto, quanto a tecnica, della fotografia “automatica” quella di cui oggi ci si può avvalere.
Oggi, a distanza di oltre un decennio durante il quale la fotografia digitale ha in pratica sostituito a tutto campo quella chimica, sono stato esortato dall’amico Corrado Brancato, art director della Galleria Roma di Siracusa, per una personale fotografica di stampe estrapolate dal mio archivio.
Ho accettato ben volentieri l’invito ed ho colto l’occasione per ritrovare il mio passato, quella parte della mia vita dove la fotografia occupava un ruolo preminente. Ho rivisto centinaia e centinaia di immagini, ritratti di amici, di clienti dello studio, di persone di cui addirittura non ricordo più il nome e ho rivisto luoghi e situazioni in una metamemoria fotografica che in pochi istanti si è ricomposta nella realtà del presente.Dal caos di tutte queste immagini ho selezionato con il cuore quelle a me più care, cioè quelle legate alla ricerca personale dell’extra-fotografico, al di là degli elementi connotativi e denotativi propri della fotografia alle quali, al tempo di queste ricerche, (1990 – 1993 ca), volli aggiungere il terzo elemento significante adottato nella concettualità fotografica, ovvero quella terza tesi che veniva proposta da Anton Giulio Bragaglia, teorizzata nel volume Fotodinamismo futurista (1911), da fotografi come gli americani A. Coburn e Man Ray, lo svizzero C. Schad, l’ungherese Làszlò Moholy-Nagy (Bauhus) e l’italiano Luigi veronesi che, proclamando l’importanza essenziale della ricerca riaffermavano e giungevano all’astrattismo.
Le stampe fotografiche che ho scelto per questa mostra sono quindi visioni ricavate dalla casualità degli eventi temporali e spaziali che ne hanno determinato la scelta definitiva e quindi fatale. Fotogrammi di sovrapposizioni di molteplici esposizioni o inserimenti di interventi manuali in fase di stampa che sovvertono il senso connotativo dello scatto per sublimare lo specifico fotografico in un resoconto intimo o intimistico delle mie esperienze personali.
Tutto questo è stato. Potrebbe ancora essere, ma il passato non può ingombrare il presente se non per conoscenza e saggezza, il futuro è evoluzione e l’arte della fotografia non è di certo esclusa da questa legge Universale.
Siracusa, 3 gennaio 2009
Salvatore Zito
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La mostra comprende una serie di stampe baritate ai sali d’argento, in formato 50 x 60 trattate al selenio, estratte dall’archivio dell’autore.
Dice Salvatore Zito: – Sono stato autore di fotografia negli anni ’80/’90 quando l’immagine si produceva esclusivamente attraverso supporti e tecniche chimiche che comportavano un approccio con il mezzo fotografico sostanzialmente diverso da quello attuale.
Ho accettato ben volentieri l’invito ad organizzare questa mostra ed ho colto l’occasione per ritrovare il mio passato in quella parte della mia vita dove la fotografia occupava un ruolo preminente. Ho rivisto centinaia e centinaia di immagini, ritratti di amici, di clienti dello studio, di persone di cui addirittura non ricordo più il nome e ho rivisto luoghi e situazioni in una metamemoria fotografica che in pochi istanti si è ricomposta nella realtà del presente.
Le fotografie che ho scelto per questa mostra sono visioni ricavate dalla casualità degli eventi spaziali e temporali che ne hanno determinato la scelta definitiva e quindi fatale. Sovrapposizioni di molteplici esposizioni o interventi manuali in fase di stampa che sovvertono il senso connotativo dello scatto per sublimare lo specifico fotografico in un resoconto intimo o intimistico delle mie esperienze personali.
Tutto questo è stato. Potrebbe ancora essere, ma il passato non può ingombrare il presente se non per conoscenza e saggezza, il futuro è evoluzione e l’arte della fotografia non è di certo esclusa da questa legge Universale.
L’inaugurazione della mostra avverrà giorno 10 gennaio 2009 presso i locali di Galleria Roma alle ore 18,30 alla presenza dell’autore.
Archiviato in: Eventi nella Galleria Roma
La mostra comprende una serie di stampe baritate ai sali d’argento, in formato 50 x 60 trattate al selenio, estratte dall’archivio dell’autore.
Dice Salvatore Zito: – Sono stato autore di fotografia negli anni ’80/’90 quando l’immagine si produceva esclusivamente attraverso supporti e tecniche chimiche che comportavano un approccio con il mezzo fotografico sostanzialmente diverso da quello attuale.
Ho accettato ben volentieri l’invito ad organizzare questa mostra ed ho colto l’occasione per ritrovare il mio passato in quella parte della mia vita dove la fotografia occupava un ruolo preminente. Ho rivisto centinaia e centinaia di immagini, ritratti di amici, di clienti dello studio, di persone di cui addirittura non ricordo più il nome e ho rivisto luoghi e situazioni in una metamemoria fotografica che in pochi istanti si è ricomposta nella realtà del presente.
Le fotografie che ho scelto per questa mostra sono visioni ricavate dalla casualità degli eventi spaziali e temporali che ne hanno determinato la scelta definitiva e quindi fatale. Sovrapposizioni di molteplici esposizioni o interventi manuali in fase di stampa che sovvertono il senso connotativo dello scatto per sublimare lo specifico fotografico in un resoconto intimo o intimistico delle mie esperienze personali.
Tutto questo è stato. Potrebbe ancora essere, ma il passato non può ingombrare il presente se non per conoscenza e saggezza, il futuro è evoluzione e l’arte della fotografia non è di certo esclusa da questa legge Universale.
L’inaugurazione della mostra avverrà giorno 10 gennaio 2009 presso i locali di Galleria Roma alle ore 18,30 alla presenza dell’autore.
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Si chiama ” Freccia Rossa ” il treno ad alta velocità che ha iniziato a collegare Milano con Roma ad una velocità concorrenziale con quella dell’ aereo.
Si chiamerà ” Freccia Rotta ” l’iniziativa del presidente della provincia di Catania che ha deciso di convocare i massimi manager italiani per far loro conoscere la beatidudine di un viaggio sulla tratta Catania – Palermo.
Sicuramente anche quì la velocità del treno sarà concorrenziale, ma a quella dell’asino.
Nella pietosa constatazione della nostra arretratezza non vorremmo perdere anche la speranza di un sussulto d’orgoglio da parte di quei pochi nostri rappresentanti politici che vorrebbero essere utili alla collattività.
Battete un colpo.
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Nonostante le assicurazioni di rito non se ne è fatto niente.
Ciò anche in presenza di una raffica di cerimonie pre elettorali di intitolazioni di piazze, strade, rotonde, scabuzzini e sottotetti alle persone ed alle sigle più disparate.
Non vogliamo entrare nel merito delle scelte fatte in quanto riteniamo che abbiano avuto tutte una motivazione valida.
Quello che non capiamo è il continuare ad ignorare un illustre personaggio unanimemente riconosciuto come un grande della nostra letteratura.
Rotorneremo alla carica nella speranza di trovare la giusta rispondenza ad una richiesta obiettiva e qualificante per la città forse più di tante proposte che, anche in questi giorni, vengono portate avanti da qualche consigliere comunale.
Archiviato in: comune di Siracusa
Mi sembra strano che, un’amministrazione comunale, aspetti gli ultimi giorni della scadenza di un servizio scadente per i cittadini per capire come comportarsi.
Speriamo che lo capisca veramente in tempi brevi e si comporti di conseguenza.
I cittadini, ormai da molti anni, hanno capito sulla loro igiene pubblica e sulla loro tasca, che la città di Siracusa, pur pagando il canone più alto d’Italia, ha le strade piene di spazzatura e sporche; i cassonetti della differenziata e della raccolta normale sempre stracolmi e mal odoranti; le bollette che aumentano sempre di più.
Insomma una città da terzo mondo con un canone da Hotel a cinque stelle.






























